Dossier maggioranza

Lettera Ue, Tav, caso Rixi e dl sicurezza: i nodi aperti nel governo

di Andrea Gagliardi


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2' di lettura

Archiviato l’exploit elettorale, la fase 2 del governo giallo-verde si annuncia per il leader della Lega Matteo Salvini più complicata di quanto i numeri delle urne lascino vedere. Il governo è chiamato a risposte cruciali già nelle prossime 72 ore: a partire dalla lettera Ue che potrebbe portare a una richiesta di manovra bis e a una procedura per debito eccessivo. Per continuare con lo sblocca-cantieri, il caso Rixi e il dl sicurezza.

Il leader della Lega, anche se è sicuro di poter ora dettare legge nel governo, si preoccupa di usare toni rassicuranti verso Giuseppe Conte e Luigi Di Maio. Perché, dopo la debacle, il M5s potrebbe non reggere, il governo cadere. Ma è lunga l’agenda dei temi sul tavolo e dei nodi da sciogliere. Prima di tutto Salvini si attende nel prossimo Cdm il via libera al decreto sicurezza bis, sul quale il M5s aveva avanzato più di una perplessità. «Mi auguro il Cdm sarà convocato in settimana, il decreto sicurezza bis che è pronto. Prima si approva meglio è» ha scandito il leader della Lega.

C’è poi il decreto sblocca cantieri, all'esame del Senato. Il provvedimento è all'esame in commissione ed è atteso domani alle 15 in Aula. Ma su alcuni punti manca ancora un'intesa nella maggioranza. Tra i temi che più hanno fatto discutere c'è un emendamento della Lega sulle opere prioritarie, che include
la Tav
. Un emendamento inviso al M5s. «L'emendamento della Lega sulla Tav è
inserito all'articolo 4 dello sblocca cantieri dove si parla di commissariamenti. Commissariare una infrastruttura transfrontaliera dove c'è una società di diritto francese penso che sia impossibile. Quindi penso che quell'emendamento sarà
ritirato. Noi non possiamo votarlo» ha detto a margine della capigruppo di palazzo Madama il presidente dei senatori M5s Stefano Patuanellli.

E mentre Salvini spinge su Tav e autonomia regionale, i suoi fedelissimi avvisano che se il sottosegretario Edoardo Rixi dovesse essere condannato (giovedì è attesa la sentenza) nel processo sulle “spese pazze” alla regione Piemonte non potranno accettare lo stesso trattamento che è stato riservato a Siri, costretto alle dimissioni da Conte e Di Maio. La sentenza sulle “spese pazze”? «Intanto ci auguriamo qualcosa di positivo, dovesse arrivare qualcosa di diverso abbiamo già detto che Rixi sta al suo posto. La Lega ha deciso» ha affermato il capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo uscendo da Palazzo Chigi, dopo la riunione sullo sblocca-cantieri.Dunque anche su questo fronte la strada è in salita per i 5 Stelle, che stavolta dovrebbero fare un passo indietro rispetto a quanto chiesto prima del voto per le Europee.

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