Auto

Lexus Ux, suv compatto di grandi ambizioni

di Nicola Desiderio

Lexus Ux è di fatto il “fratellino” nobile della Toyota C-HR ed è interamente realizzato sulla stessa piattaforma

3' di lettura

Auto sempre più piccole per volumi sempre più grandi. È la dura legge del mercato valida anche per Lexus che ha presentato la Ux, il modello con il quale il marchio premium di Toyota entra in rotta di collisione con le varie Audi Q3, Bmw X1 e X2, Jaguar E-Pace, Mercedes Glc e Volvo Xc40 puntando a dare un’ulteriore accelerata ai volumi di vendita. La nuova Ux segue l’omonimo concept presentato al Salone di Parigi del 2016 trasponendovi alcune delle idee in fatto di stile, prima fra tutte: il gruppo ottico posteriore unico formato da 200 Led che sui lati si inarca formando pinnette che troveremo anche su altre Lexus del futuro, come dimostra la Lf1, concept di crossover lungo 5 metri svelato a Detroit e riproposto sulle rive del lago Lemano. Come è abitudine per Lexus, le sigle hanno un significato preciso e Ux sta per Urban Crossover.

Lunga 4,49 metri, è alta 1,52, larga 1,84 e con un passo di 2,64 metri, la nuova nata è basata sulla piattaforma Ga-c che altro non è se non la Tnga sotto mentite spoglie, dunque la stessa di C-HR e di molti altri futuri modelli del gruppo. La scocca è composta in gran parte da acciai speciali uniti da saldature laser e adesivi, la Ux ha però portiere, parafanghi e cofano motore in alluminio e il portellone posteriore in materiale termoplastico per diminuire il peso. In attesa di prendere le misure all’abitacolo e al bagagliaio, la giapponese mostra caratteristiche già osservate sulle altre Lexus più moderne, dunque un cockpit molto raccolto e comandi suddivisi tra una fila di cursori al centro della consolle e il touchpad sul tunnel per governare il sistema infotelematico dotato di schermo posizionato sulla sommità della plancia.

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L’originalità riguarda invece le bocchette, dotate di illuminazione senza fili per offrire un effetto di sospensione al buio, mentre non potevano mancare due certificati di origine giapponese: il primo è il rivestimento sui pannelli che replica il washi, la carta giapponese; il secondo sono i sedili cuciti e imbottiti secondo il metodo Sashiko, tradizionalmente utilizzato per le tute da combattimento di kendo e judo. Accanto ai dispositivi di assistenza alla guida ormai scontati, la Lexus Ux potrà contare su un sistema di visione perimetrico che, oltre a vedere, frena la vettura se in manovra rileva un ostacolo. La scheda tecnica parla di un baricentro molto basso, di sospensioni a controllo elettronico (optional) e di un nuovo sistema ibrido composto da un 2 litri a benzina per una potenza totale di 178 cavalli. Ci sarà anche una versione a trazione integrale dotata di un motore elettrico supplementare per le ruote posteriori mentre per alcuni mercati ci sarà anche un 2 litri “puro” accoppiato ad un inedito cambio a variazione continua. La Ux sarà prodotta in Giappone, arriverà nei concessionari all’inizio del prossimo anno e non sarà l’unica novità: in Europa avremo anche la Es, berlina media a trazione anteriore finora relegata agli Usa e che storicamente è il secondo modello di un marchio che nel 2019 festeggerà i suoi primi 40 anni. Per il 2020 l’obiettivo è raggiungere 100mila unità vendute in Europa, più che abbordabile visto che il 2017 si è chiuso con 74.600, e l’Italia è destinata a contare molto più che in passato: con l’arrivo dell’Ux infatti la previsione è raddoppiare i volumi attuali passando da 4mila a 8mila pezzi all’anno.

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