la criptovaluta di facebook

Libra sarà composta per metà da dollari, ma non ci sarà lo yuan cinese

di P.Sol.


Ecco la criptovaluta di Facebook: sarà una moneta globale?

2' di lettura

Anche se le resistenze nei confronti del progetto Libra crescono in tutto il mondo, Facebook prosegue con il suo progetto di criptovaluta lasciando trapelare qualche nuovo dettaglio, a conferma della determinazione di procedere nel disegno di una valuta che possa fare da pilastro per una nuova economia globale. E lo fa anche con qualche sorpresa: quella che dovrebbe essere una valuta che rappresenta l’economia mondiale ne taglia infatti fuori un’intera fetta, la Cina.

Stando alle prime indicazioni uscite da Menlo Park, Libra sarà garantita da un paniere di valute composto per metà dal dollaro e per il resto da euro, yen, sterlina e dollaro di Singapore. Ma è invece escluso lo yuan cinese. Una scelta che sembra determinata in buona parte dall’intenzione di non sollevare le ire dei politici americani, già piuttosto scettici sul progetto di valuta di Facebook: a Washington molte voci hanno infatti espresso preoccupazioni per il ruolo sempre più rilevante della valuta cinese come strumento di riserva in un momento in cui sono sempre alte le tensioni commerciali tra le due superpotenze.

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Allo stesso tempo, però, la scelta di escludere lo yuan potrebbe essere anche determinata dall’assenza di Facebook dal mercato cinese, in mano ai colossi nazionali anche per quanto riguarda i servizi finanziari: non è un mistero che la People’s Bank of China potrebbe essere la prima Banca centrale globale a emettere una sua valuta digitale.

A guidare il progetto di Facebook sarebbe quindi l’intenzione di creare una valuta che sia espressione più vicina ai mercati di riferimento per il colosso di Mark Zuckerberg. Nello specifico, stando a quanto comunicato da Facebook in risposta a una richiesta del parlamentare tedesco Fabio De Masi, il dollaro rappresenterebbe il 50% del paniere di garanzia di Libra, seguito dall’euro con il 18%, le yen con il 14%, la sterlina con l’11% e il dollaro di Singapore con il 7%.

Se mai vedrà la luce Libra sarà una stablecoin, una criptovaluta agganciata ad asset reali per cercare di ridurre l’altissima volatilità del bitcoin, presentandosi come alternative più credibili alle altre valute digitali. Queste indicazioni sono relative alla parte valutaria del paniere di garanzia del valore di Libra, che dovrebbe comprendere anche di una componente di titoli di Stato a breve termine.

Il progetto prosegue anche a livello di potenziali collaborazioni, ultima in oridjne di tempo la candidatura di Ibm, che sarebbe pronta a lavorare con Facebook sui suoi progetti di blockchain. Il direttore generale dei servizi blockchain di Big Blue, Jason Kelley, ha sottolineato che «la blockchain è un gioco di squadra>, evidenziando che «i nostri clienti sono pronti a lavorare con Facebook e siamo pronti a lavorare con loro per realizzarlo insieme».

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