Cuneo

Levaldigi punta sui vettori charter

Centomila passeggeri nel 2019 ma il 2020 crescerà grazie al volo su Bari

di Filomena Greco

Centomila passeggeri nel 2019 ma il 2020 crescerà grazie al volo su Bari


2' di lettura

Un aeroporto nel cuore delle Langhe, che il territorio ha lottato per avere e al quale non ha nessuna intenzione di rinunciare, sebbene lo scalo cuneese non sia mai davvero “decollato”. Operativo dagli anni Ottanta come aeroporto civile, lo scalo di Levaldigi fa i conti con un traffico ancora limitato – 92.400 passeggeri l’anni scorso, in calo del 19% secondo le rilevazioni di Assaeroporti – e con le policy delle compagnie aeree, che spesso trascurano gli scali minori. L’obiettivo industriale lo spiega il presidente Giuseppe Viriglio, manager che arriva dal settore dell’aerospazio e che dice: «Vogliamo aumentare il traffico su Levaldigi e stiamo lavorando per chiudere accordi su nuove tratte».

L’accordo con Ryanair sui voli destinati al Sud – Cagliari e Bari – e le tratte verso il Nordafrica non sono sufficienti a garantire a Levaldigi – aeroporto gestito dalla Levaldigi holding costituita all’80% da investitori locali e al 20% dalla Camera di commercio di Cuneo – il pareggio di bilancio. Nonostante, aggiunge Viriglio, una gestione attenta ai costi e un buon livello dei servizi.

«Rispetto all’anno scorso – racconta il direttore generale Anna Milanese – nel 2020 registreremo una crescita del numero dei passeggeri grazie alla nuova rotta su Bari». Il mercato italiano in questo momento, spiega Milanese, «è molto debole dal punto di vista degli operatori nazionali, ed è un po’ terra di conquista per gli stranieri». Si concorre in Europa, dunque, e per uno scalo minore è ancora più difficile.

Levaldigi punta a diversificare. Accanto ai voli di linea guarda al settore business e soprattutto ai charter. «Abbiamo chiuso un accordo per la gestione integrata dei voli business – racconta Viriglio – che rappresentano un business fondamentale per Levaldigi, con 4mila passaggi all’anno». Uno zoccolo duro collegato al tessuto industriale della zona, con aziende come Ferrero, Alstom o Michelin attive nell’area e una rete di aziende che storicamente rappresentano il cuore manifatturiero della provincia di Cuneo.

Tutto da sviluppare, invece, il ramo dei voli charter destinati soprattutto alle località di montagna, Prato Nevoso e Limone Piemonte, e alla meta turistica per eccellenza in quest’area, le Langhe. In questo caso però la sfida è duplice: da un lato chiudere gli accordi con i tour operator, dall’altra strutturare collegamenti dall’aeroporto alle destinazioni. Una pista da 2,6 chilometri, nessun problema di inquinamento ambientale, una concessione trentennale. «L’aeroporto ha ottime potenzialità» ribadisce Viriglio. Si va avanti.

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