MATTARELLA A PENCE: «USA SPENDA SUO PESO POLITICO»

Libia, fonti europee: due fasi per trasformare l’operazione Sophia

Riunione straordinaria del Comitato politico di sicurezza (Cops): la missione sarà “rifocalizzata” sul monitoraggio dell’embargo delle armi

di Andrea Carli


Libia, Di Maio apre alla riattivazione dell'operazione Sophia

3' di lettura

È la carta europea per far rispettare l’embargo sulle armi in una Libia, dopo il raggiungimento del cessate il fuoco tra le forze di al-Serraj e quelle di Haftar. Ma è anche l’unica, vera proposta uscita dalla conferenza di Berlino.

Missione lanciata nel 2015 contro il traffico di uomini nel Mediterraneo
È la missione Eunavfor Med Sophia, lanciata nel 2015 per colpire il business dei trafficanti di uomini nel Mediterraneo. Guidata attualmente dall’ammiraglio Enrico Credendino, da mesi è priva del braccio navale. Una missione “spuntata” al termine del braccio di ferro tra l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini e gli altri Paesi aderenti. Il leader della Lega aveva chiesto una rotazione dei porti di sbarco per i migranti salvati, ma la proposta alla fine non era stata accolta. Alla fine la decisione: niente più navi.

La riunione del Cops
Ora si delinea un restyling (e un rilancio) in due mosse. È durata poco meno di cinque ore, interruzioni comprese, la riunione straordinaria del Comitato politico di sicurezza (Cops) sulla Libia. All’incontro il rappresentante del Servizio europeo di azione esterna (Seae), che fa capo all’Alto rappresentante Josep Borrell, ha messo sul tavolo degli ambasciatori una proposta sulla rimodulazione della missione EuNavForMed Sophia per la sorveglianza dell’embargo Onu sulle armi.

Intervento in due mosse
Secondo quanto spiegano fonti diplomatiche europee il documento - usato come base per l’avvio della discussione che è stata aggiornata a martedì 28 gennaio - è articolato in due fasi di intervento. Il primo step - realizzabile in tempi brevi - prevede che il Cops fornisca linee guida operative al comandante della missione, per focalizzare i principali sforzi sull’attuazione dell’embargo sulle armi. A un secondo momento viene invece rimandata la “ristrutturazione” formale delle priorità del mandato, con un cambio del nome della missione. Un intervento che chiaramente necessita di maggior tempo.

Borrell: in arrivo satelliti e altri strumenti ora non previsti
L’operazione Sophia, ha anticipato l’Alto rappresentante Josep Borrell, dovrà quindi essere “rifocalizzata” sul monitoraggio dell’embargo delle armi, con l’uso di satelliti, aerei e altri strumenti ora non previsti (ad esempio droni, ndr), «perché i traffici si fanno soprattutto nei deserti». Borrell ha lasciato intendere che le navi ci saranno, ma a differenza del passato non avranno un ruolo centrale nell’operazione, riducendo così la possibilità di soccorsi dei migranti, che comunque in occasione di naufragi dovranno essere salvati. Ed essere ridistribuiti.

Libia, l'Ue rilancia Sophia e prepara missione di pace

Alternativa all’ipotesi di un intervento Onu
Il piano di rimodulare Sophia per indirizzarla sul monitoraggio dell’embargo delle armi verso la Libia ha preso quota dopo che l’ipotesi di una missione di pace sul terreno è stata bocciata dall’inviato speciale dell’Onu per la Libia, Ghassem Salamé. Nel Paese, ha sottolineato, «non si accettano le truppe straniere. E neppure vedo nella comunità internazionale la disponibilità a mandarne».

Il ministro tedesco Seehofer: Sophia non sia servizio taxi Italia-Libia
La Germania frena. Sophia, anche in una nuova veste per il monitoraggio dell’embargo Onu sulle armi in Libia, «dovrebbe salvare i migranti in difficoltà in mare, non essere un servizio di taxi o navetta tra la Libia e l’Italia», ha detto il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer a margine di una riunione con i suoi omologhi europei a Zagabria. Se lo diventasse, ha aggiunto, «non vorrei partecipare alla redistribuzione dei rifugiati».

Mattarella a Pence: Usa spenda suo peso politico
L’Italia è a favore di un restyling della missione europea. «Borell si è impegnato a costruire una proposta per una missione europea in Libia - ha detto il ministro degli Affari esteri Luigi Di Maio e la faremo». Ma l’Italia confida anche in un coinvolgimento degli Stati Uniti nella partita per la stabilizzazione del paese del Nord Africa. «La Libia - ha detto il presidente Sergio Mattarella al vicepresidente americano Mike Pence nel colloquio di oggi al Quirinale - per l’Italia è una questione di primaria importanza perchè lo stato di guerra nel Paese è motivo di estrema preoccupazione ed è quindi decisivo che gli Stati Uniti spendano il loro peso politico per rendere permanente il “cessate il fuoco” e passi avanti della Conferenza di Berlino». Pence ha incontrato anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Un maggiore coinvolgimento degli Usa può fornire all’Italia l’occasione per tornare a giocare un ruolo di primo piano nel dossier libico.

Per approfondire:
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