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Torna la fiducia, banche e lusso trainano l'Europa. Settimana sprint per Milano (+2,4%) e Parigi

Risultati sopra le stime per Jp Morgan, Wells Fargo e Citi: volano i titoli, ma Wall Street è fiacca. I listini scommettono anche su banche centrali meno aggressive. L'oro si mantiene vicino ai massimi da un anno. Spread a 185 punti

di Stefania Arcudi ed Eleonora Micheli

Aggiornato alle 22.10

La Borsa, gli indici del 14 aprile 2023

5' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Dopo il ponte di Pasqua, le Borse europee hanno archiviato una settimana ‘corta’ positiva, beneficiando del buon umore creato dai dati incoraggianti sull’inflazione americana, che a marzo ha frenato il passo al 5%, oltre le attese degli analisti.

Sullo sfondo, però, rimane lo spettro di una possibile lieve recessione negli Stati Uniti, come indicato nelle minute della Federal Reserve, che quindi dovrebbe calibrare con cautela le prossime mosse di politica monetaria.

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Anche il Fondo Monetario Internazionale ha ammonito che nel medio periodo il pil mondiale potrebbe salire solamente del 3%, al passo più lento dagli anni Novanta. Queste indicazioni, comunque, non hanno frenato il buon andamento degli indici europei, che per altro hanno beneficiato dei numeri di vendita sopra le attese pubblicati dalle francesi Lvmh ed Hermes per il primo trimestre 2023, e dai conti delle americane Wells Fargo e Jp Morgan, superiori al consensus.

Conti che hanno rassicurato gli investitori sulla tenuta del sistema bancario, messo sotto pressione dai recenti crack degli istituti Usa e dalla crisi di Credit Suisse. Milano e Parigi sono state le piazze migliori, trascinate in alto rispettivamente dalle banche e dai titoli del lusso: in quattro sedute il Ftse Mib è salito del 2,4% (venerdì ha guadagnato lo 0,89% ed è stato il migliore del Vecchio Continente), mentre il Cac40 del 2,7%. Francoforte ha guadagnato l’1,3%, Madrid lo 0,5%, Londra l’1,7%. Con i guadagni delle ultime sedute, Piazza Affari è la prima in classifica per guadagni da inizio anno, pari al 17,6%, seguita da Parigi (+16,2%). I due listini si distaccano da quello di Madrid (+13,8%) e Francoforte (13,5%), per non parlare di Londra, che registra un guadagno pari solo al +5,6%.

Wall Street chiude negativa. Il Dow Jones perde lo 0,42% a 33.885,31 punti, il Nasdaq cede lo 0,35% a 12.123,46 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,21% a 4.137,51 punti.

Per le banche Usa numeri in crescita nonostante le crisi

JpMorgan Chase, in particolare, ha messo a segno ricavi record e ha superato le aspettative su profitti e giro d'affari grazie al favorevole contesto dei tassi di interesse. La banca newyorkese nei primi tre mesi dell'anno ha registrato un utile di 12,62 miliardi di dollari, 4,10 dollari per azione, il 52% in più rispetto agli 8,28 miliardi, 2,63 dollari per azione, dello stesso periodo dell'anno scorso. Wells Fargo & Co ha aumentato i profitti di un terzo a 4,99 miliardi, anche in questo caso facendo meglio del previsto. Per Citi l'utile è salito del 7% a 4,6 miliardi, con ricavi in crescita del 12% a 21,4 miliardi. Numeri che gli analisti hanno accolto con sollievo dopo le crisi bancarie degli ultimi mesi.
Blackrock, da parte sua, ha ottenuto un utile trimestrale di 1,2 miliardi di dollari, in calo del 18% rispetto allo stesso periodo del 2022. L'utile per azione è sceso a 7,93 dollari, superiore ai 7,71 previsti dal mercato. I ricavi sono diminuiti del 10% a 4,2 miliardi, principalmente a causa dell'andamento dei mercati e di inferiori commissioni da performance, con risultato operativo a 1,4 miliardi (-18%).

