Reti e 5g

Linkem: «Prudenza su rete unica, non vanificare i vantaggi della concorrenza»

L'intervista all'amministratore delegato Davide Rota

di Simona Rossitto

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Davide Rota, amministratore delegato di Linkem

L'intervista all'amministratore delegato Davide Rota


4' di lettura

Investimenti sul 5G «in linea rispetto all'adeguamento e allo sviluppo della rete», apertura «a stringere partnership con tutti i player con cui sia possibile collaborare», e, nel frattempo, maggiore innovazione nell'organizzazione interna «per mettere a frutto gli insegnamenti tratti dall'esperienza del Covid-19». A fare il punto sui piani di Linkem è l'amministratore delegato e fondatore Davide Rota. Quanto alle polemiche sul 5G, il ceo della società si dice favorevole all'innalzamento dei limiti elettromagnetici italiani e afferma che i cittadini dovrebbero essere correttamente informati rispetto alle evidenze scientifiche sugli effetti delle radio frequenze senza lasciare spazio a fake news. L'ipotesi della rete unica tra Tim e Open Fiber? Occorre, spiega nell'intervista a DigitEconomy.24 (report di Radiocor e Luiss Business School) «analizzare la situazione con razionalità e prudenza per evitare di vanificare i vantaggi della concorrenza».

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Nei mesi scorsi avete confermato, nonostante la pandemia, gli investimenti. A che punto sono i piani sul 5G?


L'emergenza Covid-19 ha determinato una significativa anticipazione e accelerazione degli investimenti previsti nel biennio 2020-21 al fine di garantire la continuità e le prestazioni del servizio per famiglie e imprese a fronte dell'eccezionale incremento del traffico registrato durante il lockdown, ma anche successivamente. L'abitudine di consumo giornaliero di Giga, infatti, si è attestata su livelli significativamente superiori a quelli registrati in media prima dell'inizio della pandemia. Abbiamo messo in atto straordinari sforzi finanziari e organizzativi per continuare a garantire l'attivazione del servizio in tempi rapidissimi e la flessibilità tipica della tecnologia Fwa (Fixed wireless access) per servire famiglie, imprese, strutture pubbliche e ospedaliere nel pieno dell'emergenza sanitaria. Ma tutto ciò non ci ha distolto dall'avanzamento del nostro programma 5G, al contrario. Siamo in linea rispetto all'adeguamento e allo sviluppo della rete, continuiamo a supportare le startup in cui abbiamo investito per lo sviluppo dei verticali 5G e abbiamo realizzato un nuovo investimento da 300mila euro in Wiseair, che sta innovando il settore cleantech. Sul versante delle grandi imprese, abbiamo confermato la nostra strategia orientata alle partnership siglando di recente un accordo con Nokia per lo sviluppo di servizi a valore aggiunto in ambito Industria 4.0. Allo stesso tempo stiamo lavorando internamente per fare in modo che la nostra organizzazione sia ulteriormente innovata a tutti i livelli per mettere a frutto gli insegnamenti tratti dall'esperienza del Covid-19.


Qual è il vostro punto di vista sugli sviluppi della tecnologia Fwa nella prospettiva della riduzione del digital divide e dello sviluppo del 5G?


È oramai chiaro che il Fwa ha un ruolo sempre più centrale nella trasformazione digitale dell'Italia, tanto che anche gli altri grandi operatori hanno annunciato iniziative che fanno leva su questa tecnologia. Per noi, i primi a scommettere sul potenziale infrastrutturale del fixed wireless, non si tratta che di una riprova. Negli ultimi 20 anni abbiamo raccolto mezzo miliardo di capitali stranieri e investito quasi un miliardo di euro per realizzare il nostro progetto. Linkem ha di fatto stimolato la concorrenza infrastrutturale basata su tecnologie wireless di frontiera e oggi conta oltre 700 mila clienti su 1,3 milioni di clienti totali di servizi Fwa. La nostra rete ultrabroadband, basata sull'uso esclusivo di frequenze licenziate nella golden band per lo sviluppo del 5G, fornisce alte prestazioni in termini di connettività per famiglie e imprese e abilita lo sviluppo di servizi Iot e smart city. Grazie alla complementarietà con la fibra, il Fwa presenta enormi potenzialità anche per servire le aree in divario digitale, in tempi più veloci e con minori costi. In questa prospettiva sarà indispensabile ottimizzare i progetti esistenti e sfruttare le possibili sinergie tra operatori, soprattutto nelle aree dove è più difficile operare in modo profittevole e dove sono già previsti aiuti pubblici.


Il piano Colao contiene indicazioni per accelerare lo sviluppo della banda ultra-larga e del 5G e suggerisce di innalzare i limiti elettromagnetici. Qual è la vostra posizione?


La sfida della digitalizzazione non può più essere rinviata, l'emergenza Covid-19 lo ha messo drammaticamente in evidenza. Anche se molti passi avanti sono stati fatti, l'Italia non può permettersi di continuare a scontare ostacoli burocratici e frammentazione normativa e amministrativa. È arrivato il momento di affrontare il tema della semplificazione in senso olistico per evitare di perdere il vantaggio guadagnato a livello europeo nello sviluppo delle reti di nuova generazione. Il tema dei limiti elettromagnetici va affrontato con estrema lucidità. I cittadini devono essere correttamente informati rispetto alle evidenze scientifiche raccolte in oltre 30 anni di osservazione degli effetti delle radio frequenze sulla salute umana e non deve essere lasciato spazio alle fake news. L'adeguamento dei limiti elettromagnetici, salvaguardando i principi di precauzione e prudenza, come da sempre avviene nel nostro Paese e a livello europeo, è utile al pieno sviluppo della tecnologia 5G e del dispiegamento dei servizi innovativi di cui beneficeranno cittadini e imprese.


Avete in progetto nuovi accordi di collaborazione con altri operatori?


Le partnership in questo settore contano molto e Linkem è da sempre pronta a cogliere le occasioni per sviluppare utili sinergie. Ne abbiamo creata una estremamente importante con Fastweb per portare connettività 5G Fwa fino a 1 Giga in oltre 8 milioni di case, ma abbiamo stretto accordi anche con Open Fiber e Infratel per testare la nostra tecnologia. La nostra filosofia è quella di massimizzare il potenziale dei nostri asset e del know how che abbiamo sviluppato in 20 anni di attività, per questo siamo aperti a stringere partnership con tutti i player con cui sia possibile sviluppare collaborazioni.

Che cosa ne pensate della possibilità di realizzare una rete unica, aiuterebbe a infrastrutturare il Paese in maniera più veloce?

Crediamo che per cogliere le opportunità di accelerare l'infrastrutturazione del Paese e la disponibilità di servizi ultrabroadband sia necessario far leva sui progetti già realizzati e su quelli in fase di pianificazione, ad oggi molto più avanzati di quando si è iniziato a discutere di rete unica. Serve analizzare la situazione con razionalità e prudenza per evitare di vanificare i vantaggi della concorrenza.

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