sviluppo al sud

Lezzi: «Entro fine anno il decreto per la semplificazione nelle Zes»

di Vera Viola

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2' di lettura

Entro dicembre sarà emanato il Dpcm per la semplificazione burocratica ,necessario a rendere operative le Zone economiche speciali. Tempi perentori, per il ministro Barbara Lezzi, in visita al complesso Cis Interporto di Nola che è poarte della Zes della Campania. La responsabile del dicastero per il Mezzogiorno e la Coesione Territoriale ha anche fornito qualche anticipazione sui contenuti delle agevolazioni allo studio sia per le grandi che per le piccole imprese che vogliano investire nelle Zes localizzate nel Mezzogiorno.

Interporto da ampliare, ma l’area è fuori Zes
Il sistema nolano che riunisce il Centro vendite all’ingrosso (Cis), l’Interporto Campano e il Vulcano Buono, dopo una lunga e grave crisi finanziaria, rinnovato totalmente il vertice, riprende in mano un progetto di ampliamento che risale al 2008 e da allora è stato accantonato, a quanto pare, in attesa della convocazione di una conferenza di servizi. «Riteniamo valido l’ampliamento - ha spiegato l’ad di Cis e Interporto Claudio Ricci al ministro Lezzi - per poter rilanciare l’intero distretto e cogliere le opportunità offerte dalla istituzione della Zona economica speciale». Ma c’è un problema: l’area di un milione di metri quadrati destinata (da tempo) all’ampliamento non rientra nel perimetro della Zes disegnato dalla Regione Campania. «C’è da parte della Regione disponibilità ad inglobarla - ha precisato Ricci - in una fase 2». Ma per attrarre investimenti, per l’ad di Interporto e Cis, è necessario un pacchetto di incentivi molto attrattivo, anche per start up e nuove imprese meno interessate al credito d’imposta. Questa, in sostanza l’istanza presentata al ministro. All’incontro hanno preso parte tra gli altri il presidente dell’Interporto Campano, Giuseppe Maiello e il presidente del Cis Ferdinando Grimaldi.

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Due ipotesi allo studio
«Stiamo lavorando - ha rassicurato il ministro - su una richiesta delle grandi imprese di destinare alle Zes una quota del Fondo di Garanzia. Valuteremo anche la proposta del Cis-Interporto di sostenere gli investimenti di nuove piccole imprese sul modello del sisma bonus per gli incapienti». E ancora: «Si deve trovare una mediazione per fare in modo che le risorse non siano sottratte ad aziende che possono realmente fare sviluppo, per essere indirizzate su aziende create ad hoc per entrare nelle Zes. Il rischio - ha spiegato Lezzi - è che si diano risorse a fronte di una stretta di mano o di soli progetti. Ma io ho posto il problema che si impieghino le risorse pubbliche solo per chi crea sviluppo e
occupazione».

Allarme fondi europei
La responsabile del ministero per Mezzogiorno e Coesione Territoriale è ritornata sul tema dei Fondi europei, oggetto di un incontro in Regione Campania con il presidente Vincenzo De Luca. «Ci sono ancora da rendicontare 348 milioni entro fine anno – ha detto – ci sono possibilità di riuscirci, ma serve stare con il fiato sul collo». Per Lezzi se ci sono infrastrutture da completare e collegare è necessario che se ne faccia carico la Regione. «Le risorse ci sono - ha detto - vanno spese. A Bruxelles devo fare autocritica e ammettere che è indecente che le Regioni non abbiano usato bene i fondi strutturali, lasciando strade, canali, in pessime condizioni».

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