padoan e quattro esponenti pse

Lettera a Juncker: «Garantire uso del patto flessibile»

Jean-Claude Juncker , presidente della Commissione europea

3' di lettura

Rimettere al centro delle politiche della zona euro il 'pilastro' sociale anche attraverso la riforma del patto di stabilità per «perseguire consolidamento di bilancio e crescita sostenibile rafforzando la responsabilità sui conti pubblici assicurando un grado adeguato di flessibilità per sostenere l’attuazione delle riforme strutturali e stimolare l’attività economica durante i cicli di rallentamento dell’economia». È quanto affermano in una lettera al presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker, cinque esponenti socialisti europei: il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, il presidente del Pse Sergei Stanishev, il ministro del lavoro lussemburghese Nicolas Schmit, la vicepresidente del Parlamento Maria Joao Rodrigues (Portogallo), l'eurodeputata francese Pervenche Bere's.

Permettere ai Paesi deviazioni temporanee
Nella lettera si afferma che «deve essere promossa la flessibilità del patto di stabilità permettendo ai paesi certe deviazioni temporanee in cambio di riforme per favorire la crescita e investimenti». Non si chiede la revisione del 'fiscal compact', che è un cavallo di battaglia dell'ex premier Matteo Renzi.

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Domani la commissione presenta la nuova agenda Ue
La partecipazione del ministro Padoan all’iniziativa del Pse è spiegata dal suo ruolo di presidente del gruppo dei ministri europei delle finanze del partito socialista europeo. L’occasione della lettera è premere sull’esecutivo Juncker per usare al massimo tutti gli strumenti europei per uscire dalla fase di bassa crescita. Domani la Commissione presenterà la nuova agenda Ue per la politica sociale che conterrà indicazioni per regolare il ricorso a limitazioni del tempo di lavoro, l’inserimento della 'gig economy' nei sistemi di sicurezza sociale nazionali, il congedo parentale, una base minima di diritti sociali. Obiettivo: procedere verso una convergenza degli standard verso l’alto e non verso il basso.

Tentativo di rispondere all’Europa sociale
È un tentativo per rispondere alla richiesta di Europa sociale, una prospettiva che sta alla base del voto britannico a favore della Brexit. La lettera dei cinque esponenti del Pse disegna uno scenario in cui governo dei bilanci pubblici, azioni di politica economica e di politica sociale fanno parte di un trittico inscindibile. Non sono citati casi particolari di paesi, ma è evidente la traccia delle scelte italiane relativamente al corso della sorveglianza di bilancio.

Non viene caldeggiata la revisione del fiscal compact
Tuttavia non viene caldeggiata la revisione del 'fiscal compact', ritenuto dal Pd (non solo da Matteo Renzi) un passaggio fondamentale per le decisioni Ue.
«Per molti europei la Ue è diventata la faccia dell’austerità, la complessità delle istituzioni europee, combinata con la necessità di maggiore chiarezza e trasparenza, hanno creato una distanza tra gli europei e l’Unione e reso la Ue un facile capro espiatorio, occorre riguadagnare la fiducia dei cittadini, la Ue deve reinventare se stessa o corre il rischio di disintegrazione, troppe forze nazional-populiste stanno già festeggiando tale prospettiva», è scritto nella lunga lettera a Juncker.

Ridurre il gap tra retribuzioni di uomini e donne
I 5 esponenti socialisti indicano che «vanno rafforzati gli standard sociali assicurando tempi di lavoro decenti a ogni cittadino», condizioni sicure e diritti di base del lavoro «in tutte le forme di occupazione siano digitali o no». La “convergenza sociale” deve far parte degli obiettivi Ue, allo scopo di «condividere il progresso sociale» e deve far pare del Trattato. Vanno salvaguardati i diritti sindacali, il diritto di sciopero e alla contrattazione collettiva «con la creazione di piattaforme specifiche nel settore digitale e l'estensione degli accordi collettivi alle persone coinvolte in nuove forme di lavoro». E deve valere il principio 'paga uguale e diritti uguali per lavori di uguale valore'. Tra le priorità quella di ridurre il 'gap' tra retribuzione degli uomini e delle donne del 2% ogni anno con sanzioni per le imprese che non rispettano i requisiti legali sulla 'giusta retribuzione'.

Flessibilità politiche di bilancio: chiesto un aggiornamento
Quanto all'unione monetaria, i 5 esponenti socialisti propongono in parte una messa a punto, un aggiornamento della scelta della flessibilità nelle politiche di bilancio, oggi centellinata legata a valutazioni caso per caso, in parte un'accelerazione sulle prospettive della zona euro.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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