Incontro con Dbeiba

Libia: Draghi a Tripoli per rilanciare accordi economici con il nuovo governo

Il nuovo premier del Governo di unità nazionale punta molto sull’Italia e sulle sue imprese che possono rappresentare un’utile alternativa alle ambizioni egemoniche della Turchia

di Gerardo Pelosi

Draghi: andrò in Libia ad aprile, sosteniamo governo temporaneo

4' di lettura

Da vero tecnocrate che ha vissuto (senza essersi mai macchiato di crimini) la dittatura di Gheddafi , Abdul Hamid Dbeibah, nuovo premier del Governo di unità nazionale (Gnu) sa che per traghettare il Paese fino alle elezioni del 24 dicembre ha bisogno dell’aiuto di tutti, dentro e fuori dal Paese. Un metodo consensuale post-gheddafiano che mette al primo punto la crescita economica e l’attrazione degli investimenti esteri.

Rientra in questa filosofia il rapporto tutto speciale che Dbeibah ha intenzione di riservare all’Italia per il ruolo storico che la svolto nel Paese e per l’azione svolta negli ultimi mesi a favore di una soluzione politico-diplomatica del conflitto tra Est e Ovest del Paese. Dbeibah punta molto sull’Italia e sulle sue imprese che possono rappresentare un’utile alternativa alle ambizioni egemoniche della Turchia.

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Missione con ricadute economiche e geopolitiche

Non è un caso che proprio oggi, 6 aprile, dopo Draghi il neopremier Dbeibah incontri il premier greco Kyriakos Mītsotakīs che ha un conflitto aperto con Ankara per gli accordi sui confini e lo struttamento delle risorse marittime, un tema quest’ultimo sul tavolo dei leader europei. Draghi volerà a Tripoli stamattina insieme al ministro degli Esteri Luigi Di Maio per la sua prima missione all’estero replicando quindi quanto accadde già per l'ex presidente del Consiglio Matteo Renzi che scelse di effettuare la prima missione all'estero in Tunisia nel marzo 2014. Una missione delicata con significative ricadute economiche e geopolitiche che intercetta accordi economici, questioni di relazioni internazionali e problemi di sicurezza e che vede l’Italia in prima fila svolgere un ruolo quasi di portavoce degli interessi europei nella sponda Sud del Mediterraneo, terra di conquista per i disegni strategici di Paesi come Russia e Turchia.

Ecco nel dettaglio i temi che saranno oggi sul tavolo del colloquio tra Draghi e Dbeibah.

Energia

Un accordo Italia-Libia sulla transizione energetica e le fonti rinnovabili nel Fezzan è stato messo a punto e trasmesso alle autorità libiche ma non verrà firmato oggi. Lo stanno ancora valutando i ministri dell'Economia Muhammad al Hawaji già ministro con Gheddafi e il ministro del Petrolio e Gas, Ahmed Mohamed Aoun già presidente de Mellitah Oil and Gas Company ossia la società congiunta Eni-Noc. Si tratterebbe di un accordo quadro di lungo termine che prevederebbe la realizzazione di nuovi impianti da fonti rinnovabili nel Fezzan. Anche qui un ruolo centrale lo giocherà il gruppo Eni, primo produttore di gas in Libia e principale fornitore di gas al mercato locale. I progetti nelle rinnovabili nell'economia circolare e nella formazione sono molti e sono stati discussi il 21 marzo tra il premier Dbeibah e Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni.

Autostrada della pace

Da tecnocrate vicino a Gheddafi Dbeibah ha seguito lo sviluppo dell'accordo di amicizia e partenariato raggiunto con Berlusconi nel 2008 che comprendeva anche l'autostrada costiera di quasi 2mila Km tra il confine egiziano e quello tunisino (5 miliardi di dollari di investimento). Il nuovo Governo vuole ripartire con i lavori. Draghi e Dbeibah entreranno nel dettaglio dei lavori. Finora l'unica tratta cantierizzata è quella vicino a Tobruk ma nei prossimi mesi verranno messe a gara tre sezioni di un lotto tra Misurata e la Tunisia

Black out elettrici

Draghi confermerà il massimo sostegno delle aziende italiane per sopperire alla carenza di almeno 3mila megawatt di potenza installata di elettricità nel Paese che produce numerosi black out. In vista della costruzione di una megacentrale si provvederà con unità elettrogene e solare. Nonostante tutto il petrolio ogni estate i libici sono puntualmente costretti a subire interruzioni della corrente fino anche a 20 ore al giorno

Aeroporto di Tripoli

Il Consorzio di aziende italiane Aeneas è pronto a rimettersi al lavoro per completare la ristrutturazione dell'aeroporto Mitiga (lavori per 79 milioni di dollari). Si potrebbe presto tornare a volare tra l'Italia e la Libia. Una delegazione di Enav, guidata dall'Amministratore Delegato Paolo Simioni, ha incontrato ieri a Tripoli, il Ministro dei Trasporti Muhammad Salem Al-Shahoubi e il Presidente della Libyan Civil Aviation Authority Mustafa Benammar per pianificare gli interventi necessari al rilancio dell'aviazione civile del paese nordafricano e favorire il ripristino dei collegamenti diretti con l'Italia e l'Europa.

Sanità

Nel settore sanitario verrà con ogni probabilità firmato oggi un accordo tra autorità italiane e libiche. C'è il coordinamento per la lotta alla pandemia ma anche l'ammodernamento del sistema ospedaliero (a Misurata resta ancora operativo un ospedale da campo militare). L'Italia ha inviato in Libia diverse forniture sanitarie (mascherine, protezioni per personale sanitario Covid, respiratori e medicine per l'emergenza virus) alla Libia, un Paese dove il Sars-CoV-2 (varianti incluse) sembra circolare senza controllo.

Immigrazione

Draghi e Dbeibah ne parleranno sicuramente. La posizione libica è di avere un approccio globale che oltre al controllo delle partenze dalle coste libiche dei migranti metta sotto stretta sorveglianza i confini a Sud con Ciad e Niger da dove provengono i migranti dell'Afica Subsahariana. Al riguardo Tripoli sollecita un impegno europeo e la riattivazione del monitoraggio elettronico con le tecnologie di Selex (gruppo Leonardo)

Pagamento insoluti

Una nuova commissione italo-libica verrà creata per il pagamento dei debiti pregressi alle aziende italiane (324 milioni di dollari certificati) oltre ai nuovi crediti per i conti delle degenze ospedaliere e in albergo e per i feriti della guerra civile (altri 100 milioni di euro circa).

L’Europa ci sarà

Domenica di Pasqua il presidente del Consiglio Ue Charles Michel era a Tripoli. Ha promesso che l'Europa intensificherà il suo impegno in Libia sul fronte della ricostruzione economica, dopo un decennio di conflitto, e contribuirà alla governance, alla stabilità, al rispetto dei diritti umani. Come unica precondizione Michel ha chiesto che i combattenti stranieri lascino la Libia, definendo cruciali per la pace il rispetto del cessate-il-fuoco e dell'embargo sulle armi.


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