Infrastrutture

Liguria, in arrivo da Rfi 1,3 miliardi aggiuntivi per le opere ferroviarie

Parte delle risorse serviranno a coprire gli extracosti del nodo di Genova e del Terzo valico. La Regione: «Progetti essenziali per la crescita»

di Marco Morino

(pergo70 - stock.adobe.com)

3' di lettura

Per la Liguria si annuncia una robusta cura del ferro. Parliamo di 1 miliardo e 315 milioni di euro in più per potenziare le infrastrutture ferroviarie liguri. È quanto approvato a fine luglio dal Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (Cipess, l’organismo che ha preso il posto del Cipe) nell’aggiornamento del contratto di programma 2017-2021 di Rfi (Rete ferroviaria italiana, società del gruppo Fs). «Un grande risultato per la Liguria - commenta l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Liguria, Andrea Benveduti - che servirà per larga parte a coprire gli extracosti di opere, quali il Terzo valico e il nodo di Genova, essenziali per la crescita economica e sociale della nostra regione». L’intervento sul nodo ferroviario di Genova prevede l’integrazione delle linee esistenti con i nuovi binari, l’adeguamento e il potenziamento delle strutture, con la finalità di separare la circolazione dei treni a lunga percorrenza da quelli a carattere regionale e metropolitano. In sostanza, realizzare il nodo ferroviario significherà mettere in piedi una corsia preferenziale su ferro per le merci che dal porto di Genova prenderanno la strada dell’Europa, proprio sui binari dell’alta velocità ferroviaria del Terzo valico. Presenti nel documento di Rfi anche il Parco del Campasso, la copertura dell’intervento di velocizzazione della Milano-Genova e l’ammodernamento del parco ferroviario di Vado Ligure. Prosegue l’assessore: «Abbiamo chiesto al ministero garanzie per l’inserimento, nel prossimo contratto di programma 2022-2026, di interventi estremamente rilevanti per l’area logistica del Nord Ovest, come il raddoppio della linea Finale-Andora, i quadruplicamenti Milano-Pavia e Tortona-Voghera e il raddoppio della Parma-La Spezia».

I quadruplicamenti di cui parla l’assessore riguardano la prosecuzione verso Milano e la Svizzera della linea ad alta velocità del Terzo valico, basata sulla maxi galleria in costruzione tra Genova e Novi Ligure, che rappresenta la prosecuzione sul versante italiano del corridoio Reno-Alpi. Il tratto Tortona-Milano potrebbe costituire un collo di bottiglia per la futura circolazione ferroviaria. Come pure il collegamento tra il porto di Genova e l’imbocco del Terzo valico, con problemi di pendenze che dovranno essere risolti nel frattempo. Intanto i lavori di scavo delle gallerie sono a buon punto: l’avanzamento dei cantieri è pari a circa il 55% del totale. Un campanello d’allarme è suonato a fine agosto dopo che il Consorzio Tunnel Giovi (Ctg), formato dalle imprese Pizzarotti al 70% e Collini al 30%, ha fermato i cantieri di sua competenza (due gallerie, una in costruzione sul versante ligure e l’altra in provincia di Alessandria) e collocato in cassa integrazione circa 300 lavoratori per almeno 13 settimane, ovvero tre mesi abbondanti. In gioco ci sono circa 100 milioni di extra costi. Il contenzioso è su chi debba accollarsi il rilevante importo. Il rischio ora è che possano esserci ripercussioni anche sui cantieri principali. Il commissario straordinario del Terzo Valico Calogero Mauceri è al lavoro per risolvere il contenzioso, mentre il governo vigila perché su quest’opera «non ci si può consentire alcun ritardo». Anche il piano commerciale di Rfi, aggiornato alla luce del Pnrr con l’edizione di agosto 2021, chiarisce gli investimenti su Genova. È prevista, tra i vari interventi, la realizzazione di una nuova stazione denominata Genova Marittima Fuori Muro, in corrispondenza dell’attuale parco di Fuori Muro. Per tutti questi progetti, o almeno la prima fase, l’orizzonte temporale è il 2026, come prevede il Pnrr.

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I lavori del Terzo valico, il potenziamento del nodo urbano di Genova e il conseguente sviluppo del porto consentiranno al territorio di essere sempre più collegato all’Europa, fino al Mare del Nord. Il biennio 2024-2026 è il traguardo che imprese, istituzioni e Gruppo Fs hanno fissato per concludere i lavori e lanciare i nuovi treni veloci. Ritardi permettendo.

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