incontro a palazzo chigi

Libia, dopo la gaffe l’Italia recupera con Tripoli: Sarraj da Conte

Dopo la gaffe di mercoledì quando il premier libico Fayez al-Sarraj aveva deciso di disertare una visita a Roma e dopo che Haftar era stato ricevuto a Palazzo Chigi, l'ambasciatore libico a Bruxelles, Hamed Gaddur, ha detto che Serraj sarà a Roma oggi

di Gerardo Pelosi

Usa, Iran e Libia: cosa sta succedendo in Medio Oriente?

Dopo la gaffe di mercoledì quando il premier libico Fayez al-Sarraj aveva deciso di disertare una visita a Roma e dopo che Haftar era stato ricevuto a Palazzo Chigi, l'ambasciatore libico a Bruxelles, Hamed Gaddur, ha detto che Serraj sarà a Roma oggi


3' di lettura

Le ultime ore sono state decisive per recuperare il rapporto tra Roma e Tripoli dopo la gaffe di mercoledì quando il premier libico Fayez al-Sarraj (proveniente da Bruxelles) aveva deciso di disertare una visita a Roma e dopo che il generale di Bengasi, Khalifa Haftar, era stato ricevuto con grande enfasi a Palazzo Chigi dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Ma ieri sera l'ambasciatore libico a Bruxelles, Hamed Gaddur ha anticipato la notizia che Serraj sarà a Roma oggi pomeriggio per fare il punto della situazione con Conte.

Uno scambio di informazioni importante anche in vista della missione che lo stesso Conte effettuerà lunedì e martedì prossimo ad Ankara (dove incontrerà Erdogan) e al Cairo (incontro con Al Sisi) per poi spostarsi negli Emirati. Sempre lunedì anche il ministro dell'Interno del Governo di accordo nazionale libico, Fathi Bashagha, tornerà in Italia in visita ufficiale per incontrare i ministri dell'Interno e degli Esteri.

Borrell (Ue): rischio terrorismo da evitare
Ieri il vertice straordinario dei 28 ministri degli Esteri europei sulla Libia ha cercato di preparare il terreno per la conferenza di Berlino da tenere alla fine di gennaio. “I rischi in Libia stanno aumentando – ha spiegati l'Alto rappresentante per la politica estera e di difesa europea Josep Borrell - si tratta di terrorismo, immigrazione e destabilizzzazione dell'area mediterranea”. Secondo Borrell “è stata rilevata la presenza di ‘fighter' provenienti da Siria e Sudan”. Inoltre ci sono 700 mila migranti che provengono dall'Africa Subsahariana che si trovano in Libia e che possono essere indotti a emigrare. La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen ha spiegato che l'Europa “insiste sul processo guidato dalle Nazioni Unite per tornare al tavolo negoziale e trovare una soluzione politica”. Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg ha chiarito che “nessuno ha chiesto un intervento militare della Nato” in Libia, ma “noi siamo pronti a fare capacity building per il Governo riconosciuto dalle Nazioni Unite”.

Oggi la cancelliera Merkel al Cremlino da Putin
Qualcosa di più sulla crisi libica si saprà oggi dopo l'incontro al Cremlino tra la cancelliera tedesca Angela Merkel e il leader russo Vladimir Putin. La cancelliera chiederà al presidente russo di favorire la conferenza di Berlino e di esercitare tutta la sua autorevolezza per convincere il generale Haftar ad accettare il cessate il fuoco a partire dalla mezzanotte di domenica come già ha annunciato di voler fare il presidente del Governo di accordo nazionale di Tripoli Serraj. Il 24 gennaio la Merkel sarà poi ad Ankara per perorare la causa della conferenza di Berlino anche con il presidente turco Erdogan.

Di Maio: un'escalation che ci preoccupa
Da Bruxelles ieri il responsabile della Farnesina Luigi Di Maio ha insistito sul rischio escalation in Libia “Un fatto che ci preoccupa – ha detto Di Maio - perché è a poche centinaia di chilometri da noi e non c'è solo un rischio instabilità, ma c'è un rischio terrorismo”. Il rischio si può “risolvere ed evitare – ha aggiunto il ministro - se riusciamo a mettere intorno a un tavolo tutti gli attori di questa crisi, che non sono solo i libici ma anche quelli che interferiscono continuamente con questa guerra civile. Il nostro obiettivo è metterli intorno ad un tavolo, assieme agli altri Paesi della comunità Ue e internazionale, per trovare una soluzione”.

Impegno Italia-Usa per la de-escaltion in Libia
La riunione del dialogo strategico tra Italia e Stati Uniti che si è riunito mercoledì e giovedì alla Farnesina ha discusso tra l'altro della crisi libica confermando la volontà di compiere ulteriori sforzi per la sicurezza e la stabilizzazione nella regione del Mediterraneo. “Italia e Stati Uniti sono impegnati a rafforzare la loro cooperazione di lunga data, sia bilaterale che multilaterale, sulla sicurezza e la stabilita' globali”, si legge in una nota congiunta. Tra i dossier discussi quello libico, “sollecitando tutte le parti alla de-escalation dell'attivita' militare e a forgiare una soluzione politica che benefici tutti i libici”.

PER APPROFONDIRE:

Sabato Sarraj a palazzo Chigi. E lunedì Conte vola in Turchia da Erdogan

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...