Il primo viaggio all’estero del premier

Libia, Draghi: «Portare l’interscambio oltre i livelli di un tempo»

Di Maio: il paese è una priorità, lavoriamo per stabilizzarlo. Il premier libico Dabaiba: prevediamo aumento collaborazione energia

Libia, Mario Draghi è arrivato a Tripoli con Di Maio

I punti chiave

  • Riportare interscambio ai livelli di 5-6 anni fa
  • Prerequisito è il cessate il fuoco
  • Nuovo impulso alla cooperazione
  • Partnership anche in campo migratorio
  • Riavviate le commissioni in campo finanziario

4' di lettura

«C’è la volontà di riportare l’'interscambio culturale ed economico con la Libia al livello che aveva cinque, sei, sette, otto anni fa. In questo senso la nostra conversazione mi assicura che si vuole addirittura superare quel livello. In altre parole si vuole fare di questa partnership una guida per il futuro, nella piena sovranità della Libia». Così il presidente del Consiglio Mario Draghi, dopo l’incontro a Tripoli con il premier libico Abdelhamid Dabaiba, in occasione della prima visita ufficiale all’estero da quando è premier. Prima di rientrare a Roma il premier ha avuto un colloquio anche con il presidente del Consiglio presidenziale Mohamed Younis Ahmed al-Manfi.

Riportare l’interscambio ai livelli di 5-6 anni fa

«È un momento unico per guardare al futuro e per muoversi con celerità e decisione. C’è la volontà di riportare quello che era l’interscambio culturale ed economico con la Libia ai livelli di cinque, sei anni fa e la conversazione di oggi mi assicura che si vuole anche superarlo», ha sottolineato il premier Draghi, nel corso delle dichiarazioni congiunte con il neo premier Dabaiba. Draghi che era accompagnato dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio, ha ricordato «l’importanza del legame storico tra i due Paesi». «Ma - ha aggiunto - voglio anche notare che questo è un momento unico per la Libia. Il Governo da Lei presieduto è un governo di unità nazionale, riconosciuto e legittimato dal Parlamento, ed è un governo che sta procedendo alla riconciliazione nazionale. In questo senso il momento è unico per ricostruire quella che è stata un’antica amicizia e una vicinanza che non ha mai conosciuto pause, pensate che l'ambasciata italiana è stata l’unica aperta durante tutto il conflitto, durante tutti questi lunghissimi anni di conflitto e di pericolo».

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Prerequisito è il cessate il fuoco

Draghi ha sottolineato anche il coraggio dei diplomatici che sono rimasti nell’ambasciata. «Dicevo è un momento unico per ricostruire, per guardare al futuro e per muoversi con celerità e con decisione. Il prerequisito per poter procedere con coraggio e con decisione è che il cessate il fuoco continui e sia strettamente osservato. La sicurezza dei siti è indubbiamente un requisito essenziale per poter poi procedere con la collaborazione. Al riguardo mi sono state date rassicurazioni importanti».

Nuovo impulso alla cooperazione

Il presidente del Consiglio italiano ha sottolineato che si è parlato «della nostra cooperazione in campo progettuale, con precisi riferimenti alle infrastrutture civili, in campo energetico, in campo sanitario, in campo culturale». L’Italia «darà nuovo impulso all’istituto di cultura italiana all’estero e aumenterà le borse di studio per gli studenti libici che studiano italiano».

Partnership anche in campo migratorio

Draghi ha detto che si vuole «fare di questa partnership una guida per il futuro nella piena sovranità della Libia. Anche in campo migratorio. Esprimiamo soddisfazione per quello che la Libia fa per i salvataggi. Nello stesso tempo aiutiamo e assistiamo la Libia. Il problema non è solo geopolitico, è anche umanitario». Da questo punto di vista «l’Italia forse l’unico Paese che continua a tenere attivi i corridoi umanitari. Il problema delle immigrazioni per la Libia non nasce solo sulle coste libiche ma si sviluppa anche sui confini meridionali. L’Ue è stata investita del compito di aiutare il governo libico anche in quella sede. I progetti sono stati molti. C'è un desiderio di cominciare».

Riavviate le commissioni in campo finanziario

«Le commissioni miste in campo finanziario, anche per il recupero dei crediti storici e recenti, sono state riavviate», ha detto Draghi, sottolineando che «c’è voglia di fare, c’è voglia di futuro, voglia di ripartire e in fretta».

Di Maio: Libia una priorità, lavoriamo per stabilizzarla

«La Libia è un dossier di massima priorità: stabilizzarla significa mettere in sicurezza le nostre coste, offrire nuove opportunità di sviluppo alle nostre imprese e garantire pace a un popolo che chiede e cerca la strada della democrazia. Stiamo lavorando a migliorare l'interscambio commerciale con la Libia» ha scritto il ministro degli Esteri Di Maio rientrato dalla missione nel Paese con il presidente del Consiglio Draghi. «Sarà una settimana intensa, nei prossimi giorni sarò in Mali», ha detto ancora il titolare della Farnesina.

Dabaiba: accordo per riunire commissione economica

Da parte sua il premier libico Dabaiba nelle dichiarazioni congiunte ha affermato: «Prevediamo un aumento della collaborazione tra Italia e Libia nel settore dell’elettricità e dell’energia e ciò era già previsto nell’Accordo di amicizia. Abbiamo avuto contatti con l’Eni, e l’Eni è molto importante nella collaborazione con l'Italia». E ha aggiunto: «Auspichiamo che si possano risolvere tutti i problemi in sospeso tra i due Paesi in questo settore affinché si possa andare avanti nella realizzazione di un vero sviluppo».

Dabaiba ha poi reso noto di aver concordato con Draghi «di tenere il prima possibile una riunione della commissione economica congiunta» italo-libica. Dabaiba ha afferamto che è stata avviata anche «una cooperazione sanitaria tra i due Paesi, in Libia soffriamo in questo settore ed è necessario il vostro sostegno». Il premier libico ha poi riferito che il suo ministro dell’Interno «ha presentato le sue richieste in materia di sicurezza».

Orfini: Draghi soddisfatto sull’immigrazione? Inaccettabile

Le parole pronunciate da Draghi sull’immigrazione accendono la polemica. «Draghi ha espresso “soddisfazione” per quello che la Libia fa sul salvataggio dei migranti. Significa dirsi soddisfatti della sistematica violazione dei diritti umani. Era inaccettabile quando lo dicevano i suoi predecessori. È inaccettabile anche oggi che a dirlo è lui» scrive su Twitter l’esponente del Pd Matteo Orfini. Sulla stessa linea Laura Boldrini: «Grave che Draghi abbia ignorato le violenze e le torture, subite dai migranti nei campi di detenzione, denunciate dall’Onu» dice l’ex presidente della Camera e deputata democratica.

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