divergenze nel governo

Leva obbligatoria, il cavallo di battaglia di Salvini che non piace alla Trenta

di Andrea Gagliardi


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2' di lettura

«Sei o sette mesi di servizio militare farebbero bene ai ragazzi. Io rimetterei volentieri la leva, prima o poi si farà». Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, dal palco di Oristano, penultima tappa del suo tour elettorale in Sardegna in vista delle suppletive alla Camera del 20 gennaio e delle regionali del 24 febbraio, è tornato su un tema a lui caro. Ma l’ipotesi del ritorno della naja divide i ministri di Interno e Difesa del governo gialloverde.

Trenta: leva obbligatoria è idea romantica
A ritenere che l’idea non sia «più al passo con i tempi» è la ministra Elisabetta Trenta. Il parere del dicastero della Difesa è che si tratti di «un’idea romantica, ma i nostri militari sono e debbono essere dei professionisti e su questo aspetto è d’accordo anche Salvini». Proprio la «professionalità delle forze armate italiane» è una delle qualità più apprezzate dei nostri militari a livello internazionale, ribadiscono fonti dello Stato Maggiore della Difesa.

Il sondaggio sui social
Il vicepremier rilanciò l’idea lo scorso agosto con un sondaggio social ai suoi follower su twitter, riscuotendo numerosi commenti entusiastici: «Reintrodurre il servizio militare e civile per ricordare ai nostri ragazzi che, oltre ai diritti, esistono anche i doveri. Siete d’accordo?», chiese Salvini, il quale aveva sottolineato dal suo punto di vista l’aspetto pedagogico: «per i nostri ragazzi e le nostre ragazze così almeno impari un po' di educazione che mamma e papà non sono in grado di insegnarti».

Cosa succede nel resto d’Europa
Se l’idea dovesse concretizzarsi in futuro, in Europa l’Italia si riallineerebbe sul tema con altri Paesi europei come Germania, Finlandia, Danimarca, Austria e Svezia, mentre in scia ad una proposta simile c'è anche la Francia di Macron. E le nuove generazioni tornerebbero così ad indossare per alcuni mesi divise ed anfibi dopo diversi anni di stop: risale al 2004, ad opera del governo Berlusconi, l’abolizione del servizio militare obbligatorio.

I precedenti
In seguito sono state diverse le proposte avanzate durante le varie legislature che si sono succedute. Lo stesso leader leghista non è nuovo all’idea del ripristino dell'’obbligatorietà. Lo scorso febbraio aveva anche depositato in Parlamento un disegno di legge per reintrodurre il servizio di leva su base regionale per sei mesi, anche per aiutare ad affrontare i pericoli del terrorismo: «Penso che di fronte a rigurgiti razzisti e alla minaccia del terrorismo, un esercito di leva sia meglio per la democrazia», aveva detto. Anche in quel caso, però l'allora ministro della Difesa, Roberta Pinotti, si disse subito contraria alla proposta.

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