Contenzioso

Liti fiscali, con la riforma chi perde paga il processo

Stop alla compensazione delle spese. Allo studio misure deflattive per ridurre i ricorsi delle Entrate. Penalità per chi non accetta la conciliazione e rinforzi in Cassazione.

di Ivan Cimmarusti

(Ansa)

3' di lettura

Spese di giudizio non più compensate ma a carico della parte soccombente e strumenti deflattivi per contenere le impugnazioni da parte delle Agenzie. Ma anche una conciliazione più accattivante con penalità per chi non l’accetta e il potenziamento della quinta sezione fiscale della Cassazione, intasata da oltre 55mila procedimenti arretrati. In stand by tutte le valutazioni sullo status del giudice, compresa l’ipotesi di trasformarlo in un magistrato a tempo pieno assunto per concorso pubblico.

Il governo apre il dossier

Il Governo di Mario Draghi apre formalmente il dossier riforma della giustizia tributaria, tanto che venerdì pomeriggio i ministri Daniele Franco (Mef) e Marta Cartabia (Giustizia) hanno incontrato il professor Giacinto della Cananea, presidente della Commissione interministeriale che a fine giugno scorso ha depositato tutte le proposte per il restyling del contenzioso. Circa due ore per affrontare le diverse ipotesi di riforma prodotte dai 16 commissari, accolte positivamente dai ministri perché innovative e in linea con il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

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Obiettivo: ridurre il contenzioso

Di fatto, però, la partita più importante si aprirà ora, con l’Economia e la Giustizia che dovranno mettere mano a un articolato che potrebbe finire nella delega fiscale di settembre e che quasi certamente conterrà non solo aspetti delle proposte avanzate dalla Commissione ma anche indicazioni più specifiche dei ministri. Si tratta, per queste ultime, di spunti su cui sia la Cartabia che Franco concordano e che puntano dritti a ridurre fin dal nascere il contenzioso cercando di evitare le liti nelle Commissioni tributarie provinciali e regionali per non sovraccaricare poi la Cassazione. È il caso di alcune misure deflattive delle impugnazioni da parte delle Agenzie fiscali, così da evitare liti il più delle volte instaurate dal Fisco solo per il timore di possibili contestazioni di responsabilità per danno erariale. Parallelamente, si vuole rimuovere la compensazione delle spese di giudizio, che ricade sui cittadini anche quando l’Ufficio è perdente. Per questo l’intenzione è di accollare le spese del procedimento alla parte soccombente.

Più peso per la conciliazione

Con grande consenso è stata accolta la proposta della “Commissione della Cananea” di potenziare l’istituto della conciliazione. Come riportato anche nella relazione depositata ai ministri, «qualora una delle parti (ovvero il giudice) abbiano formulato una proposta conciliativa, non accettata dall’altra parte senza giustificato motivo, restano a carico di quest’ultima le spese di giudizio maggiorate del 50%». Sul tavolo anche incentivi per incoraggiare l’incontro delle parti.

Evitare le cause seriali

La fase di legittimità resta osservata speciale anche perché espressamente indicata nel Pnrr. Si valuta il potenziamento della sezione fiscale della Cassazione con l’applicazione a tempo pieno dei giudici del Massimario. Ma allo studio ci sono anche altri istituti: «Ricorso nell’interesse della legge» e «Rinvio pregiudiziale in Cassazione». Entrambi hanno lo scopo di portare all’enunciazione di un principio di diritto emesso dalle Sezioni unite per chiarire questioni fiscali contrastanti nel merito, così da evitare l’instaurazione di cause seriali. Con un distinguo tra i due istituti: il primo può essere sollevato dal Procuratore generale della Cassazione, mentre il secondo dai giudici di primo e secondo grado.

Il futuro del giudice tributario

Resta aperta la partita sul futuro del giudice tributario. Com’è noto la Commissione ha prodotto due distinte proposte, una per l’istituzione di un giudice di ruolo assunto per concorso, l’altra per mantenere l’attuale status onorario. Il tema è stato oggetto di riflessioni attente nel corso della riunione di venerdì scorso, tanto che sono state svolte anche proiezioni su costi e benefici. Ma allo stato la decisione è stata rinviata.

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