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Lettera Bce a Gualtieri: cashback "sproporzionato", Roma avrebbe dovuto consultarci. Mef, rilievi infondati

Il membro del consiglio direttivo Mersch rileva come la misura sia sproporzionata per un potenziale effetto negativo sul contante e in quanto mina la neutralità dei mezzi di pagamento

di Corrado Poggi

Cashback: SumUp, possibile raddoppio dei pagamenti digitali

4' di lettura

Il governo italiano avrebbe dovuto consultare la Bce prima di lanciare il programma di cashback nel rispetto delle competenze della banca centrale, in particolare quelle relative ai mezzi di pagamento. E’ quanto si legge nella lettera che Yves Mersch, nell’ultimo giorno del suo mandato nel consiglio direttivo Bce, ha inviato al ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri il 14 dicembre e pubblicata oggi sul sito della comunità europea. ¨La Bce - si legge nella lettera - ritiene che l’introduzione di un programma cashback per strumenti di pagamento elettronici sia sproporzionata alla luce del potenziale effetto negativo che tale meccanismo potrebbe avere sul sistema di pagamento in contanti e in quanto compromette l’obiettivo di un approccio neutrale nei confronti dei vari mezzi di pagamento disponibili». Nella missiva, Mersch ricorda che ¨in conformità agli articoli 127, paragrafo 4, e 282, paragrafo 5, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, al considerando 19 del regolamento (CE) n. 974/98 e all’articolo 2, paragrafo 1, secondo trattino, della decisione del Consiglio 98/415/CE28, le autorità nazionali sono tenute a consultare la Bce su progetti di disposizioni legislative che rientrino nelle sue competenze, comprese, in particolare, quelle relative a mezzi di pagamento". La Bce apprezzerebbe - prosegue la missiva - "che le autorità italiane tenessero in debita considerazione i rilievi che precedono adempiendo in futuro al proprio obbligo di consultare la Bce, se del caso".

Cashback, la lettera della Bce all'Italia

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Serve chiara prova che meccanismo è efficace in lotta a evasione

¨La Bce riconosce che incentivare le transazioni per mezzo di strumenti di pagamento elettronici per l’acquisto di beni e servizi allo scopo di combattere l’evasione fiscale - prosegue la lettera - può, in linea generale, costituire un «interesse pubblico» che giustifichi la disincentivazione e la conseguente limitazione dell’uso dei pagamenti in contanti. Tuttavia, tali limitazioni o disincentivi devono rispettare il corso legale delle banconote in euro sancito dagli articoli 128, paragrafo 1 e 282, paragrafo 3, del Trattato. Pertanto, sarebbe necessario dimostrare che le limitazioni che incidono sul corso legale delle banconote in euro siano efficaci per conseguire le finalità pubbliche che legittimamente si intende raggiungere attraverso tali limitazioni. Dovrebbe quindi sussistere una chiara prova che il meccanismo di cashback consenta, di fatto, di conseguire la finalità pubblica della lotta all’evasione fiscale¨. Ancora: ¨il decreto del Mef deve rispettare il diritto dell’Unione; in particolare, qualunque limitazione o disincentivo diretto o indiretto ai pagamenti in contanti deve rispettare i requisiti relativi al corso legale delle banconote in euro¨.

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Limitazioni a uso contanti proporzionate a obiettivi

Le limitazioni dirette o indirette ai pagamenti in contanti, prosegue la lettera della Bce, dovrebbero altresì essere ¨proporzionate¨ agli obiettivi perseguiti e dovrebbero limitarsi a quanto necessario per conseguire tali obiettivi, specialmente alla luce del fatto che le misure di cui al decreto del Mef potrebbero spingere i soggetti aderenti a competere per il più alto numero di transazioni effettuate, che, in definitiva, favorirebbe gli aderenti che effettuano un alto numero di transazioni per importi limitati (ossia importi che altrimenti potrebbero essere pagati in moneta). In particolare, il rimborso speciale di 1.500 euro sembra essere progettato per incentivare l’uso di pagamenti elettronici per importi limitati. Qualsiasi ripercussione negativa del cashback proposto dovrebbe essere pertanto attentamente ponderata in funzione dei benefici pubblici previsti. Nel valutare se una limitazione sia proporzionata, si dovrebbero sempre considerare le ripercussioni negative dell’incentivo in questione, nonché se possano essere adottate misure alternative che soddisfino l’obiettivo pertinente e abbiano ripercussioni meno negative.

Contanti agevolano inclusione intera popolazione nell’economia

¨Dovrebbe inoltre tenersi presente - prosegue la lettera firmata da Mersch - che la possibilità di pagare in contanti rimane particolarmente importante per taluni gruppi sociali che, per varie legittime ragioni, preferiscono utilizzare il contante piuttosto che altri strumenti di pagamento. Il contante è altresì generalmente apprezzato come strumento di pagamento in quanto, quale corso legale, è ampiamente accettato, è rapido e agevola il controllo sulla spesa di chi paga. Costituisce, inoltre, un mezzo di pagamento che consente ai cittadini di regolare istantaneamente un’operazione ed è l’unico metodo di regolamento in denaro della banca centrale e al valore nominale per il quale non sussiste la possibilità giuridica di imporre tariffe per il suo utilizzo¨. Infine - conclude la lettera - i pagamenti in contanti agevolano l’inclusione dell’intera popolazione nell’economia consentendo a qualsiasi soggetto di regolare in contanti qualsiasi tipo di operazione finanziaria.

Mef: fonti, 'no ripensamenti sul cashback, infondate le osservazioni Bce'

- La lettera sul cashback inviata al ministro dell'Economia Roberto Gualtieri dall'ex membro del comitato esecutivo della Bce, Yves Mersch, “non desta né preoccupazione né ripensamenti rispetto all'iniziativa del Governo italiano”. Lo indicano fonti del ministero di via XX settembre. Le argomentazioni di Mersch - si aggiunge - hanno un carattere puramente formale (circa l'opportunità di consultare la Bce sul provvedimento) e sono per loro natura non vincolanti. I rilievi formali espressi da Mersh, secondo le stesse fonti, non appaiono peraltro fondati, in quanto come è noto il cashback italiano non limita minimamente l'utilizzo del contante né penalizza chi lo usa, ma tende unicamente a incentivare gli strumenti di pagamento elettronici.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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