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Libri, vendite su del 26,6% ma faro dell’Aie su Amazon

Ricardo Franco Levi (Aie): Lockdown e politiche pubbliche hanno spinto il mercato. Focus ora sulla posizione di Amazon. «Spetta alle Autorità vigilare»

di Andrea Biondi

(Imagoeconomica)

3' di lettura

«Dinanzi a dati come questi c'è da essere soddisfatti». Ricardo Franco Levi, presidente Aie (l'associazione che riunisce gli editori di libri italiani) parlando al Sole 24 Ore non fa mistero di quanto quei segni più messi in fila nel consuntivo dei primi tre mesi dell'anno abbiano valore come testimonianza di un momento da cavalcare al meglio per il settore, spinto dall'impegno di tutti i soggetti del mondo del libro, ma anche dall'emergenza sanitaria «che purtroppo ha costretto italiane e italiani a stare in casa, con impossibilità di accedere ad altri consumi culturali».

Pur dinanzi a un momento espansivo di mercato, il numero uno degli editori librari italiani vuole porre all'attenzione di tutti il rovescio della medaglia: «La grande crescita dell’online ha mostrato che, per dirla parafrasando Orwell, c’è un operatore “più uguale degli altri”. E questo deve essere un elemento di riflessione per l’equilibrio dell’intero settore». Il riferimento è ad Amazon e alla sua posizione di forza sul mercato «sulla quale spetterà alle Autorità vigilare».

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Di certo, a sentire il presidente degli editori librari, il settore si trova a uno snodo delicato della propria crescita pur al cospetto di dati di mercato che portano il mondo del libro fra quelli che dalla pandemia sono usciti tutt’altro che con le ossa rotte. Secondo i dati elaborati dall'Aie – il cui rilascio sarà periodico da ora in avanti – dal primo gennaio al 28 marzo le vendite dei libri a stampa a prezzo di copertina nei canali trade (librerie, online e Gdo) sono cresciute del 26,6% a valore (a raggiungere i 377,9 milioni di euro) e del 26,7% a copie vendute (salite a quota 24,9 milioni) rispetto allo stesso periodo all'anno precedente. «Siamo di fronte a un incremento importante che si accompagna alla crescita dei lettori saliti al 61% nel 2020 nella fascia d'età 15-74 anni, contro il 58% dell'anno precedente».

Dietro tutto questo Levi vede l'effetto benefico delle «politiche di sostegno al settore proposte da tutta la filiera del libro unita e attuate da governo e parlamento». Il riferimento è in particolare a «18App, Carta Famiglia, finanziamento degli acquisti delle biblioteche nelle librerie di prossimità. Sono tutte misure che chiediamo siano confermate e stabilizzate».

I dati mostrano cambiamenti importanti nei canali di vendita e nella struttura del mercato. I canali fisici (librerie e grande distribuzione) passano dal 73% del 2019 al 57% di fine 2020, al 55% a marzo di quest'anno. Le librerie online, che rappresentavano il 27% nel 2019 e il 43% nel 2020, raggiungono il 45% nel primo trimestre dell'anno. La quota dei piccoli e medi editori, trainata dall'online, è cresciuta dal 39,5% del 2011 al 47,5% del 2019, al 50,9% del 2020, fino al 54,1% tra gennaio e marzo 2021. «Questo è un bene. L'online è venuto incontro alle esigenze di tutti quei piccoli e medi editori che nel commercio in rete trovano l'occasione per una grande visibilità delle loro produzioni e per una crescita delle quote di mercato complessive».

Interrogato sulla riduzione dello sconto dal 15 al 5%, che non avrebbe avuto sulle vendite gli effetti temuti dagli editori, Levi parla però di una possibile «eterogenesi dei fini. Il taglio dello sconto era stato pensato per togliere un vantaggio ai grandi operatori del commercio online che contando su spalle robuste applicavano su tutti gli acquisti lo sconto del 15 per cento. I dati indicano che così non è stato. I grandi operatori dell’online hanno venduto ancora più di prima beneficiando interamente della riduzione dello sconto, cosa che non è stato possibile agli altri punti di vendita che già applicavano alla propria clientela sconti molto più bassi».

In conclusione Levi ci tiene a ripetere che gli editori «sono impegnati nella tutela e nel sostegno della lettura e delle librerie, che sono un elemento essenziale di tutto il sistema. Questo ruolo sociale è stato riconosciuto durante la pandemia consentendo ai librai di rimanere aperti quando tutti gli altri esercizi erano chiusi. È un’attenzione che va mantenuta».

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