la commissione tecnica

Libia, da Haftar i pescatori liberi e da Serraj i crediti per le imprese italiane (323 milioni)

Mentre giovedi 17 venivano liberati i pescatori siciliani, si teneva in videoconferenza la prima riunione della Commissione Tecnica Economica Congiunta italo-libica. Segno che Serraj vuole mantenere una forte partnership con l'Italia per non rimanere schiacciato dall'egemonia turca

di Gerardo Pelosi

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3' di lettura

Giovedì scorso 17 dicembre sono bastate due ore di colloquio a Bengasi con il generale Haftar al premier Giuseppe Conte e al ministro degli Esteri Di Maio per riportare a casa i pescatori di Mazara del Vallo sequestrati da 107 giorni. Nelle stesse ore si teneva in videoconferenza la prima riunione della Commissione Tecnica Economica Congiunta italo-libica (CECIL) guidata per parte libica dal dottor Mahmoud Khalifa El-Tellisi, Sottosegretario del Ministero degli Affari Esteri per gli Affari Tecnici, e per parte italiana da Manlio Di Stefano, sottosegretario del Ministero degli Affari Esteri. Un appuntamento che segna la volontà di Serraj di mantenere una forte partnership con l'Italia per non rimanere schiacciato dall'egemonia turca.

Di Stefano: nonostante guerra civile interscambio è di 6 miliardi di euro
«Noi – ha precisato Di Stefano - vogliamo che l'Italia sia al fianco del popolo e delle autorità libiche in questo percorso e con la CECIL ci siamo dati il difficile compito di rilanciare i rapporti economico-commerciali bilaterali. Nel 2012 l'interscambio commerciale raggiungeva i 15 miliardi di Euro. Nel 2019, al termine di un anno complicatissimo sul piano interno - ha ricordato Di Stefano - l'interscambio si è attestato a poco meno di 6 miliardi: sicuramente una sensibile riduzione ma comunque una cifra notevolissima». Molti i settori toccati dalla Commissione italo-libica: dai trasporti alle infrastrutture, all'agricoltura, dall'istruzione alla giustizia. Il primo incontro è stato dedicato alle opportunità di cooperazione in settori quali la tecnologia dell'informazione e dei trasporti, le infrastrutture, la sicurezza energetica e le energie rinnovabili, l'industria, l'agricoltura, la preservazione del patrimonio archeologico.

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Via libera per i 323 milioni di dollari di crediti alle aziende italiane
Il risultato operativo più immediato della Commissione è l'accordo per la messa in pagamento dei crediti storici vantati dalle aziende italiane per contratti precedenti al 2011. Si tratta di 323 milioni di dollari già concordati con il Governo Zidane che vengono confermati ora dal Governo Serraj mentre si dovrà aprire un negoziato nuovo per il riconoscimento di crediti dopo il 2011 che oscillano tra i 50 e i 100 milioni di euro. Quanto all'autostrada costiera (2mila Km e 5 miliardi di dollari di costo) bisognerà attendere l'autunno del prossimo anno per vedere l'effettivo avvio dei lavori: Il mega progetto era il fiore all'occhiello dell'accordo di amicizia e cooperazione firmato da Silvio Berlusconi e Muammar Gheddafi nel 2008 riconfermato anche dopo la caduta del regime nel 2011. Nel 2013 era stato assegnato un primo lotto alla Salini (ora Webuild) per la parte orientale ma i lavori si sono arenati per la guerra civile. Ora quell'autostrada potrebbe assumere un valore altamente simbolico (una sorta di “autostrada della pace”) per unire l’Est di Haftar e l’Ovest di Serraj.

Autostrada: gara ristretta alle aziende italiane partirà in estate
Si è convenuto che in estate o al più tardi all'inizio dell'autunno verrà lanciata una gara ristretta alle aziende italiane per la tranche di lavori da 400 Km che vanno da Misurata a Ras Jader, a ridosso del confine con la Tunisia. L'ammontare di questa tranche dovrebbe essere di circa 1,5 miliardi di dollari. Ma l'avvio dei lavori è condizionato allo sminamento e alla messa i sicurezza del tracciato. La parte libica potrebbe anche chiedere nuove specifiche come la terza corsia che farebbe però lievitare tempi e costi dell'operazione. Il finanziamento resterà a carico dell'Italia attraverso una tassazione annua per circa 250 milioni di dollari in capo al gruppo Eni. Di Stefano e El-Tellisi hanno anche discusso su come affrontare insieme le conseguenze socio-economiche della pandemia Covid-19. Le due parti hanno inoltre accolto con favore la recente firma del Memorandum d'Intesa sull'insegnamento della lingua italiana nella scuola secondaria e nelle scuole libiche come materia opzionale.

Di Stefano: riunire la Commissione importante segnale politico
«Nonostante la pandemia – ha osservato Di Stefano - abbiamo creduto che inaugurare la Commissione entro la fine di quest'anno fosse un importante segnale politico della determinazione di Italia e Libia a rilanciare una collaborazione a tutto tondo, in ambito politico, economico, culturale e di sicurezza». La Commissione, secondo il sottosegretario testimonia che la Libia ha superato la fase del conflitto militare aperto. «Sebbene il percorso sia ancora lungo e non manchino i tentativi interni ed esterni di ostacolarlo - ha tenuto a precisare il sottosegretario - siamo lieti di constatare la determinazione delle autorità libiche a preservare l'unità, l'integrità e la sovranità del Paese. Questo ha già permesso di ottenere importanti progressi. Penso in primo luogo alla ripresa della produzione petrolifera, che in poche settimane ha praticamente raggiunto i livelli precedenti al blocco di gennaio».

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