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Liguria e Valle d’Aosta trainano l’export

2' di lettura

Gli shock esogeni alimentati da avvenimenti come la pandemia e il conflitto bellico tra Russia e Ucraina stanno avendo significative ripercussioni sul commercio estero. Pertanto, può risultare di particolare interesse verificare il recente andamento dei flussi di merci da e verso l’estero che caratterizza il nostro paese. Osservando, in particolare, la situazione del nord-ovest (ovvero il territorio che comprende Valle d’Aosta, Piemonte e Liguria), nel primo trimestre del 2022 si registra un valore delle esportazioni di circa 16 miliardi di euro, l’11% del valore totale dell’export italiano. Rispetto al primo trimestre del 2021, la crescita delle esportazioni è stata del +21,7%, leggermente inferiore rispetto a quella osservata a livello nazionale (+22,9%). A guidare la crescita troviamo, in particolare, le regioni Valle d’Aosta (+47,2%) e Liguria (+48,3%). Risulta, invece, relativamente meno significativo l’incremento registrato in Piemonte (+17,8%). Tenuto conto di come il valore delle importazioni nel primo trimestre 2022 sia di circa 14,2 miliardi, il nord-ovest registra un surplus della bilancia commerciale di +1,8 miliardi; un dato inferiore rispetto al surplus di +2,7 miliardi registrato nel 2021 ma in controtendenza con quello nazionale che registra un deficit di -7,1 miliardi (nel primo trimestre del 2021 l’Italia aveva registrato un saldo positivo di +11,5 miliardi). Osservando il dato regionale, emerge come sia Piemonte che Valle d’Aosta registrino un surplus della bilancia commerciale (rispettivamente di +2,9 miliardi e di +100,1 milioni), mentre risulta in deficit il saldo della Liguria (-1,2 miliardi).

Volgendo lo sguardo a una delle filiere caratteristiche del territorio, ovvero quella delle macchine di impiego generale, nel primo trimestre del 2022 si osserva una crescita del valore delle esportazioni (+16,3%) inferiore a quella nazionale (+22,6%). Tali esportazioni hanno avuto un incremento in tutte le regioni del nord-ovest, con Valle d’Aosta e Piemonte che mostrano una crescita superiore alla media nazionale (rispettivamente del +70,3% e del 38,4%).

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La filiera “Power, Oil & Gas” è certamente una delle più esposte agli effetti della guerra russo-ucraina. Analizzando le importazioni del Nord ovest di petrolio greggio, gas naturale ed energia elettrica, il valore risulta più che raddoppiato, passando dai 539,1 milioni circa del primo trimestre del 2021 agli 1,2 miliardi circa del medesimo trimestre del 2022. Tale significativo incremento, che prevedibilmente si osserva anche nelle altre macroregioni, potrebbe essere spiegato più dalle variazioni del costo unitario di tali prodotti che dalle variazioni al rialzo dei volumi. Le tensioni geopolitiche, infatti, stanno alimentando una preoccupante spirale inflazionistica che avrà conseguenze significative sulle condizioni di vita dei cittadini.

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