spirito creativo

Lino vintage per le ceste dal sapore «provenzale» della Maison en pierre

Ristrutturando una casa nel Luberon, Anna Covelli scopre tessuti storici con cui realizzare una collezione di borse apprezzate anche dalla stilista Marta Ferri

di Paola Dezza

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Ristrutturando una casa nel Luberon, Anna Covelli scopre tessuti storici con cui realizzare una collezione di borse apprezzate anche dalla stilista Marta Ferri


2' di lettura

Una storia che nasce dall’acquisto di una casa storica nella regione del Luberon e che riesce a dare vita a un’attività imprenditoriale.
La dimora è un’antica abitazione in pietra immersa nella natura provenzale che ha richiesto tre anni di lavori di ristrutturazione. Tre anni in cui la proprietaria Anna Covelli insieme al marito Stefano ha conosciuto la zona, frequentato i mercati di antiquariato così diffusi nei villaggi in Francia, apprezzato la campagna.

È qui che è avvenuta la scoperta di un lino vintage che Anna ha iniziato a utilizzare per declinare borse nelle più svariate forme e dimensioni. Borse per fare shopping o per la spesa, ispirate alla vita provenzale. L’idea di Anna nasce dallo stile di vita che l’ha conquistata in Provenza, tra pic nic nei campi di lavanda, la spesa in “boulangerie” e le incursioni nei mercati di antiquariato.

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La dimora è meta di lunghi periodi, così è stato per il passato lockdown per la pandemia da Covid-19. La zona offre paesaggi unici, privacy, poca vita mondana ma rapporti autentici. Per capire il contesto la tenuta dei vicini è stata la dimora del film “Un’ottima annata” con Russell Crowe. «Si tratta della Provenza meno esplorata - racconta Anna -, che è anche la zona meno inquinata d’Europa». Il rifugio perfetto dopo dieci anni passati a Londra, dove nella City, Anna si è occupata di comunicazione esterna per banche e grandi studi legali.

Ma la passione per la moda e un corso di giornalismo di moda alla St Martins hanno aperto la strada alla attuale attività.

«L’amore per i tessuti vintage è una costante della mia vita - dice -, ne colleziono da anni, trovati in Italia, Inghilterra e adesso Francia. Amo poi recuperare tessuti, per cui gli di produzione vengono utilizzati per gli interni».

Alla base di tutto c’è un lino vintage costoso e raro, del quale si riutilizza anche lo scarto minimo della produzione. Questo rende ogni borsa unica. «Al tempo stesso - racconta - riduciamo ai minimi lo scarto di materiale, producendo borse di dimensioni e forme differenti». Si tratta dunque di un prodotto sostenibile, anche perché senza tempo, nato per restare molti anni nell’armadio di chi lo acquista.

La stilista Marta Ferri e Linda Wright sono due amanti del marchio. La clientela spazia dalle Hawaii alla Finlandia, dall'Australia a Israele e Giappone. Clienti singoli, ma anche concept store.

«La vendita avviene online al momento - conclude -, ma in futuro non escludo di aprire qualche centro legato al territorio, magari a Saint Rhemy».


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