dopo il bilaterale a roma

Libia, la Francia corregge la rotta ed è più vicina a Roma. Rischio foreign fighters

di Gerardo Pelosi


Libia, Parigi assicura: "Non appoggiamo Haftar"

3' di lettura

È vero. Il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian si trovava oggi a Roma soprattutto per consegnare un’onorificenza francese in Vaticano. Ma è anche vero che ha accettato un faccia a faccia alla Farnesina con il suo omologo Enzo Moavero sottoponendosi poi alle domande dei giornalisti italiani sulla crisi libica. «Il cielo sereno della giornata di oggi a Roma dimostra che le nubi si diradano», ha scherzato il responsabile della Farnesina riferendosi alle recenti polemiche tra i due Paesi sulla Libia.

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Moavero ha reso noto che il filo diretto Roma-Parigi sulla Libia proseguirà anche la settimana prossima con una riunione tra i direttori politici dei ministeri degli Esteri di Francia e Italia e degli altri Paesi interessati.

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«Siamo andati per ben due volte vicini al risultato di una soluzione politica in Libia, ad Abu Dhabi e a Palermo – ha ricordato Moavero - Italia e Francia credono molto in questa possibilità. Noi pensiamo che la strada sia questa. Siamo motivati a lavorare insieme e mantenere quella stretta collaborazione che fa sì che per noi la Francia è il secondo partner commerciale. Siamo Paesi che investono molto nelle rispettive realtà corrispondenti – ha aggiunto il ministro - di questo siamo coscienti e ne sentiamo la responsabilità».

Le Drian: nessuna alternativa a un’intesa franco-italiana
Le Drian, profondo conoscitore del dossier libico, gli ha fatto eco: «Non è possibile – ha detto - pensare a nessuna soluzione militare nella crisi in Libia, solo con il dialogo politico si può arrivare alle elezioni». E ha aggiunto: «Non è possibile fare nulla in Libia se non c’è un’intesa franco-italiana solida e non c’è una via d’uscita dalla crisi se non è politica». Moavero e Le Drian hanno condiviso la necessità di insistere sul cessate il fuoco per «mettere un punto» alla crisi anche per evitare il rischio di nuove forme di terrorismo e un aumento dei foreign fighters che potrebbero colpire soprattutto i Paesi del Nord Europa, in prima battuta proprio la Francia. Secondo Moavero «l’obiettivo di evitare una deriva del terrorismo in Libia è comune, riguarda la Libia stessa e la comunità internazionale».

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Francia e Usa d’accordo per il cessate il fuoco
Il ministro Le Drian e il segretario di Stato Usa Mike Pompeo, nel corso di un colloquio telefonico, hanno «fatto il punto sulla situazione della sicurezza» a Tripoli. Secondo una nota diffusa dal Quai d’Orsay i due hanno osservato la loro «completa comunanza di vedute» sul dossier libico e «auspicato un rapido cessate il fuoco» come anche «una ripresa del processo politico senza ritardi, sotto l’egida delle Nazioni Unite». E la presidenza francese tiene a precisare che la Francia appoggia il Governo legittimo del primo ministro Fayez al-Sarraj e la mediazione dell’Onu per una soluzione politica inclusiva in Libia. «L’interlocutore legittimo del presidente della Repubblica - insistono a Parigi - è il primo ministro Sarraj con cui il presidente ha parlato lunedì scorso per ribadire il suo sostegno in questi termini». La Francia si è detta «sorpresa» per il comunicato del ministero dell’Interno della Libia, che ha annunciato di sospendere la cooperazione con Parigi denunciando un sostegno di Parigi al Maresciallo Haftar.

Trump ad Haftar: bene lotta al terrorismo ma occorre stabilità
Il presidente Usa Donald Trump ha avuto un colloquio telefonico con il maresciallo Khalifa Haftar per discutere gli sforzi antiterrorismo in corso e la «necessità di raggiungere la pace e la stabilità». Lo ricorda un comunicato della Casa Bianca nel quale si precisa che «il presidente ha riconosciuto il significativo sforzo di Haftar nel combattere il terrorismo; i due hanno discusso una visione comune per la transizione della Libia verso un sistema politico stabile e democratico».

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