IL VERTICE A MOSCA

Libia, Sarraj firma accordo per la tregua. Haftar chiede tempo

Secondo Al Arabiya, l’accordo prevederebbe lo stop all'invio di truppe turche in Libia, un cessate il fuoco sotto la supervisione della Russia e delle Nazioni Unite, il ritiro delle reciproche milizie nelle caserme

Usa, Iran e Libia: cosa sta succedendo in Medio Oriente?

Secondo Al Arabiya, l’accordo prevederebbe lo stop all'invio di truppe turche in Libia, un cessate il fuoco sotto la supervisione della Russia e delle Nazioni Unite, il ritiro delle reciproche milizie nelle caserme


6' di lettura

«Sarraj ha firmato l'accordo» sulla tregua in Libia, «mentre Haftar ha chiesto tempo fino a martedì 14, al mattino». Lo ha annunciato il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov. Lo stesso Lavrov ha detto di «sperare» che Haftar firmi il contratto, mentre il governo istituzioanle della Libia è già partito all’attacco:  «Il documento messo a punto dalla Russia e dalla Turchia è buono e equilibrato e noi lo abbiamo firmato. Ma Haftar non accetta - ha detto l’ambasciatore libico a Roma Hafed Guddur -
Ora Haftar ha preso tempo fino a domani mattina: se non firma tutto il mondo saprà chi non vuole la pace in Libia».

Il capo del governo libico di unità nazionale, Fayez al-Sarraj, e il suo rivale, il maresciallo Khalifa Haftar, uomo forte dell'est della Libia, sono giunti nella giornata di lunedì 13 a Mosca per concordareun accordo sui termini del cessate il fuoco tra le loro truppe, entrato in vigore domenica 12 . Secondo anticipazioni di Al Arabiya , che cita sue fonti, l’accordo prevederebbe lo stop all'invio di truppe turche in Libia, un cessate il fuoco sotto la supervisione della Russia e delle Nazioni Unite, il ritiro delle reciproche milizie nelle caserme e una soluzione politica. A quanto riportano le agenzie internazionali, le trattative stanno progredendo ma al momento non si è arrivati a un’intesa di massima.

Loading...

Al Sarraj ha respinto con decisione la proposta di incontrare il comandante dell'Esercito nazionale libico (Lna). Lo ha detto il capo dell'Alto consiglio di Stato, Khaled al Mishri, citato dalla televisione panaraba Al Arabiya. «Abbiamo rifiutato di incontrare Haftar, i colloqui di Mosca sono tenuti con Turchia e Russia», ha sottolineato Al Mishri.

Intanto, la conferenza di Berlino sulla Libia si terrà a gennaio. Lo ha comunicato la Germania ai Paesi partecipanti, tra cui l'Italia. Roma, attraverso il ministro degli Esteri Di Maio, aveva sollecitato più volte i tedeschi, anche in sede europea, ad indicare quanto prima una data per il summit.

Dopo oltre nove mesi di combattimenti alle porte della capitale libica Tripoli, la firma di questo accordo - è l'obiettivo di Mosca e Ankara - deve diventare un ulteriore passo per abbassare i toni del conflitto, scongiurandone un'ulteriore internazionalizzazione.

«La firma di questo accordo aprirà la strada al rilancio del processo politico», ha dichiarato il presidente del Consiglio di Stato (l'equivalente del Senato) con sede a Tripoli, Khaled al-Mechri, alla televisione Libia al-Ahrar. Mechri ha detto che sarà con Sarraj a Mosca, mentre il maresciallo Haftar avrà con sé il presidente del parlamento libico, Aguila Salah.
In un breve discorso in televisione, Sarraj ha invitato i libici a «voltare pagina». «Chiedo a tutti i libici di girare la pagina sul passato, di rifiutare la discordia e di compiere uno sforzo per spostarsi verso la stabilità e la pace».
Il capo del gruppo di contatto russo in Libia, Lev Dengov, ha dichiarato che Haftar e Sarraj determineranno a Mosca «i termini del futuro accordo in Libia, compresa la possibilità di firmare un accordo di cessate il fuoco fuoco e i suoi dettagli». Dengov, tuttavia, ha affermato di non sapere se i due leader si incontreranno direttamente.

Summit a Berlino in gennaio
Nell tarda mattinata di lunedì, il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert ha annunciato che la conferenza sulla Libia si terrà sicuramente questo gennaio. «I preparativi sono in corso, e questa dovrebbe tenersi in ogni caso a gennaio a Berlino», ha spiegato Seibert. Appena la data sarà stabilita, se ne darà comunicazione, ha aggiunto.
A un giornalista greco, che ha insistito sulla data del 19, chiedendo come si possa nel caso «improvvisare» una conferenza del genere, il portavoce della Merkel ha replicato che il summit è stato preceduto da un processo in corso da tempo: «la cancelliera e il ministro degli Esteri lavorano da settimane a questo processo internazionale». Seibert ha citato i quattro incontri di lavoro, che si sono già tenuti, e le consultazioni con diversi Stati, fra cui l'Italia.

«Troppo presto per una missione di peacekeeping europea»
Una missione di peacekeeping europea in Libia «non è da escludere», ma «per il momento non è realistica», perché è «troppo presto». Il prossimo passo «deve essere un nuovo progresso positivo nel processo di Berlino», per questo il presidente del Consiglio europeo Charles Michel e la cancelliera Angela Merkel, con l'Onu, «stanno cercando di convincere i leader che hanno un'influenza nella regione» a sedersi al tavolo. Così fonti europee dell'entourage di Michel, sull'ipotesi avanzata nei giorni scorsi dal minstro degli Esteri italiano Di Maio.

