LA NUOVA GEOPOLITICA DEL MEDITERRANEO 

Dopo Prodi e D'Alema, Conte vola a Beirut e riprende in mano il dossier Libano

Il capo del governo è in visita ufficiale nella capitale libanese, dove vedrà l'area del porto devastata dall'esplosione del 4 agosto. Conte incontrerà i principali leader politici del Paese e sarà visita alla nave San Giusto, ormeggiata al porto di Beirut, e all'ospedale da campo italiano parte dell'operazione di sostegno al Libano “Emergenza Cedri”

di Gerardo Pelosi

default onloading pic
Il premier Giuseppe Conte (nella foto Ansa)

Il capo del governo è in visita ufficiale nella capitale libanese, dove vedrà l'area del porto devastata dall'esplosione del 4 agosto. Conte incontrerà i principali leader politici del Paese e sarà visita alla nave San Giusto, ormeggiata al porto di Beirut, e all'ospedale da campo italiano parte dell'operazione di sostegno al Libano “Emergenza Cedri”


2' di lettura

Se il presidente francese Emmanuel Macron il 6 agosto, due giorni dopo l'esplosione al porto di Beirut (oltre 130 morti) era volato in Libano per piantare un cedro ed esprimere, primo leader europeo, vicinanza al popolo libanese, oggi, 8 settembre, è la volta del premier italiano, Giuseppe Conte a mettere la firma sulla missione italiana “emergenza cedri” per riaffermare il ruolo dell'Italia nel Paese e nel Medio Oriente.

Una visita che arriva a oltre un anno dal precedente incontro con l'ex premier Hariri e che fa seguito al massiccio invio di aiuti della Protezione civile italiana, ai quattro voli speciali con 20 tonnellate di materiale sanitario e all'arrivo a Beirut delle navi San Giusto ed Etna per trasportare il materiale di un ospedale da campo per far fronte all'emergenza sanitaria.

Dopo le missioni del ministro della Difesa, Lorenzo Guerini e della viceministra degli Esteri, Emanuela Del Re, Conte a Beirut visiterà l'area del porto interessata all'esplosione, salirà a bordo di nave “San Giusto” della Marina Militare ma incontrerà anche le autorità libanesi, dal Presidente della Repubblica, Michel Aoun al Presidente del Parlamento, Nabih Berri, dal presidente del Consiglio dimissionario, Hassan Diab, al presidente del Consiglio incaricato, Mustapha Adib. Il capo del Governo visiterà anche l'ospedale da campo dell'operazione “Emergenza Cedri” all'Università libanese campus di Hadat. Conte non andrà a Shama sede del Quartier generale della missione Unifil a guida italiana (circa mille i militari italiani impiegati) ma incontrerà a Beirut insieme all'ambasciatore italiano, Nicoletta Bombardiere il comandante di Unifil, il generale Stefano Del Col.

Il ruolo dell’Italia nella nuova geopolitica del Mediterraneo

Negli incontri politici di oggi Conte riaffermerà il ruolo italiano a favore della stabilizzazione del Paese e di tutta la regione con uno sguardo alla nuova geopolitica che sta prendendo corpo nel Mediterraneo. La Turchia è sempre più presente in Libia ma non abbandona le sue ambizioni economiche per le ricerche petrolifere. L'accordo Emirati-Israele apre la strada a una coalizione che gli Usa vorrebbero allargare ad altri soggetti, una sorta di «Nato araba» che affiancherebbe la Nato vera palcoscenico dei conflitti tra Grecia, Francia e Turchia nel Mediterraneo. Se Macron fa di tutto per difendere i suoi interessi nel Mediterraneo, Nordafrica e Sahel anche l'Italia (più con la forza del soft power degli aiuti umanitari piuttosto che militari) non vuole rinunciare a svolgere un suo ruolo nell'area.

L’eredità di Prodi da non disperdere. Gli interessi delle aziende

Nel 2006 l'ex premier Romano Prodi creò le premesse per la missione Unifil a comando italiano che, nel corso degli anni, ha garantito una certa stabilità ricevendo l'apprezzamento della comunità internazionale. E un terreno, quello libanese a fortissima instabilità dove l'Italia per la prima volta e dopo la fine della guerra nell'82 con il generale Angioni misurò le sue capacità di proiezione di una missione all'estero. Un patrimonio di esperienza e capacità operative che Conte vuole ora difendere insieme alla presenza delle nostre aziende, dall'Eni (che in Libano a differenza che in Libia è alleata con la francese Total) Ansaldo, Fincantieri e la filiera delle imprese di infrastrutture e costruzioni. Quello di oggi per Conte sarà anche l'occasione per gettare le basi di una futura maggiore presenza delle nostro sistema industriale nel Paese.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti