Sale in zucca

Licenziamenti, autunno denso di incognite

Secondo i dati dell’Inps, con lo sblocco del divieto governativo, potrebbero esserci 330 mila licenziamenti. Un vero terremoto

di Giancarlo Mazzuca

Lavoro, Zignani (Uil Emilia Romagna): "Qui tanti licenziamenti individuali, procedura da attenzionare"

2' di lettura

E per fortuna che c’è l’Europa… Per certi versi, l’autunno 2021 è ancor più denso di incognite – ma noi tocchiamo ferro – di quello dell’anno scorso per una ragione molto semplice: varianti del contagio a parte, finisce il blocco dei licenziamenti ed il mondo del lavoro viene investito da una valanga di esodi forzosi. Secondo i dati dell’Inps, con lo sblocco del divieto governativo, potrebbero esserci 330 mila licenziamenti. Un vero terremoto: è come se una città tipo Bologna da un giorno all’altro si svuotasse quasi completamente e la bella canzone di Cesare Cremonini («Ma come è bello andare in giro per i colli bolognesi») venisse così azzerata.

Non possiamo quindi fare finta di nulla perché, a prescindere da qualsiasi ritorno di fiamma del Covid, si sta addensando sulle nostre teste una tempesta economica senza precedenti.  È quindi assolutamente necessario che il governo Draghi sia davvero pronto ad affrontare la nuova emergenza. Ecco perché, oggi più che mai, dobbiamo legarci mani e piedi all’Europa: solo Bruxelles, con i finanziamenti del Recovery Plan, potrà aiutarci a “passare la nottata”. 

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Fondamentale la ripartizione dei fondi europei

Per questo motivo dobbiamo cercare di essere doppiamente attenti nella ripartizione dei soldi europei: invece che monopattini & C., sarebbe opportuno verificare meglio un dettagliato piano di aiuti per quelle imprese che saranno in grado di evitare licenziamenti in massa così come dovremmo riesaminare tutti i piani d’aiuto per i  nuovi disoccupati che, dopo la pandemia, dovranno fronteggiare la perdita del posto di lavoro. Sarà questo il vero banco di prova per il premier Draghi: solo se «SuperMario» riuscirà a superare quest’esame difficilissimo, l’Italia sarà in grado di voltare definitivamente pagina. 

I “numeri” forniti dall’Inps sollevano anche qualche interrogativo. Ci chiediamo, in particolare, come è possibile che il numero dei senza lavoro post- Covid sia così elevato considerando che, come abbiamo avuto modo di constatare di persona  (solo un’impressione?), in diverse aziende  stiano ora mancando  all’appello tanti vecchi dipendenti che hanno dato “forfait”.  È il caso, ad esempio, dell’industria turistica: se  vai,  in questi giorni, in alcune  località balneari dell’alto Adriatico troverai diversi  gestori di alberghi e ristoranti che ti dicono di essere a corto di personale e di non trovarlo sul mercato. Cosa è successo?  Ecco, dobbiamo chiarire anche questi dubbi mentre stiamo percorrendo la strada del (faticoso) ritorno alla normalità. Tanti problemi sul tappeto prima di rivedere l’arcobaleno dopo la grande tempesta.

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