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Settimana brillante per le banche, male le utility

Nell'ottava a Piazza Affari si sono distinte le banche, con Mps che ha vantato la performance migliore del Ftse Mib, in progresso del 9,3% (quasi pari alla performance da inizio anno pari al 9,8%). Unicredit, inoltre, in quattro sedute è salita del 6,2% (+45,9% da inizio anno), Bper del 6,2% (+30,8%), Cnh del 5,8% (-10,5%) e Fineco del 5,7% (-4,7%). Sono invece andate male le utility, pagando probabilmente dazio al rialzo dei tassi con il rendimento del Btp a dieci anni balzato al 4,29% dal 4,16% della settimana precedente e quello dell’omologo tedesco al 2,44% dal 2,3%. Così Terna ha perso il 4,4% (+10,6% da inizio anno), Hera il 3,5% (+4,1%), Snam il 2,8% (+10,5%), Enel il 2,4% (+13,5%). Quest'ultima in una settimana cruciale per il suo futuro: il Tesoro ha indicato come futuri presidente e ad rispettivamente Paolo Scaroni e Flavio Cattaneo. Infine deboli le Erg, cedendo il 2,4% (-2,9%). In Europa, nell'Eurostoxx 50, il miglior titolo è stato quello di Vanovia (+8% e -13,1%), seguito da Lvmh (+7,7% +31,3%).

Focus su Autorgrill, parte l'opa Dufry

Autogrill è sotto i riflettori nel giorno del via all'offerta di Dufry che porterà al delisting della società. Le quotazioni perdono terreno ma rimangono al di sopra dei valori dell'opa. A febbraio è stato definito l'accordo per la cessione a Dufry del 50% circa detenuto dalla Edizione della famiglia Benetton che diventerà socio del gruppo svizzero con una quota compresa tra il 22% e il 27,5% a seconda dell'esito dell'opa. L'offerta è stata promossa sul restante 49,53% del capitale di Autogrill ed è finalizzata al delisting della società di ristorazione per i viaggiatori. L'operazione si configura come una offerta di scambio pertanto agli azionisti di Autogrill sono proposte 0,153 azioni Dufry per ogni titolo portato in adesione: al cambio euro/franco attuale e ai prezzi di Borsa di Dufry, attualmente il valore è leggermente inferiore (6,2 euro circa) alle quotazioni di Autogrill. In alternativa l'offerta è di 6,33 euro cash per ogni azione portata in adesione.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Spread stabile a 185 punti, rendimento BTp al 4,22%

Chiusura stabile per lo spread tra BTp e Bund in un contesto di generale rialzo sulla curva dei rendimenti euro. A fine seduta, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005518128) e il pari scadenza tedesco è indicato a 185 punti base, stabile rispetto al closing della vigilia. In rialzo il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato un'ultima posizione al 4,28% dal 4,22% del riferimento precedente.

Dollaro in ripresa dopo dati Usa, ma euro resta sopra 1,1

Lieve risalita del biglietto verde americano dopo la pubblicazione dei dati sulle vendite al dettaglio Usa di marzo. L'indice che misura l'andamento del biglietto americano sulle principali divise ha invertito la rotta dopo tre sedute consecutive di calo e il rapporto tra euro e dollaro è sceso a 1,1035 rispetto all'area 1,1060 in cui si muoveva prima del dato. Le vendite al dettaglio sono scese dell'1% nel mese di marzo contro attese di -0,5%. Negli stessi minuti della diffusione delle statistiche Christopher Waller della Federal Reserve ha sottolineato che l'inflazione resta troppo elevata e pertanto il compito della banca centrale non è finito. Waller ha detto che finché non si vedono segnali di rallentamento della domanda e di una inflazione che si muove significativamente e continuamente verso l'obiettivo del 2% "c'è ancora del lavoro da fare" per la Fed. Comunque, 'euro difende le posizioni a 1,1049 da 1,057 giovedì in chiusura. La moneta unica vale anche 146,60 yen (146,09), mentre il rapporto dollaro/yen è a 132,70 (133,19).

Petrolio in rialzo, monito Aie su rischi da mosse Opec+

Sul fronte dell'energia, il petrolio è in progresso, anche se l'Agenzia internazionale dell'energia ha avvertito che «i tagli a sorpresa dell'offerta dell'Opec+ annunciati il 2 aprile rischiano di aggravare un previsto deficit di offerta di petrolio nel secondo semestre 2023 e di aumentare i prezzi del petrolio in un momento di maggiore incertezza economica, anche se l'attività industriale rallenta nelle maggiori economie mondiali e la crescita della produzione al di fuori dell'alleanza appare robusta». Il Brent giugno è scambiato a 86,34 dollari al barile (+0,29%), il Wti maggio a 82,41 dollari (+0,3%). Gas naturale in calo dell'1,8% a 41,3 euro al megawattora sulla piattaforma Ttf di Amsterdam. L'oro si mantiene vicino ai massimi da un anno toccati giovedì.

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