dopo l’attentato

Libia, rinviata la missione Ue. Haftar prende Sirte, a Tripoli i soldati di Erdogan

La missione diplomatica europea sarebbe dovuta approdare nel Paese nordafricano per ottenere un cessate il fuoco. Secondo Al Arabiya, le forze del generale Haftar sarebbero entrate a Sirte scacciando le milizie


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(AFP)

2' di lettura

Secondo Al Arabiya, le forze del generale Khalifa Haftar sarebbero entrate a Sirte scacciando le milizie che sostengono l’esecutivo del premier Fayez
al-Sarraj. Lo scrive un tweet dell’emittente di sole notizie al-Hadath del gruppo Al-Arabiya, citando il proprio corrispondente e riferendosi all’importante città libica sull’omonimo Golfo.
Dopo l’attacco avvenuto sabato 4 gennaio all’accademia militare di Tripoli, prende corpo l’allarme di una «imminente escalation delle violenze» lanciato dall’Alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell, che ha fatto appello a tutte le parti «perché si impegnino in un processo politico sotto la guida delle Nazioni unite. L’Unione europea continuerà a fare tutti gli sforzi possibili per trovare una soluzione pacifica e politica di questo processo».

Intanto il ministro degli Esteri del governo di Tripoli, Mohamed Siala, ha affermato alla tv “Libya Al Ahrar” che il governo di accordo nazionale ha chiesto alla delegazione Ue un rinvio della missione a Tripoli, programmata indicativamente per il 7 gennaio.

Secondo alcune fonti la missione diplomatica europea, guidata da Joseph Borrell e dai ministri degli Esteri italiano, francese, tedesco e britannico sarebbe dovuta approdare nel Paese nordafricano per tentare di ottenere un cessate il fuoco e la ripresa dei colloqui tra le due fazioni in conflitto, il governo di Tripoli riconosciuto dalle Nazioni Unite del premier Fayez al-Sarraj e il generale Khalifa Haftar.

Uno dei portavoce della Commissione europea però ha fatto sapere che «al momento non possiamo confermare gli impegni dell’Alto rappresentante Ue Josep Borrell che vadano oltre le prossime ore. Per quanto riguarda la missione, da parte nostra non è stata annunciata alcuna missione».

Il ministro degli Esteri di Tripoli Siala ha esortato la Corte penale internazionale a prendere ogni misura necessaria per indagare sul crimine del bombardamento del collegio militare di Tripoli e trascinare in tribunale i suoi autori.

Khaled Al-Mahjoob, portavoce del generale Khalifa Haftar che da mesi con le sue truppe cerca di conquistare Tripoli, ha rivendicato la responsabilità dell’attacco aereo sull’Accademia militare di Tripoli, che ha causato la morte di 28 cadetti e altri 23 feriti affermando in una dichiarazione ad Al Hurra Tv che «i cadetti dell’Accademia sono miliziani».

E mentre l’ambasciata degli Stati Uniti in Libia condanna l’escalation militare a Tripoli, il comandante della Backup Force dell’esercito di Tripoli, Nasir Ammar, dice ad Al Jazeera che «un gruppo di elite di soldati turchi specializzati in radar jamming e difesa aerea sono arrivati a Tripoli». L’invio di soldati era stato annunciato dal presidente turco
Erdogan.

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