chiesta correzione di almeno 3,5 miliardi

Lettera Ue: manovra a rischio, no a retromarce sulle pensioni. Giudizio finale in primavera

di Beda Romano

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(AP)


3' di lettura

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES - La Commissione europea ha giudicato oggi il progetto di bilancio italiano «a rischio di non rispetto del Patto di Stabilità». Chiedendo all'Italia di assicurare la prevista riduzione del deficit e di non annacquare recenti riforme come quella pensionistica, ha confermato tuttavia il rinvio di un giudizio compiuto sulla Finanzaria per il 2018 alla primavera prossima, quando verificherà il rispetto della regola che prevede una riduzione graduale e sostanziale del debito pubblico.

«Il debito italiano persistentemente elevato è fonte di preoccupazione», spiega la Commissione. In una lettera inviata al governo italiano, il vice presidente Valdis Dombrovskis e il commissario agli affari monetari Pierre Moscovici hanno informato l'Italia che essi intendono valutare nuovamente il rispetto della regola del debito nella primavera del 2018, sulla base dei dati validati relativi al 2017 e alla luce del bilancio definitivo che verrà adottato dal Parlamento italiano alla fine di quest'anno«.

Nella loro lettera, pubblicata sul sito dell'esecutivo comunitario, i due uomini politici notano prima di tutto un peggioramento del deficit strutturale nel 2017, dello 0,4% rispetto a un peggioramento previsto in primavera dello 0,2% del prodotto interno lordo. Chiedono quindi chiarimenti al governo per questo stato di cose, tanto più sorprendente perché nel corso dell'anno il paese ha goduto di particolari clausole di flessibilità di bilancio.

La lettera della Commissione all’Italia

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Dinanzi alla deriva dei conti pubblici, «l'adozione della Finanziaria per il 2018 senza alcun annacquamento delle misure chiave sarà cruciale, così come sarà cruciale una sua attuazione rigida in modo da ottenere una riduzione strutturale di almeno lo 0,3% del PIL”, si legge nella missiva. Ribadisce l'opinione su questo punto: “La Commissione invita le autorità a prendere le necessarie misure nel quadro del processo di bilancio per assicurare che il bilancio 2018 sia rispettoso del Patto di Stabilità”.

Nella loro lettera, i due uomini chiedono inoltre di evitare «ritorni indietro sul fronte delle riforme strutturali, in particolare quella pensionistica». L'intervento è giunto mentre in Italia si discute di rivedere la recente Riforma Fornero. Commentando la lettera, il commissario Moscovici ha detto: “Il compito della Commissione non è mai di porre dei problemi e indicare responsabili, ma di trovare soluzioni nel dialogo (…) per mantenere l'Europa al fianco dell'Italia e l'Italia nel cuore dell'Europa”.
In conclusione, Bruxelles ha preferito usare la mano leggera nei confronti del governo italiano, a pochi mesi da elezioni legislative dall'esito incerto, per paura di provocare scossoni politici. E ciò nonostante ai suoi occhi la Finanziaria del ministero dell'Economia preveda una riduzione del disavanzo strutturale di appena lo 0,1% del prodotto interno lordo, rispetto a una stima italiana dello 0,3% del PIL (uno scarto che vale circa 3,5 miliardi di euro).

Nei fatti, la Commissione ha rinviato alla primavera la scelta se aprire contro l'Italia una procedura per debito eccessivo ai sensi dell'articolo 126/3 dei Trattati. Nel contempo, tuttavia, ha già preannunciato per febbraio un nuovo rapporto sugli squilibri macroeconomici di cui è oggetto il paese. La relazione riguarderà gli stessi paesi di quest'anno: oltre all'Italia, anche la Bulgaria, la Croazia, Cipro, la Francia, la Germania, l'Irlanda, l'Olanda, il Portogallo, la Slovenia, la Spagna, e la Svezia.
In questo contesto, sempre oggi l'esecutivo comunitario ha raccomandato da parte della zona euro nel suo insieme una politica di bilancio neutra, equilibrata, ossia né espansiva né restrittiva. Altre quattro raccomandazioni relative all'unione monetaria riguardano il completamento dell'unione bancaria; il rafforzamento della zona euro; l'adozione di riforme che favoriscano l'inclusione sociale; l'introduzione di misure che migliorino la produttività e la crescita potenziale.
I paesi che la Commissione europea ritiene a rischio di non rispetto del Patto sono cinque: oltre all'Italia, anche il Belgio, l'Austria, il Portogallo e la Slovenia. “Il progetto di bilancio di questi paesi potrebbe rivelare una significativa deviazione del cammino di risanamento dei conti pubblici rispetto agli obiettivi di medio termine”. Oltre l'Italia, anche il Belgio è ritenuto a rischio di non rispetto del Patto per via dell'andamento del debito pubblico.

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