LA CRISI NEL PAESE

Libia, Haftar in difficoltà. Guterres a Bengasi

di Gerardo Pelosi


L’uomo forte di Bengasi, Khalifa Haftar (foto Epa)

3' di lettura

La marcia di avvicinamento degli uomini di Khalifa Haftar verso Tripoli si sta rivelando meno agevole del previsto. Tutto può succedere nelle prossime ore ma fonti diplomatiche convergenti accreditano una situazione di crescenti difficoltà per le truppe di Haftar.

L’uomo forte di Bengasi con l’audiomessaggio inviato ai tripolini pensava di far leva sui sentimenti dell’identità nazionale ponendosi quasi come una nuova guida, un Rais alla pari di Muammar Gheddafi. E invece non ci sono state manifestazioni a favore di Haftar per un ingresso pacifico nella capitale così come non è avvenuta l’auspicata divisione tra le milizie di Tripoli e Misurata che, anzi, si stanno ricompattando facendo fronte comune.

In altre parole la presa di Tripoli si è rivelata molto diversa e ben più difficile rispetto alle operazioni nelle città del Sud del Fezzan che avevano alimentato in Haftar la speranza di poter dare la spallata finale al Governo di unità nazionale di Fayez Al Serraj. Il Gran Mufti della Libia, Sadiq Al-Ghariani, la più alta autorità religiosa del Paese, ha fatto appello a «combattere contro le forze di Haftar». Il popolo libico, secondo il Muftì, dovrebbe resistere e combattere contro le forze di Haftar «per porre fine ai crimini contro l’umanità a Derna e Bengasi». Questa mattina intanto un centinaio di simpatizzanti di Haftar sono stati catturati dalle forze governative in un posto di blocco nell’area di Wershaffana, nei pressi del checkpoint 27 a Ovest di Tripoli: sono stati catturati dalle milizie di Zawiya.

Il ruolo di Guterres in volo verso Bengasi
A questo punto Haftar o si ritira o va allo scontro finale ma con tutti i rischi che ne conseguono. La presenza sul suolo libico del segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, dovrebbe svolgere una funzione di deterrenza ma nulla è scontato. «Sto per volare da Tripoli a Tobruk e Bengasi – ha annunciato oggi Guterres - il mio obiettivo resta lo stesso: evitare un confronto militare. Ribadisco che non c’è una soluzione militare alla crisi libica, solo una soluzione politica». E la crisi libica sarà al centro oggi di un incontro del Consiglio di sicurezza Onu, chiesto dalla Gran Bretagna, nel quale l’inviato speciale Ghassan Salamè farà il punto sulla situazione.

Il ruolo dell’Egitto pro Haftar e il tutoraggio francese
Le ultime ore hanno fatto registrare un’intensa ma molto riservata attività diplomatica tra le cancellerie internazionali. Nella teorica divisione dei compiti per una soluzione pacifica della crisi, l’Italia sta giocando le sue carte per convincere il presidente del Governo di unità nazionale Serraj a incontrare Haftar. I francesi, che da sempre svolgono un’azione di tutoraggio nei confronti del generale di Bengasi, invitano Haftar alla ragionevolezza per non far fallire la conferenza di Ghadames, primo passo per il percorso elettorale. Resta invece ancora poco chiara la posizione del presidente egiziano Al Sisi che, al momento, non risulta avere firmato il comunicato congiunto con Italia, Francia, Stati Uniti, Regno Unito, Emirati. Al Sisi è uno dei maggiori sponsor di Haftar perchè lo considera un fedelissimo alleato nella lotta al terrorismo islamista e contro Daesh.

A Roma la conferenza anti Daesh dei servizi di sicurezza
Del resto anche i francesi spiegano l’appoggio ad Haftar come un segno di attenzione verso il più fermo oppositore all’Islam radicale in Libia. E la Francia, ricordano a Parigi, ha già avuto oltre 300 morti per terrorismo. Tra la fine di aprile e i primi di maggio sarà l’Italia ad ospitare una conferenza internazionale tra tutti i vertici dei servizi di sicurezza dei Paesi europei impegnati nella lotta al terrorismo. Ma gli inviti alla conferenza annunciata dallo stesso premier Conte , dicono alcune ambasciate a Roma, non sono ancora arrivati.

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti