Sulla scia del Menabò di Vittorini e Calvino

Letteratura e industria, ecco i cinque finalisti del Premio Biella


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2' di lettura

Rossana Balduzzi Gastini, Giorgio Falco, Maurizio Gazzarri, Alberto Prunetti ed Eugenio Raspi, sono i cinque finalisti del Premio Biella Letteratura e Industria XVIII edizione. I finalisti sono stati annunciati oggi nella giornata conclusiva del Salone di Torino. Il vincitore sarà annunciato il novembre a Biella. In quell'occasione saranno consegnati anche il premio Giuria dei Lettori, il Premio Confindustria Piemonte, il Premio Concorso per le Scuole “Cuore, testa, mani”, il premio Lions Bugella Civitas per la migliore recensione.

Si tratta di cinque storie di riscatto e di marchi d'eccellenza, il lavoro come ascensore sociale, il coraggio dell'ingegno, il declino della working class e la fabbrica come unico punto di riferimento esistenziale.

Ecco le opere nel dettaglio:

Rossana Balduzzi Gastini, con Giuseppe Borsalino. L'uomo che conquistò il mondo con un cappello (Sperling & Kupfer), porta il lettore a compiere un viaggio intenso e coinvolgente nella vita di un uomo straordinario, eppure non abbastanza celebrato.

Giorgio Falco, con Ipotesi di una sconfitta (Einaudi) racconta, a partire dalla storia del padre, l'epopea novecentesca del lavoro come elevazione sociale, e il graduale disfacimento di questi anni attraverso le proprie esperienze professionali, le più diverse, come un lento apprendistato per diventare scrittore.

Maurizio Gazzarri, con I ragazzi che scalarono il futuro (Edizioni ETS) descrive una storia unica di innovazione tecnologica, scientifica e culturale, e anche di amicizia. La costruzione dei primi computer progettati e realizzati in Italia, a Pisa nel 1954, grazie anche alla voglia di futuro di un'intera generazione.

Alberto Prunetti, con 108 metri. The new working class hero (Laterza) si addentra nel mondo dei “cervelli in fuga” descrivendo una realtà d'Oltremanica per nulla cool, Lavori precari, risse, calcio, birra, sopravvivenza pura. Un’epica stracciona scritta dai piani bassi della vita.

Eugenio Raspi, con Inox (Baldini + Castoldi) dà voce alla fabbrica, l'”Acciaieria”, rendendola protagonista assoluta di questo romanzo, causa ed effetto insieme delle sorti di un'intera comunità, nessuno escluso.

La Giuria, presieduta da Pier Francesco Gasparetto, e composta Claudio Bermond, Paolo Bricco, Paola Borgna, Loredana Lipperini), Giuseppe Lupo, Marco Neiretti, Sergio Pent, e Alberto Sinigaglia, ha assegnato inoltre un Premio Speciale a Silvino Gonzato, che con Lievito madre. Storia della fabbrica salvata dagli operai (Neri Pozza) racconta la tenacia degli operai della Melegatti nel tenere in vita quel “prodigioso impasto” e quindi la fabbrica e il posto di lavoro, permettendo anche di continuare la tradizione di uno dei dolci natalizi più noti e apprezzati al mondo.

Sulla scia del Menabò di Vittorini e Calvino il Premio Biella Letteratura nasce per raccontare i rapporti tra la letteratura e l'industria, e in questo senso rappresenta un unicum in Italia «perché ricerca e premia opere che uniscono l'indagine sul mondo industriale all'istanza letteraria, e che si pongono specificamente l'obiettivo di raccontare modelli di trasformazione della società italiana con riferimento generale alla realtà socioeconomica e alla cultura dell'impegno, del rischio di impresa, dei valori come l'imprenditorialità».

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