L’esecutivo parallelo

Libia: giura il governo Bashaga, sequestrati tre ministri

Dopo la firma del cessate il fuoco, nell'ottobre 2020, che avrebbe dovuto spianare la strada alle elezioni presidenziali del 24 dicembre (seguite a ruota a inizio 2022 da quelle parlamentari) la turbolenta Libia ha ripreso le sembianze di prima, quelle di un Paese spaccato in due, con due Governi rivali

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Nonostante il sequestro di tre ministri da parte di una milizia che sostiene il premier Abdel Hamid Dbeibah, si è tenuta la seduta del giuramento del governo libico parallelo di Fathi Bashaga. È quanto ha riferito su Twitter la tv “218”.

Bashagha, sono tre i ministri sequestrati

Sono tre dunque, e non solo due, i ministri del nuovo governo parallelo libico sequestrati oggi, 3 marzo. È quanto è emerso dal discorso del neo-premier Fathi Bashagha alla cerimonia di giuramento. Bashagha ha condannato l’«atto vile» perpetrato da un gruppo armati illegale, «aggredendo alcuni ministri» mentre cercavano di raggiungere a Tobruk per prestare giuramento. «Questo gruppo brutale ha incarcerato (...) il ministro degli Esteri, Hafed Gaddur, la ministra della Cultura, Salha Al Druqi e il ministro dell’Istruzione tecnica Faraj Khaleil», ha precisato Bashagha chiedendo di «liberarli immediatamente». L’amministrazione appena scelta dal parlamento, quella di Fathi Bashagha, ha accusato il primo ministro in carica Abdel Hamid Dbeibah di aver usato la forza per cercare di impedire che presti giuramento.

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Non solo: il neo-ministro dell’Economia e del Commercio del governo Bashagha ha annunciato le proprie dimissioni perché, ha spiegato, la seduta del parlamento che ha concesso la fiducia all’esecutivo «non è stata trasparente». Lo ha riferito il sito dell’emittente “218”. «Non si è tento conto delle basi procedurali e non ci si è coordinati con il Consiglio di Stato» (Hsc), ha detto l’ormai ex-ministro Gamal Salem Shabaan motivando la decisione e riferendosi al contrappeso istituzionale tripolino del parlamento insediato a Tobruk.

Dbeibah vieta movimenti di milizie

Il ministero della Difesa del governo di unità nazionale del premier Abdel Hamid Dbeibah «avverte tutte le unità e formazioni militari di non mobilitare mezzi armati, militari o paramilitari, (...) senza la preventiva autorizzazione del dicastero». È quanto si legge in un’ordinanza pubblicata su Twitter dalla tv “Al Masar”. «Saranno impartiti ordini» alle unità preposte alle funzioni di protezione e sicurezza di «reagire contro qualsiasi formazione o gruppo che si muova senza autorizzazione».

La chiusura dello spazio aereo

Una decisione, quella della chiusura dello spazio aereo, per la quale Bashaga si è rivolto al al procuratore generale, Al Siddiq Al Sour: «abbiamo ricevuto informazioni che il precedente governo, il cui mandato è scaduto, si è approfittato dell’autorità, in quanto non esiste una legge per chiudere completamente lo spazio aereo libico: questa è una chiara violazione del diritto di movimento costituzionalmente garantito e un attacco alle autorità costituzionali e politiche, che impedisce loro di esercitare i propri doveri e di svolgere i propri compiti». Bashaga ha ricordato che il comportamento del governo uscente è «punibile ai sensi dell’articolo 204 del codice penale libico, il quale prevede la pena di morte contro chiunque commetta un atto che impedisca al capo dello Stato, all’autorità legislativa o al governo, in tutto o in parte, di svolgere la propria attività o di esercitare i poteri che gli sono legalmente conferiti, anche se il divieto è temporaneo».

Voto Camera Rappresentanti, preoccupazione Guterres

Preoccupazione è stata espressa dal segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, dopo la sessione di martedì 1 marzo della Camera dei Rappresentanti libica con il voto di fiducia sulla nomina di un nuovo governo. Guterres, che invita a evitare «azioni che possano compromettere la stabilità e aumentare le divisioni in Libia», continua a seguire da vicino gli sviluppi nel Paese e, ha riferito il portavoce Stéphane Dujarric, è «preoccupato» per le notizie secondo cui il voto «non è stato all’altezza degli standard attesi riguardo trasparenza e procedure» anche con «atti intimidatori prima della sessione».

La fiducia del parlamento al governo Bashagha

Martedì 1 marzo il Parlamento libico ha concesso la fiducia al governo che il premier incaricato Bashagha ha presentato in contrapposizione con quello in carica di Abdel Hamid Dbeibah. Da Tripoli Dbeibah ha più volte ripetuto che il suo governo di unità resterà al potere. Per il primo ministro del governo di unità nazionale libico, dare fiducia a un nuovo governo da parte della Camera dei rappresentanti (HoR) ha rappresentato una cospirazione per legittimare l’estensione del mandato per lo stesso parlamento. Secondo quanto riporta The Libya Observer, Dbeibah ha affermato che il nuovo governo non lavorerà sul campo e non avrà alcuna presenza nella realtà, e promettendo di rimanere in carica fino alle elezioni di giugno.

Dopo la firma del cessate il fuoco, nell'ottobre 2020, che avrebbe dovuto spianare la strada alle elezioni presidenziali del 24 dicembre (seguite a ruota a inizio 2022 da quelle parlamentari) la turbolenta Libia ha ripreso le sembianze di prima, quelle di un Paese spaccato in due, con due Governi rivali.

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