Verso il cdm

Dl liquidità, Gualtieri: prestiti al 100% fino a 800mila euro. Tensioni nella maggioranza

Nel governo è corsa contro il tempo per arrivare al Cdm già domenica sera. Ma il dl liquidità non è pronto ed è possibile che la riunione slitti a lunedì

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Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri (Ansa)

Nel governo è corsa contro il tempo per arrivare al Cdm già domenica sera. Ma il dl liquidità non è pronto ed è possibile che la riunione slitti a lunedì


2' di lettura

«Stiamo finalizzando il decreto sulla liquidità. Garantiremo prestiti fino a 800mila euro al 100% e aumenteremo le garanzie al 90% per 200 miliardi di prestiti fino al 25% di fatturato delle imprese di tutte le dimensioni». E'
quanto ha affermato il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri al Tg1, confermando il lavorio di queste ore dentro alla formazione di governo su almeno tre fronti: il dl liquidità, il decreto scuola, l'estensione del golden power annunciata da Riccardo Fr accaro.

La strada, però, resta in salita. E se da un lato il governo sembra imboccare la via di un pur non facile dialogo con le opposizioni, lo spettro di nuove
tensioni, anche nella maggioranza, si affaccia sull'ipotesi di una task force sulle riaperture. Con, sullo sfondo, quell'Eurogruppo di martedì dove è tutt'altro che scongiurata la possibilità che sul tavolo finisca l'utilizzo del Mes. E il M5S già fibrilla.

Verso il Cdm: le tensioni nella maggioranza
Nel governo è insomma partita la corsa contro il tempo per arrivare al Cdm già domenica sera. Ma il dl liquidità non è pronto ed è possibile quindi che la riunione slitti a lunedì. E' su questo decreto che persistono ancora spigolature tecniche e politiche. Innanzitutto sull'entità della garanzia statale per i prestiti bancari alle aziende. Iv chiede una garanzia al 100%, trovando sulla stessa linea anche il M5S. Ma il titolare del Mef Gualtieri, come anticipato, frena: “la garanzia sarà al “100% per i prestiti fino a 800mila e aumenteremo al 90% per i prestiti fino al 25% del fatturato”. La differenza è sensibile. Una garanzia al 90% non esonera le banche dalle procedure di verifica delle solvibilità tipiche dell'erogazione dei prestiti, rischiando di ritardare l'erogazione della liquidità.

Altro tema aperto è come garantire i prestiti. Il M5S spinge perché le garanzie arrivino attraverso Cassa Depositi e Prestiti. Ma nel Mef si è fatta spazio l'idea di usare Sace, controllata Cdp che, a quel punto, verrebbe trasferita direttamente sotto l'egida di via XX settembre. Idea che, al Movimento, proprio non piace.

Il negoziato con l’opposizione su Golden power e Mes
Parallelamente avanza il dialogo tra governo e opposizioni. Un doppio incontro - sabato 4 aprile il primo, domenica 5 aprile il secondo, anche con Gualtieri - tra il ministro Federico D’Incà e i capigruppo di Fi, Lega e Fdi servirà a fare il punto sulle loro proposte: alcune potrebbero essere assorbite come emendamenti al Cura Italia, altre dirottate al dl liquidità e al decreto aprile. E il governo va incontro alle richieste delle opposizioni sul golden power: Fraccaro ne annuncia infatti l'estensione, anche per iniziative provenienti dall'Ue e impone la comunicazione anche per le Pmi.

Intanto, nella maggioranza, si guarda sempre con preoccupazione all'Europa: l'idea di un “Mes light” non convince Conte e spaventa il M5S. Ma potrebbe essere il “cavallo di Troia” per ottenere almeno per finalità specifiche, quei bond comunitari che restano la stella polare del governo.

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