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Liste Pd, non c’è De Vincenti. Calenda: spero in un ravvedimento. Renzi: sfido Di Maio e Salvini in tv

di Vittorio Nuti


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5' di lettura

Per la lista ufficiale dei candidati dem approvata dall'ultima Direzione (117 sì, 1 no e nessun astenuto; la minoranza non ha partecipato al voto in dissenso) bisognerà attendere, dal momento che le regole interne prevedono 24 ore di tempo per eventuali ricorsi (i nomi dovranno essere ufficializzati entro lunedì 29 gennaio con il deposito delle firme dei candidati). Ma è già possibile farsi una prima idea dei nomi che gli elettori troveranno sulla scheda, tra renziani di ferro (in prevalenza), debutti assoluti espressione della “società civile” e politici di lunga data. Tra i rappresentanti del Governo in lista non mancano le esclusioni eccellenti, a partire dal ministro della Coesione territoriale De Vincenti.

Renzi: «Pd in grandissimo spolvero. Sfido Di Maio e Salvini in tv»
Ad annunciare molti nomi lo stesso Matteo Renzi: il segretario del Pd ha illustrato candidature e strategie in vista delle elezioni del 4 marzo prossimo. Una conferenza stampa, quella del segretario dem in serata, in cui ha replicato alle critiche delle ultime ore. «Siamo convinti di aver messo in lista la miglior squadra per vincere», ha detto il segretario del Pd, presentando le liste dei candidati dem. Chiedo uno straordinario sforzo al Pd e di mettere da parte le polemiche: finalmente c'e' la campagna elettorale». Renzi ha smentito l’esistenza di un vertice con il ministro Orlando e ha poi rilanciato la sfida a Di Maio e Salvini nei duelli tv: «Sto ancora aspettando chi voleva fare i duelli in tv - ha detto -. Se Di Maio ha tempo siamo pronti al confronto su tutto. Il capo politico della Lega si chiama Salvini, aveva detto che si presentava nel mio collegio, ancora sto aspettando. Lo aspetto in tv, lo stesso per Berlusconi. Dico
a lui, se ha voglia di togliersi lo sfizio, gli ricordiamo che lui, non io, ha firmato il Trattato di Dublino.

La pattuglia dei ministri
Come principale partito della maggioranza che ha governato nella XVIIesima legislatura, il Pd era praticamente obbligato a schierare gran parte dell'attuale Governo Gentiloni, per coerenza e per sfruttare la visibilità dei singoli ministri e l'appeal del premier. Ecco spiegata la candidatura di Paolo Gentiloni che correrà nell'uninominale nel collegio Roma 1 e nel plurinominale nelle Marche e in Sicilia. Via libera anche al ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, che domani a Rapolano Terme ha in programma la sua prima uscita pubblica da candidato al collegio uninominale di Siena. Il ministro dell'Interno Marco Minniti è in corsa a Pesaro e Urbino, nelle Marche, per provare a rilanciare il Pd in una regione non più blindata, oltre ad essere capolista al Senato del proporzionale a Salerno, mentre il Guardasigilli Andrea Orlando si metterà alla prova nel collegio uninominale della “sua” La Spezia.

La centrista Lorenzin dirottata a Modena
Roberta Pinotti, ministra della Difesa, sarà candidata al plurinominale del Senato a Genova, in Liguria. La lista dei candidati “ministeriali” prosegue con Graziano Delrio (Infrastrutture) a Reggio Emilia; Dario Franceschini (Cultura) a Venezia; Maurizio Martina (Agricoltura) a Milano; Marianna Madia (Pa) a Roma, nel collegio 2; Valeria Fedeli (Istruzione) in Toscana, nel collegio di Pisa, e Beatrice Lorenzin (Sanità) candidata “blindata” da Renzi nell'uninominale nella circoscrizione di Modena (alla vigilia era data per certa in Toscana) anche se esponente della formazione centrista Civica Popolare. Candidatura confermata per la renziana sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi: correrà nel collegio sicuro di Bolzano.

No a De Vincenti, Calenda: spero in ravvedimento operoso
Escluso a sorpresa invece il l ministro per la Coesione e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti, il cui nome non compare tra i candidati dem. Una scelta che ha suscitato la reazione amareggiata di Carlo Calenda (Sviluppo Economico) che non ha voluto candidarsi ma sarà in campo nella campagna elettorale. «Qual è il senso di non candidare gente seria e preparata, protagonista di tante battaglie importanti come De Vincenti, Nesi, Rughetti, Tinagli, Realacci, Manconi. Spero che nelle prossime ore ci sia un ravvedimento operoso. Farsi del male da soli sarebbe incomprensibile», si legge in un tweet firmato dal ministro a commento delle liste Pd. Fuori, ma per scelta annunciata, anche Angelino Alfano (Esteri), Gianluca Galletti (Ambiente), Anna Finocchiaro (Rapporti con l Parlamento), Giuliano Poletti (Lavoro).

