Firmata a palazzo chigi

Libia, Gentiloni-Serraj firmano intesa contro immigrazione illegale

di Andrea Gagliardi


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(ANSA)

3' di lettura

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e il premier libico Serraj hanno firmato a palazzo Chigi il Memorandum di intesa sulla cooperazione nel
campo dello sviluppo del contrasto dell’immigrazione illegale, al traffico degli esseri umani, al contrabbando e al rafforzamento delle frontiere tra la Libia e l'Italia. «Deve essere chiaro che il memorandum che abbiamo firmato riguarda il nostro impegno per rafforzare le istituzioni libiche nel contrasto all’immigrazione clandestina. Parliamo ad esempio di polizia di frontiera», ha spiegato il premier italiano. L’accordo, ha spiegato Serraj, verte «sulla protezione dei confini sud» della Libia da dove passano migliaia di migranti,
sul «sostegno alla Guardia costiera libica per il contrasto al fenomeno e per garantire il soccorso» e anche su modalità per i «rimpatri umanitari» dei migranti clandestini.

Gentiloni: impegno contrasto traffico esseri umani
«Oggi si fa un passo ulteriore e importante perché l’accordo firmato è un accordo che da un lato rafforza la cooperazione tra Italia e Libia e dall’altra parte mette tutto l’impegno italiano a sostegno della Libia nel contrasto al traffico di esseri umani e all'immigrazione clandestina di cui i nostri Paesi sono vittime. È una piaga che colpisce la Libia e l’Italia e l’Europa e chi ne è vittima» ha affermato Gentiloni dopo la firma del memorandum, definito «solo un pezzo del progetto che dobbiamo sviluppare. Ne parleremo a Malta. Sappiamo che se vogliamo dare forza e gambe» a questo progetto, «serve un impegno economico dell’Unione Europea, e «l’Italia lo ha già fatto» con fondi già destinati. Il governo ha attivato nei giorni scorsi un “Fondo per l’Africa”: 200 milioni da destinare a progetti comuni con Libia, Tunisia e Niger, con l’obiettivo strategico di «rafforzare la frontiera esterna per evitare le partenze dei migranti irregolari».

Serraj: missione Ue non entrerà in acque libiche
Al vertice informale europeo del 3 febbraio a La Valletta, Federica Mogherini e la Commissione presenteranno il piano per frenare i flussi dalla Libia all’Italia. Alla Libia verranno forniti i mezzi per avere un «ruolo centrale» nel controllo e nei salvataggi nelle acque territoriali. «Non è vero che consentiremo
l’ingresso della missione navale europea Sophia nelle nostre acque territoriali. Vogliamo un comando unico congiunto per ammodernare la flotta libica perché possa svolgere il suo ruolo
nelle acque libiche» ha però precisato il premier libico Fayez al Serraj dopo l’incontro con il collega Paolo Gentiloni a Palazzo Chigi.

Juncker-Tusk-Tajani: bene Gentiloni su accordo
Gentiloni è stato chiamato al telefono da Malta dai vertici dell’Ue che si sono voluti congratulare con lui per l'accordo firmato con il premier libico al-Serraj sui migranti. Il presidente del Consiglio italiano ha ricevuto la telefonata di Joseph Muscat, primo ministro di Malta e presidente di turno dell’Ue, di Jean Claude Juncker, presidente della Commissione, di Donald Tusk, presidente del Consiglio Ue e di Antonio Tajani, presidente dell’Europarlamento. Già in mattinata Tusk aveva definito «a portata di mano» l’obiettivo del vertice di Malta di fermare i flussi di migranti irregolari dalla Libia, proprio grazie alla cooperazione» Roma-Tripoli confermata dalla firma dell’odierno accordo.

La visita di Minniti a Tripoli
La bozza del Memorandum di intesa siglato oggi era stata definita lo scorso 9 gennaio dal ministro dell’Interno Marco Minniti nel corso della sua visita a Tripoli. L’Italia sarebbe pronta ad assistere la Guardia costiera e la Marina libiche fornendo motovedette; inoltre, sulle navi della missione Europea EunavforMed (a guida italiana) si stanno addestrando dallo scorso ottobre 78 addetti libici, mentre altri 500 si stanno formando a terra.

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