cultura

Libri, Torino o Milano: chi vincerà la sfida dei due Saloni?

3' di lettura

Il 2017 sarà l'anno dei due Saloni del Libro, della fine di una tradizione e della nascita di nuovi scenari editoriali. Dopo un 2016 agitato, tra strappi e tentativi di dialogo non è stato possibile evitare la rottura fra Torino e Milano e mantenere l'unicità del Salone torinese con la sua storia trentennale. Non è riuscito neppure il tentativo di mediazione del ministro dei Beni Culturali e del Turismo Dario Franceschini che ha cercato di lanciare un'intesa, finita invece in scontro. Così abbiamo da una parte il Salone Internazionale del Libro di Torino, al Lingotto dal 18 al 22 maggio, con direttore editoriale il Premio Strega Nicola Lagioia. E dall’altra “Tempo di Libri”, la nuova Fiera dell'editoria italiana, dal 19 al 23 aprile a Fiera Milano Rho, con alla guida uno schieramento di quattro responsabili: Chiara Valerio per il programma generale, Pierdomenico Baccalario per quello 0-18 anni, Nina Klein per il digitale e Giovanni Peresson per il professionale, che sono parte del Comitato Scientifico coordinato da Renata Gorgani.

Scrittori, amici, della stessa generazione, Lagioia, nato nel ’73 a Bari, e Valerio, nata nel ’78 a Scauri con una laurea in matematica, hanno confessato di «sentirsi ogni sera, raccontarsi le cose, forse a insaputa dei vertici». I due neo responsabili
delle più importanti manifestazioni dell’editoria italiana, sono stati salutati con favore e per il momento sembrano proprio loro la maggior garanzia di dialogo fra le due realtà. Vogliono ricomporre, evitare il muro contro muro, gli schieramenti culturali. «Ragazzi non dite due Saloni. Rimbocchiamoci le
maniche, un'idea vale molto di più della curva sud e curva nord», ha sottolineato Lagioia. Ma la partita non sarà semplice.

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La guerra si è aperta nel bel mezzo dell'estate 2016 quando, dopo indiscrezioni e ipotesi l’Associazione Italiana editori ha dichiarato che era arrivato il momento che «gli editori si prendessero la scena» proponendo «un nuovo modello» per il
Salone del Libro. È partita così una corsa contro il tempo che in tempi stretti ha spazzato via quello che c'era, tra appelli, raccolta firme degli editori ndipendenti dei quali oltre ottanta hanno dato vita all'Associazione Amici del Salone Internazionale del Libro di Torino e l’uscita a fine anno dall'Aie di alcune case editrici fra cui la 66thand2nd e la e/o. Forte la preoccupazione che di questa duplicazione del Salone faranno le spese soprattutto i lettori in un Paese dove la
lettura è già ai minimi livelli.

«C’è stata una cesura editoriale, ci hanno chiamato a riparare un danno. Il problema della cesura non c’entra con i due Saloni, ma con il modo in cui si concepisce l'editoria e quella industriale è destinata al suicidio», ha spiegato Lagioia. Da qui ad aprile-maggio sarà tutto un percorso ad ostacoli
tra conferme e smentite di partecipazione a uno o all'altro Salone.

Adelphi ha già annunciato di aver deciso di prendersi un anno sabatico e quindi non sarà nè da una parte nè dall’altra. Einaudi, sarà presente a entrambe le manifestazioni: a Tempo di Libri con uno stand e al Salone Internazionale del Libro con un “Punto Einaudi” più ampio del solito. Ma sono già cominciati ad
arrivare anche i primi no, da Longanesi che ha deciso di partecipare con Gems a Tempo di libri e di non avere uno spazio espositivo a Torino dove invece è aperta a portare i suoi autori come farà anche Chiarelettere.

La mappa è tutta da costruire ma quello che è certo è che il Salone di Torino non sarà più lo stesso ma un Superfestival che si rilancia come vetrina dei festival culturali italiani mentre Tempo di libri, che avrà le 26 lettere dell'alfabeto a far da bussola alla struttura del programma, ha anche l'ambizione di essere una fiera che si sviluppa lungo l'intero arco dell'anno con la prima di una serie di anteprime annunciate il 12 gennaio 2017 a Milano con la sociologa turca Pinar Selek che parlerà del libro “Il mandarino meraviglioso” (Keller) della scrittrice
e giornalista turca Asli Erdogan e dei problemi della libertà di stampa.

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