Alle perplessità Calenda ha replicato Matteo Renzi: «Quando vai a chiudere un elenco con meno spazi di prima c'è amarezza e dispiacere. Ma è fisiologico e umano il ricambio delle persone. Vedremo cosa fare in caso di rinunce».

Conferme ed esclusioni
Detto del capocorrente Andrea Orlando, gli “orlandiani” in lista non saranno molti. Tra i parlamentari confermati troviamo Cesare Damiano (presidente della commissione Lavoro di Montecitorio) Barbara Pollastrini e Gianni Cuperlo, mentre restano fuori il coordinatore di Dem Andrea Martella, Il socialista Marco Di Lello e Annamaria Carloni, la moglie di Antonio Bassolino. Fuori anche l'ex presidente della Regione Rosario Crocetta, a capo del movimento del “Megafono”. Niente da fare anche per Giusi Nicolini, ex sindaco di Lampedusa ed emblema dell'accoglienza ai migranti, e Sergio Lo Giudice, già presidente nazionale dell'Arcigay. Nella notte, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano a capo di una delle minoranze interne ai dem riesce a spuntare un posto in lista per il presidente uscente della commissione Bilancio Francesco Boccia. Via libera anche all'ex ministro Giuseppe Fioroni, schierato nel collegio uninominale della Camera a Viterbo.

New entry acchiappavoti
Quelle del 4 marzo, a dare una scorsa ai sondaggi, non saranno elezioni semplici per i dem, che giocano quindi la carta dei “volti nuovi” e delle personalità note - per varie ragioni e in campi diversi - per convincere gli elettori a barrare le liste Pd. Ecco quindi spiegato il nome di Piero De Luca, figlio del Governatore della Campania Vincenzo, come capolista per la Camera nell'uninominale a Salerno e nel proporzionale nel Collegio Campania 2. Il fedelissimo di Vincenzo De Luca, Franco Alfieri, che fu al centro del caso 'fritture' da offrire agli elettori nella campagna per il referendum, è invece candidato nel maggioritario nel collegio di Agropoli, città di cui è stato sindaco. In Campania sarà candidato anche Giuseppe De Mita, nipote di Ciriaco. In corsa poi il capogruppo dei Socialisti e democratici Gianni Pittella, campione di voti nella sua Basilicata, mentre Riccardo Illy, ex presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, sarà candidato al Senato, uninominale, a Trieste: «Mi metto al servizio, da indipendente, in un momento impegnativo in cui registriamo una crescita economica e una difficoltà per la politica», ha spiegato sciogliendo questa mattina la riserva sulla sua candidatura.

Renziani e società civile
Renzi porterà con sé in Parlamento una squadra di quarantenni composta dall'economista di Harvard Tommaso Nannicini (già nello staff di palazzo Chigi), dall'intellettuale Giuliano Da Empoli, e dal giornalista Tommaso Cerno, che lascia la condirezione di Repubblica. In corsa anche il responsabile organizzazione del partito Andrea Rossi e il sindaco di Imola Daniele Manca. Torna in Parlamento il costituzionalista Stefano Ceccanti e tra le new entry c'è il portavoce di Gentiloni (e già di Renzi), Filippo Sensi. Tra i confermati per la Camera (collegio uninominale di Firenze) il responsabile Giustizia del Pd David Ermini, il senatore Andrea Marcucci (a capo della commissione Cultura a palazzo Madama) e la sorpresa Roberto Giachetti (ex radicale, vicepresidente di Montecitorio), che correrà solo nel collegio uninominali della Camera di Sesto Fiorentino. In quota società civile ci saranno poi il pediatra Paolo Siani a Napoli; l'ex segretaria dello Spi-Cgil Carla Cantone; Beppe Vacca, presidente dell'Istituto Gramsci; la scienziata Anna Grassellino; l'avvocatessa sfregiata dall'acido Lucia Annibali che correrà a Parma; l'avvocatessa milanese disabile Lisa Noja. Il lista tre professori: il rettore di Messina Pietro Navarra, l'ex rettore di Camerino Flavio Corradini e il rettore di Udine Alberto Felice De Toni. In bilico fino all'ultimo, per poi essere esclusi, nomi di spicco dell'area Renzi come Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente della Camera, e l'economista Yoram Gutgeld.

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