Cessate il fuoco dalla mezzanotte di domenica
In precedenza Ahmed Al Mismari, portavoce dell’Esercito nazionale libico del generale Khalifa Haftar, aveva annunciato in un video il cessate il fuoco a partire dalla mezzanotte di domenica 12 gennaio. Una dura rappresaglia, ha affermato, verrà attuata contro chi non lo rispetterà. Il capo del Consiglio presidenziale del governo di accordo nazionale libico (Gna), Fayez al Serraj, ha infatti accettato il cessate il fuoco proposto da Turchia e Russia al quale hanno aderito anche le forze del generale dell’Est, Khalifa Haftar.

In un comunicato pubblicato nella notte tra sabato e domenica sulla pagina media del Gna, il premier libico Sarraj invita le parti a una trattativa sotto egida Onu su come pervenire ad una tregua duratura e a lavorare con tutti i libici per una conferenza nazionale in vista della Conferenza di Berlino per giungere alla pace.

L’incontro con Conte
Nella giornata di sabato 11 gennaio, Sarraj è stato impegnato a Roma in un incontro con il premier italiano Giuseppe Conte. «Siamo estremamente preoccupati per l’escalation» in Libia. «Gli ultimi sviluppi stanno rendendo un paese una polveriera con forti ripercussioni, temiamo, sull’intera regione», ha detto Conteal termine del summit di tre ore a Palazzo Chigi. Un faccia a faccia che mercoledì era saltato all’ultimo minuto per volere dello stesso Sarraj, seccato per l’accoglienza riservata al suo rivale, il generale di Bengasi Khalifa Haftar.

Nella conferenza stampa congiunta al termine dell’incontro Sarraj
ha detto di apprezzare «il ruolo dell’Italia in questo dossier» e di accogliere
«con piacere l’iniziativa di Russia e Turchia per un cessate il fuoco» ponendo però una condizione: «Il ritiro della parte che attacca, che non sembra disponibile a ciò» perché ha un altro modus operandi.

Dal canto suo Conte ha ribadito che si deve «assolutamente fermare il conflitto interno e le interferenze esterne» e ha sottolineato che «l’Italia ha sempre linearmente, coerentemente lavorato per una soluzione politica, per contrastare l’opzione militare, ritenendo l’opzione politica l’unica prospettiva che possa garantire al popolo libico benessere e prosperità. Non abbiamo altri obiettivi, non abbiamo agende nascoste».

Conte ha poi sottolineato: «Ho rappresentato con forza questa posizione anche al generale Haftar, al quale ho espresso tutta la mia costernazione per l'attacco del 4 gennaio scorso a Tripoli all’accademia militare. Posso garantire che l’Italia continuerà a lavorare in modo convinto e determinato a sostegno del popolo libico, per offrire tutte le garanzie per un futuro di pace, stabilità e benessere».

Quanto al ruolo dell’Europa il premier italiano ha annunciato: « Ci adopereremo sempre più per un coinvolgimento ancor maggiore dell’Unione europea perché siamo convinti che questo intervento offra la massima garanzia di non rimettere le sorti future del popolo libico alla volontà di singoli attori». L’Ue «è la massima garanzia che si possa offrire oggi all'autonomia e all'indipendenza del popolo libico». Conte
ha poi avuto una conversazione telefonica con il presidente francese Emmanuel Macron: una nota di Palazzo Chigi informava come
i due leader hanno ribadito l’importanza di un coordinamento a livello europeo a favore del processo di pacificazione e stabilizzazione della
Libia.

GUARDA IL VIDEO - USA, IRAN E LIBIA: COSA STA SUCCEDENDO IN MEDIO ORIENTE?

L’Italia continua a tessere la sua tela per ritagliarsi un ruolo di facilitatore della pace nel Paese nordafricano. Dopo il colloquio con Sarraj, Conte ha in preparazione per lunedì una visita in Turchia da Erdogan. Martedì è previsto poi uno spostamento al Cairo per vedere il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. «Ho già programmato - ha detto - colloqui telefonici con leader di governo e presidenti di vari Paesi che sono coinvolti nello scenario libico».

Di Maio: si lavora a tavolo Russia-Italia-Turchia
Intanto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio interviene via Facebook per spiegare: «In questi giorni ho letto di tante invettive gratuite contro il Governo per lo scarso ruolo a livello internazionale dell’Italia, ma sulla Libia abbiamo già ricevuto a Roma tutti gli attori principali. E sediamo ai tavoli importanti che ci consentono di chiedere alle parti un cessate il fuoco immediato».

Il capo politico del Movimento 5 Stelle ha poi rivelato: «Qualche giorno fa, nel mio incontro ad Istanbul con il ministro turco Cavusoglu, abbiamo convenuto sul fatto di lavorare ad un tavolo Russia, Turchia e Italia per la Libia. Avevamo chiesto anche di coinvolgere nella conferenza di Berlino i paesi limitrofi alla Libia. E siamo contenti che l’Algeria sia stata coinvolta. Ora speriamo anche negli altri».

Per approfondire:
Missioni all’estero, decreto dopo le Regionali. Ecco cosa può cambiare

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti