la lettera di enria

Lettera di Enria (Bce/Ssm) alle banche: i rischi di credito vanno individuati e gestiti adeguatamente ora. Così si evita il credit crunch

Il presidente del Consiglio di vigilanza della Bce Andrea Enria ha scritto oggi una lettera agli ad delle banche esortando di gestire bene i rischi di credito e individuare i crediti buoni da quelli cattivi

di Isabella Bufacchi

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Il presidente del Consiglio di vigilanza della Bce Andrea Enria ha scritto oggi una lettera agli ad delle banche esortando di gestire bene i rischi di credito e individuare i crediti buoni da quelli cattivi


2' di lettura

Monitorate i rischi di credito adesso, anche quelli coperti dalle moratorie. Individuate fin da ora i crediti buoni da quelli cattivi, distinguete le controparti che saranno in bonis dopo la pandemia da quelle che non ce la faranno: avviate le ristrutturazioni quando necessario. Gestite adeguatamente i rischi di credito e non aspettate. La strategia dell’ “aspetto e vedo” non funziona perchè rimandare significa accumulare i rischi, creando l’effetto baratro che amplifica i problemi e porta a una stretta del credito. Una gestione adeguata dei rischi adesso, anche durante la pandemia, eviterà un credit crunch in futuro dopo la pandemia.

Questo, in essenza, il messaggio della lettera inviata oggi da Andrea Enria, presidente dell’autorità di vigilanza bancaria Bce/Ssm, ai vertici delle banche europee.

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“Con il progredire della pandemia di COVID-19, le attività di vigilanza della Bce hanno rilevato un'attuazione eterogenea dei contenuti della lettera del 1° aprile scorso da parte degli enti significativi. Pertanto, come illustrato nella presente, e coerentemente con le precedenti comunicazioni della Bce riguardanti le prassi di accantonamento nel contesto della pandemia di COVID-19, assume sempre maggiore importanza per gli enti significativi assicurare che tale rischio sia adeguatamente valutato, classificato e misurato nei lorobilanci”, ha scritto Enria alle banche.

“Ciò consente di offrire in maniera tempestiva soluzioni appropriate ai debitori in difficoltà, contribuendo a contenere l'accumulo di asset/crediti problematici presso le banche e quindi riducendo al minimo e attenuando gli effetti da shock improvvisi (“cliff effect”) dove possibile. A tale scopo, è fondamentale che gli enti significativi raggiungano il giusto equilibrio tra evitare un'eccessiva prociclicità eassicurarsi che i rischi cui sono (o saranno) esposti si riflettano adeguatamente nei processi interni di misurazione e gestione dei rischi, nei bilanci e nelle segnalazioni regolamentari”, ha sottolineato Enria.

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