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Liti pendenti, la circolare delle Entrate risolve i primi interrogativi

(Sintesi Visiva)

2' di lettura

Liti pendenti, la circolare è arrivata (e sul Sole 24 Ore di oggi ci sono già i commenti degli esperti). Sono a disposizione di tutti gli attesi chiarimenti sulla definizione agevolata delle liti pendenti, introdotta dal Dl 119/2018 (articoli 6 e 7). La procedura è ammessa solo per le controversie in cui è parte l'Agenzia delle Entrate e che riguardino atti impositivi ancora pendenti (in ogni stato e grado di giudizio, Cassazione e relativi rinvii compresi) per le quali il ricorso sia stato notificato entro il 24 ottobre 2018, e per le quali alla data di presentazione della domanda il processo non si è concluso con pronuncia definitiva.
Entro il 31 maggio 2019 i contribuenti interessati devono trasmettere in via telematica la domanda e pagare l'intero importo agevolato (o la prima rata in caso di rateazione per importi superiori ai mille euro). L'importo da versare è pari al 100% del valore della controversia in caso di soccombenza del contribuente o di ricorso notificato al 24 ottobre 2018, mentre è pari al 90% in caso di ricorso pendente in primo grado e depositato o trasmesso alla CTP alla data del 24 ottobre 2018. Sono previsti inoltre pagamenti ridotti, pari al 40% e 15%, in caso di soccombenza dell'Agenzia in primo e secondo grado di giudizio, e pari al 5% del valore della controversia in caso di giudizio pendente in Cassazione nel caso in cui l'Agenzia risulti soccombente in tutti i precedenti gradi di giudizio. Se non vi sono importi da versare, la definizione si perfeziona con la sola presentazione della domanda. Il documento di prassi chiarisce che non possono essere definite le liti che hanno ad oggetto ruoli, cartelle di pagamento e avvisi di liquidazione, cioè quelli che, in sostanza, sono già nella fase della riscossione. Con alcune eccezioni: possono beneficiare della definizione agevolata i ruoli che scaturiscono dalla rettifica di alcuni dati indicati in dichiarazione, per esempio in caso di riduzione o esclusione delle deduzioni e detrazioni non spettanti sulla base dei dati dichiarati dai contribuenti.
La circolare illustra inoltre come definire i casi di reciproca soccombenza (nella circolare c’è anche un esempio pratico) e le liti su sanzioni non collegate al tributo. Mentre le liti che riguardano esclusivamente le sanzioni collegate ai tributi cui fanno riferimento ma dove non è definito l'importo, sono definibili in base alle percentuali fissate dal decreto relativamente allo stato e al grado della controversia .

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