Farmaceutica

Lilly Italia festeggia i 60 anni con un fatturato di 2,1 miliardi

Crescita dei ricavi del 55% grazie al balco delle esportazioni

di Silvia Pieraccini


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2' di lettura

Nell’ultimo decennio ha spinto forte sull’acceleratore dello sviluppo, e intende continuare a farlo. Lilly Italia - affiliata della multinazionale Usa che ha quartier generale e fabbrica a Sesto Fiorentino (Firenze), specializzata nei farmaci per il diabete - sta dando un apporto strategico alla crescita e agli investimenti dell’industria tricolore del pharma, e ora festeggia 60 anni di attività con risultati record e nuovi progetti che puntano ad aumentare la capacità produttiva.

Fatturato da 1,4 miliardi di euro a oltre 2,1 miliardi

I traguardi raggiunti sono stati celebrati a Sesto Fiorentino con una torta a forma di numero 60 e un convegno in cui esperti e manager hanno parlato del futuro dell'industria farmaceutica e di quello dell'azienda: «Vogliamo continuare a crescere – ha detto la presidente e amministratore delegato di Lilly Italia Hub, Huzur Devletsah – allargando il campo d'azione a nuove patologie e nuovi farmaci. E vogliamo creare rapporti sempre più forti con gli enti pubblici e col territorio».
Il 2018 è stato un altro anno d’oro per Lilly Italia, che ha visto schizzare il fatturato da 1,4 miliardi di euro a oltre 2,1 miliardi (+55%, dopo il +60% messo a segno nel 2017), per il 98% realizzato all'export: nella fabbrica toscana è aumentata sia la produzione di insulina (salita a 180 milioni di cartucce) che l’assemblaggio degli auto-iniettori di dulaglutide (più di 40 milioni), destinati a pazienti affetti da diabete di “tipo 2”. Entro l'anno, grazie a ulteriori 65 milioni di investimenti (in corso), entrerà in funzione una linea per riempire le siringhe di dulaglutide, ospitata in un edificio appena costruito. Gli investimenti realizzati da Lilly in Italia negli ultimi 15 anni saliranno così a 560 milioni.

Altri 100 milioni di investimenti e 100 posti di lavoro

Tutto questo in attesa della “grande” espansione che partirà a fine 2021: altri 100 milioni di investimenti e 100 posti di lavoro (oggi sono 1.100) per un nuovo centro produttivo da costruire al posto del liceo statale che confina col campus Lilly, che sarà spostato. Il trasloco della scuola è una complessa operazione urbanistico-immobiliare che coinvolge Regione Toscana, Città metropolitana di Firenze, Comuni di Sesto Fiorentino e di Campi Bisenzio e Università di Firenze, e che per adesso segna qualche mese di ritardo rispetto ai tempi indicati nell’accordo di programma firmato nell’ottobre 2017. «La sfida è quella di trasformare il sito di Sesto da produttore di insulina a polo di produzione biotech – afferma Cristiano Demolli, direttore dello stabilimento –. Adesso, grazie alla piattaforma industriale che abbiamo creato e che è compatibile con altri prodotti iniettabili, vogliamo guardare anche fuori dal campo del diabete». Il 2019 sarà un altro anno di crescita a due cifre: «Aumenteremo di almeno il 20-25% la produzione di dulaglutide – aggiunge Demolli - e confermeremo i livelli produttivi di insulina. La nostra forza è la capacità di innovazione e l’ostinazione nel raggiungere gli obiettivi che la casa madre ci dà: per questo siamo ancora qui a investire in Italia».

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