Strategie Aziendali

Lezioni cinesi in vista della «Fase 3»

Per il gruppo di consulenza strategica per le imprese Porsche Consulting, la Cina, già sulla strada della ripresa, offre spunti interessanti su come affrontare i nuovi scenari post-coronavirus.

di Stefano Carrer

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(AFP)

Per il gruppo di consulenza strategica per le imprese Porsche Consulting, la Cina, già sulla strada della ripresa, offre spunti interessanti su come affrontare i nuovi scenari post-coronavirus.


4' di lettura


Non è certo per dire che «non tutto il male vien per nuocere»: la pandemia da coronavirus è un dramma per l'economia globale e per moltissime aziende. Tuttavia va evidenziato che, proprio perché le imprese si trovano ad affrontare situazioni nuove in un contesto difficile e cambiato, si sta verificando un fenomeno di accelerazione di trend che si sarebbero comunque affermati in futuro magari con più lentezza: in particolare, la tendenza alla digitalizzazione attraverso l'intero spettro dei processi aziendali (dal design alla produzione, dalle supply chain a tutto quanto riguarda i rapporti con il consumatore finale) e l'emergenza dell'e-commerce come potenzialità non solo per il B2C ma anche per il B2B (business-to-business).

Messaggi dalla Cina
Il messaggio viene dalla società di consulenza strategica Porsche Consulting, la cui visione globale è influenzata da quanto sta avvenendo in Cina (dove tra l'altro ha da poco aperto una filiale anche a Pechino). Dal quartier generale regionale di Shanghai, Jiawei Zhao, CEO di Porsche Consulting in Cina, afferma che quanto sta accadendo nel Paese di mezzo offre spunti interessanti per le imprese occidentali: quasi una finestra sul futuro. «La Cina, prima ad essere colpita dal coronavirus, è avanti di due mesi rispetto ad altri Paesi negli sforzi di recupero e di ripresa economica in risposta alla nuova situazione che si è creata - afferma il CEO - L'impatto del virus è stato forte, come evidenzia il calo del 6,8% del Pil del primo trimestre del 2020. Ed è difficile pensare a una ripresa a V con il resto del mondo in forte crisi e la domanda per export in calo per un certo periodo di tempo ancora. Se alcuni settori sono ormai pronti a guidare la ripresa tornando ai livelli precedenti la crisi o persino superandoli, altri - a partire da tutto quanto riguarda il turismo e l'entertainment - restano lontani da una piena normalizzazione».

Implicazioni diverse per settori industriali

Jiawei Zhao trae conclusioni non tanto da analisi macroeconomiche, ma dalle sue osservazioni delle dinamiche aziendali, in una Cina in cui i segnali della ripresa incominciano a diventare evidenti e possono aiutare le aziende italiane a comprendere come agire nella fase di post-crisi. Secondo Zhao, parlare di post-crisi, come se il virus improvvisamente si de-attivasse e tutto tornasse alla normalità, può essere fuorviante sia in Cina che in Italia. «Credo che l'impatto del coronavirus in Cina, così come in Italia, sarà in generale considerevole, ma con implicazioni molto diverse per settore industriale – afferma il top manager cinese -. Per molti si tratta oggi di navigare in mezzo alla tempesta, e a loro suggerisco di iniziare subito a lavorare per ripartire con un'organizzazione adeguata ad un scenario “worst case”. Per altri significa invece cogliere nuove opportunità e definire nuovi business model. Infatti, per alcune aziende questa crisi non fa altro che anticipare quello che immaginavamo essere il futuro. Sarebbe opportuno - continua - per le aziende italiane che operano nelle filiere che più rapidamente si stanno riprendendo, fare subito un piano di sviluppo strategico focalizzato sul mercato cinese»: le opportunità su questo mercato, a suo parere, restano molto interessanti, compreso il comparto della Green economy.

Jawei Zhao, Ceo di Porsche Consulting China

Il tema delle supply chain

Se è vero che all´inizio la crisi ha rilanciato il tema, dalle connotazioni geopolitiche, di una riduzione della dipendenza delle imprese occidentali dalle supply chain cinesi, «in concreto non ci sono segnali di esodo da questo mercato e anche eventuali riduzioni dell'esposizione dovrebbero avere tempi lunghi. Diversamente si creerebbe una situazione svantaggiosa lose-lose, per tutte le parti».

Intanto «dal 22 maggio, data alla quale è stata rinviata l'apertura della sessione chiave annuale del Parlamento, saranno rivisti gli obiettivi di crescita per quest'anno e varate nuove misure di sostegno all'economia cinese: con un atteggiamento prudenziale e con pacchetti di supporto specifici per accelerare la ripresa». Tutta la filiera legata al settore delle costruzioni e delle grandi opere potrebbe essere la prima a beneficiare dell'annunciato pacchetto di incentivi settoriali: con tutta probabilità le aziende locali cinesi potranno, in questo momento, acquisire un vantaggio competitivo visto che molti concorrenti internazionali sono stati costretti a rallentare. Xuzhou Construction Machinery Group e Sany Group ne sono due esempi.

E-commerce e innovazione

La situazione è differenziata tra chi ha subito una frenata imprevista e non rimediabile almeno sul breve termine, come l'automotive, e chi dalla crisi in Cina ha saputo cogliere nuove opportunità. È il caso ad esempio di Missfresh, società di e-commerce nel settore degli alimenti freschi, che ha quadruplicato il fatturato già durante il capodanno cinese: non sono solo i colossi della nuova economia basata su Internet e telecomunicazioni che hanno saputo introdurre innovazioni.

Un altro esempio viene dal settore della logistica-spedizioni, anch'esso colpito duramente ma rivelatosi dinamico in vari sotto comparti: basti pensare alla crescita del giro d'affari del corriere espresso “SF-Express”. È probabile che il successo di queste aziende continui, e che a lungo termine possa alterare i comportamenti dei consumatori cinesi.

Impatto differenziato anche in Italia.

Si può immaginare - osserva Josef Nierling, CEO di Porsche Consulting in Italia - un futuro simile per aziende italiane come la start-up Cortilia, o per quelle catene della GDO che sanno meglio organizzarsi: già oggi c'è un impatto molto differenziato nella GDO in Italia: c'è chi ha perso fino al 40% del fatturato e chi ha mostrato una crescita nelle vendite. Nierling rivela che la società ha appena concluso un progetto di consulenza strategica per la realizzazione integrale di una nuova fabbrica utilizzando la realtà virtuale: «Bisogna già pensare alla Fase 3, consolidiamo adesso quelle nuove tecnologie che ci daranno vantaggio nel futuro, come l´ancora poco sviluppato e-commerce nel business-to-business».

La lotta al coronavirus, aggiunge, ha spinto la Cina ad accelerare sulle tecnologie avanzate ad esempio diventando leader mondiale nell'energia solare, e ci offre una lezione sull'innovazione tecnologica “across-the-board” come necessità strategica delle aziende che intendono affrontare con ottimismo lo scenario post-coronavirus.

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