Interventi

Lettera aperta sulla didattica digitale

di Franco Amicucci


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(AdobeStock)

2' di lettura

La SIREM, la società scientifica di oltre 100 docenti e ricercatori universitari che si occupa di educazione mediale, ha preso una dura posizione contro il Decreto dell'ex Ministro Fioravanti che esclude per molti insegnamenti universitari la possibilità di gestire la didattica con modalità online, limitando l'insegnamento alla modalità della lezione tradizionale.

Nella lettera inviata al nuovo Ministro Manfredi, troviamo alcuni passaggi quali:

“Crediamo che questa sia una posizione dettata da pregiudizi contro l'e-learning e da scarse conoscenze didattiche. La decisione, che modifica precedenti dettami ministeriali, è stata presa senza nessuna consultazione delle comunità che fanno ricerca nel settore e danneggia potenziali ricerche sull'innovazione della didattica universitaria”.

“Posizioni – basate su pregiudizi e idiosincrasia e per nulla scientificamente supportate – che fanno arretrare la ricerca italiana e la indeboliscono rispetto ai partner europei e mondiali”.

In un'epoca dove le università di tutto il mondo si organizzano per integrare la didattica tradizionale con la didattica online, fino a creare migliaia di Moocs (Massive open online courses) prevalentemente gratuiti a disposizione degli studenti e dei cittadini, come Coursera o Edx che associano corsi di oltre 600 università nel mondo, arrivando ormai ad oltre 300 milioni di utenti online, in Italia, già agli ultimi posti come competenze e cultura digitale, si è arrivati ad escludere la didattica online per molti insegnamenti.

Come ben sottolinea la presa di posizione della SIREM, la centralità della relazione umana in aule con 100 e più allievi che assistono a una lezione tradizionale non è assolutamente garantita ed è ormai assurda la contrapposizione tra aula ed online, quando l'efficacia didattica può essere sicuramente superiore con modalità blended, dove faccia a faccia ed online sono integrate. L'on line offre soluzioni in alcuni casi vantaggiosi, come la ricerca internazionale ha dimostrato, sia nella dimensione erogativa, sia in molte pratiche laboratoriali, se attuate con simulazioni o modalità interattive garantite dal web 2.0.

In sintesi, conclude la SIREM, “il problema è la strategia didattica adottata, e questo vale sia per i corsi in presenza, sia per i corsi on line: numero di studenti per docente, organizzazione spaziale, tipologia delle attività. Il problema pertanto, e questo vale sia per i corsi in presenza, sia per i corsi on line, è avere degli strumenti per garantire e validare la qualità dei laboratori, ben sapendo che a oggi sono presenti situazioni critiche anche nei corsi in presenza per la scarsità di aule e di docenti e per l'arretratezza dei modelli didattici”.

L'invito fatto al nuovo Ministro è quello di rivedere il decreto del precedente Ministro Fioravanti, anche perché, oltre alle motivazioni precedentemente illustrate, questa chiusura “colpisce soprattutto migliaia di studenti che si vedrebbero negato il loro diritto allo studio, in particolare gli studenti lavoratori o quelli affetti da disabilità che ne compromettono la mobilità”.

In un'epoca sempre più digitale, con il mondo del lavoro che si organizza sempre più diffusamente con Corporate Academy che gestiscono la formazione del personale aziendale in modalità prevalentemente online, trovarsi di fronte a queste resistenze e marce indietro da parte di istituzioni pubbliche fa veramente riflettere sui ritardi del nostro paese.

(fondatore di Skilla)

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