Costa toscana

Livorno punta sulla Darsena Europa e aspetta il commissario

Attesa la nomina del manager per velocizzare l’opera strategica

di Silvia Pieraccini

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A Livorno, 550 milioni di risorse pubbliche destinate a un progetto che secondo le previsioni raddoppierà i traffici commerciali dell'area.

Attesa la nomina del manager per velocizzare l’opera strategica


3' di lettura

«Negli ultimi 30 anni nessun porto italiano ha avuto una dotazione finanziaria così importante come quella che oggi ha Livorno: 550 milioni di risorse pubbliche destinate a un progetto». Stefano Corsini, presidente dell'Autorità portuale del Mar Tirreno settentrionale, gioisce per i 200 milioni che il Governo - con un decreto della ministra delle Infrastrutture, Paola De Micheli - ha assegnato nelle settimane scorse alla Darsena Europa, ormai diventata l’opera-simbolo del rilancio economico della Costa toscana. Soldi che si aggiungono ai 250 milioni stanziati da tempo dalla Regione Toscana, ai 50 dell'Authority e ad altri 50 del Fondo sviluppo e coesione. «Nel decreto che ha sbloccato i soldi per 23 opere portuali italiane abbiamo avuto la più alta assegnazione», gongola Corsini, che ora attende la decisione della ministra sul manager che avrà il compito di accelerare la Darsena Europa, inserita tra le 50 opere da commissariare in base dell'articolo 9 del decreto Semplificazioni. Sarà lo stesso presidente dell'Authority? «Chiunque sarà - afferma - non cambierà l’obiettivo. Io miro a fare l'opera, il commissario dovrà avere la stessa missione. Piuttosto bisognerà essere bravi a individuare i poteri da attribuirgli per velocizzare le procedure».

Oggi la certezza – non scontata dopo anni di polemiche, revoca del primo bando di lavori, project review - è che la Darsena Europa si farà: ci sono soldi, progetti e convergenza d'intenti delle istituzioni, anche se restano le proteste del litorale pisano che teme gli effetti dannosi delle nuove dighe. Quelle dighe che, con i fondali più profondi e il futuro terminal contenitori hi-tech, e con l'adeguamento dei collegamenti ferroviari e stradali a servizio del porto e dell'interporto, dovranno cambiare l'appeal di Livorno: secondo le previsioni, la Darsena Europa raddoppierà i traffici commerciali - nel 2019 il porto ha movimentato 790mila container da 20 piedi, terzo dietro Genova e La Spezia - e spingerà l’occupazione in un'area già in forte crisi prima della pandemia.

L'apertura dei primi cantieri si intravede all'orizzonte: il progetto definitivo delle opere marittime di difesa (tra cui la nuova diga della Meloria, la demolizione della vecchia e le attività di dragaggio per portare a -16 i fondali del canale d'accesso ai bacini) è pronto. «Stiamo per trasmetterlo al Consiglio superiore dei lavori pubblici e alla commissione valutazione impatto ambientale - spiega il presidente dell'Authority - nel frattempo stiamo completando la procedura per la de-perimetrazione del Sin (le aree contaminate che devono essere bonificate, ndr) che servirà a riutilizzare i sedimenti di dragaggio in mare o in siti limitrofi». A metà 2021 l'Authority prevede di bandire l'appalto da quasi 300 milioni. Nel cronoprogramma, che la pandemia non ha rallentato, i cantieri di questo primo lotto apriranno all'inizio del 2022 e chiuderanno nel 2024. Il tassello che manca alla Darsena Europa resta il terminal contenitori, da realizzare in project financing. I tentativi fatti finora dall'Autorità portuale per trovare gli investitori privati sono andati a vuoto. Adesso il presidente Corsini può mettere sul piatto 250 milioni di contributi pubblici, più o meno la metà dell'investimento previsto: «Ci sono almeno tre gruppi interessati che stanno analizzando il progetto – dice – in ogni caso noi andiamo avanti: stiamo adeguando lo studio di fattibilità e lo metteremo in gara per sollecitare proposte. Cassa depositi e prestiti e Bei hanno dato disponibilità a finanziare l'iniziativa che ormai è solida, e l'intervento potrebbe riguardare anche la parte privata”.

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