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Livorno celebra Modigliani ad alto prezzo e con molti omissis

In mostra 14 dipinti e 12 disegni del maestro provenienti dalla collezione Jonas Netter e Alexandre sulle 122 esposte, valore 540 milioni. Parcella di 1,2 milioni di euro per Marc Restellini

di Marilena Pirrelli


La ricetta di Enrico Bartolini

5' di lettura

A cento anni dalla morte di Amedeo Modigliani il comune di Livorno gli dedica una mostra nel museo della città in piazza del Luogo Pio firmata da Marc Restellini. L'esposizione 'Modigliani e l'avventura di Montparnasse. Capolavori dalle collezioni Netter e Alexandre' che inaugura oggi, mercoledì 6 novembre la preview e apre al grande pubblico giovedì 7, porta nella città che diede i natali al maestro 122 opere, di cui 14 dipinti e 12 disegni di Modì.

Ci sono dipinti e disegni appartenuti ai due collezionisti, Netter e Alexandre, che lo hanno accompagnato e sostenuto nella sua vita, e un centinaio di opere di artisti con cui aveva fatto amicizia come Maurice Utrillo, André Derain, Chaïm Soutine, la stessa compagna Jeanne Hébuterne, che mossero i loro passi in quel periodo maledetto parigino, e altri come Suzanne Valadon, Moïsee Kisling, Maurice de Vlaminck.

I costi
Il valore assicurativo della mostra patrocinata dal Mibact e dalla Regione Toscana è di 540 milioni di euro da contratto ed è costata al Comune di Livorno 1.255.000 euro di commissioni pagate presso una banca di Dubai al prestatore Restellini - attraverso l’Istitut Restellini LLC, una srl registrata a Sharjah negli Emirati Arabi Uniti, - per il prestito, l’ideazione, la produzione, i trasporto e l’assicurazione della esposizione.

Consultate le compagnie di assicurazione citate nel contratto (Lloyd’s, Axa, AGA, Hiscox) alcune hanno declinato la copertura, ma c’è chi ha assicurato. Il rappresentante del prestatario, la città di Livorno, è la Fondazione Goldoni, che copre i costi dell’esposizione, sicurezza compresa. La città riconosce che le opere non sono di proprietà di Restellini, gestore della collezione Jonas Netter e dei suoi eredi (Gérarde, Dominique e Fonds de Dotation Jonas Netter), e che se richiesto da Restellini la città di Livorno darà la garanzia di immunità e di impossibilità di sequestro da parte del governo italiano o secondo la legge italiana.

Infine le parti concordano di mantenere confidenziali i termini e le condizioni dell’accordo. Insomma un patto di riservatezza tra il curatore e la città, rappresentata dalla signora Letizia Baldi, direttore del Settore attività culturali, musei e fondazioni.

Modigliani a Livorno

Modigliani a Livorno

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Le domande
Molte le domande che sorgono leggendo il contratto: come mai un ente pubblico accetta di secretare un accordo su una mostra? La pubblica amministrazione non ha obblighi di trasparenza? Perché la Fondazione Goldoni che si occupa di musica è responsabile di una mostra di opere d’arte? Questa mostra Restellini la produce da diversi anni, ha già girato diverse città nel mondo, a Livorno si presenta con un imponente catalogo, però ricco di discontinuità: molte opere sono valutate solo 3000 euro, insomma si può pensare che non tutte le opere siano di valore museale.

Dulcis in fundo scorrendo le 122 opere in prestito, due opere di Modì - «Fillette en robe jaune (Portrait de jeune femme à la collerette)», 1917 e «Jeanne Hébuterne (Jeanne Hébuterne au hennin)», 1918, coperte per 25 milioni l’una - provengono da Singapore da una collezione privata il cui beneficiario è la società Numinvest SA che, secondo alcune voci, farebbe capo a Marc Restellini e Yves Bouvier, mentre due opere di Isaac Antcher del valore totale di 6mila euro sono direttamente intestate a Restellini.

La base extraeuropea
Il critico francese svolge la sua attività da Sharjah presso l'Istitut Restellini LLC, istituto che ha già fatto il giro del mondo partendo da Parigi arrivando a Singapore e ora approdando negli Emirati Arabi e la mostra almeno in parte è stata già presentata alla Pinacothèque de Paris, museo privato fondato nel 2007 da Restellini e posto in amministrazione controllata nel 2015 e chiuso nel febbraio 2016, poi rinato a Singapore, secondo indiscrezioni insieme all'imprenditore svizzero Yves Bouvie (indagato dalla giustizia svizzera).

I chiarimenti
Intanto la prima tegola pare sia già caduta sulla mostra di Livorno: Andrea Romiti capogruppo di FdI ha fatto notare pubblicamente come: “l'organizzatore Restellini avrebbe chiuso le sue società a Parigi e Singapore lasciando molti debiti insoluti e ha depositato presso il Comune di Livorno un'interpellanza che chiede l'audizione di Marc Restellini ”.
Senza dubbio Restellini che da anni combatte la falsificazione delle opere di Modigliani e si eleva a unico certificatore presenta una mostra in ordine con opere già note e pubblicate. Tuttavia la mostra, che per Livorno potrebbe essere un risarcimento dopo la beffa delle tre teste rinvenute nel Fosso Reale nel luglio del 1984, solleva alcune domande.

Per il sindaco Luca Salvetti: «è un'occasione unica e irripetibile. Livorno saprà rendere omaggio al suo cittadino più conosciuto». Ma si sa Livorno non ha mai perso il gusto per la burla e la questione delle teste di Modì potrebbe ripresentarsi ora in qualche evento collaterale.

Il benchmark Tate Gallery
Certo ci si sarebbe aspettato da un ente pubblico, a fronte di una spesa significativa, un lavoro di raccolta dei capolavori di Modì dai grandi musei e l'occasione di uno studio più condiviso tra i principali accademici e critici esperti dell'autore. La grande retrospettiva su Modigliani alle Tate Gallery nel 2017/18 curata da Nancy Ireson con oltre 100 opere tutte presenti del Catalogo ragionato Ceroni, che ne identifica 337, è ormai un benchmark espositivo che avremmo sperato ritrovare anche nella patria dell’artista livornese.

Modigliani at Tate Modern

Dal museo in asta
Chiusa la rassegna autorevole della Tate con opere di provenienza museale, proprio l'opera di copertina del catalogo “Nu couché (sur le côté gauche)” qualche mese dopo finì in asta da Sotheby's il 14 maggio 2018 a New York per raggiungere la cifra di 157.159.000 di dollari, secondo prezzo in asta per l'artista. Si sa le mostre servono a costruire curriculum alle opere e dar loro visibilità e valore.

Una vetrina
Le recenti esposizioni su Modigliani hanno evidenziato molta confusione tra vero e falso. Insomma il centenario nel 2020 fa crescere la febbre per questo artista capace di scatenare passioni e intrecci degni di un film. Speriamo che almeno il Louvre che ha avviato lo studio scientifico «Les Secrets de Modigliani» sull'autenticazione scientifica delle opere per combattere la contraffazione del maestro porti il sereno in questo cielo pieno di nuvole.

La promessa
Allo stesso Restellini fu chiesto dall'Istituto Wildnstein di produrre un nuovo catalogo ragionato sull'opera di Modì, ma la collaborazione si sciolse dopo 18 anni senza alcun catalogo e la guerra tra gli esperti che denunciano reciprocamente la falsità delle opere che mostrano continua. Ora sul sito dell'Istitut Restellini è annunciato che nel 2020 verrà pubblicato il catalogo Raisonné di Modigliani dei dipinti, sarà poi completato dal catalogo di disegni, grazie alla collezione di archivi, compresi quelli di Léopold Zborowski, Jonas Netter, Paul Guillaume e Roger Dutilleul, nonché un unico di oltre 600 analisi scientifiche.

Falsi e procure
Purtroppo, si sa, Modigliani è un'artista molto falsificato e le ultime sue mostre sono state visitate dai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale con il sequestro delle opere prima a Genova nel 2017 a Palazzo Ducale e poi a Palermo a Palazzo Bonocore tra il 2018 e marzo 2019, i reati contestati sono di falsificazione dell'opera del maestro. I procedimenti sono aperti sia nei tribunali che sul fronte della indagini. Per molte mostre esiste il fondato sospetto da parte delle procure italiane da Genova, passando da Roma e Spoleto fino a Palermo che si siano mescolate opere false con opere vere.

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