I dati previdenziali

lnps: la pensione delle donne più leggera di quasi 500 euro di quella degli uomini. Effetto Quota 100 sugli assegni degli statali

Il monitoraggio dell'ente previdenziale sui flussi di pensionamento dei primi sei mesi del 2021: cresce la disuguaglianza pensionistica di genere, lo scarto tra gli importi medi degli assegni sale di 33 euro rispetto al 2020. Da gennaio liquidati 389.924 trattamenti, oltre 125mila le uscite anticipate

di Marco Rogari

(ANSA)

2' di lettura

Si acuisce la disuguaglianza di genere tra i pensionati. Nei primi sei mesi di quest'anno lo scarto tra l'importo medio degli assegni previdenziali percepiti dagli uomini, pari a 1.429 euro, e quello delle lavoratrici (931 euro) è stato di 498 euro, circa 33 euro in più di quello registrato a fine 2020.

A fotografare l'accentuarsi di questo divario è il monitoraggio dell'Inps sui flussi di pensionamento nel primo semestre di quest'anno in cui sono pagate 389.924 pensioni, con oltre 125mila uscite anticipate. E con un “effetto Quota 100” sugli assegni dei dipendenti pubblici.

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Assegni medi da 1.155 euro, nella Pa quelli più alti

L'importo medio dei trattamenti liquidati dall'Inps tra gennaio e giugno di quest'anno è stato di 1.155 euro. Gli essegni mediamente più pesanti continuano ad essere quelli dei dipendenti pubblici con 1.979 euro (in tutto 52.139 nuovi trattamenti).

Le pensioni con decorrenza nel primo semestre 2021 sono state 177.414 per il Fondo lavoratori dipendenti e 121.768 per l’insieme delle gestioni degli autonomi (822 euro l'assegno medio).

Ai parasubordinati sono stati erogati 18.681 trattamenti (282 euro l'importo medio) mentre gli assegni sociali sono stati 38.603 (in media 417 euro).

L'effetto Quota 100 sui trattamenti dei dipendenti pubblici

L’importo medio delle pensioni anticipate degli “statali” (2.354 euro) è risultato è più basso di quello dei trattamenti di vecchiaia (2.397 euro).

Una tendenza dovuta soprattutto al massiccio ricorso nella Pa a Quota 100 che riduce il numero dei contributi necessari (38) rispetto alla soglia contributiva del canale tradizionale per l'uscita anticipata: 42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 e 10 per le donne oltre a tre mesi di finestra mobile.

Quasi 125mila pensioni anticipate

In sei mesi l'Istituto ha liquidato 124.139 pensioni anticipate (importo medio di 1.928 euro): un numero quasi equivalente ai trattamenti di vecchiaia (126.853 per un importo medio di 818 euro).

Le pensioni di invalidità previdenziale hanno raggiunto quota 19.065 (791 euro medi) e quelle liquidate ai superstiti sono state 119.867 (773 euro medi). In tutto il 2020 l'Inps ha erogato 856.004 pensioni per 1.243 euro medi.

Il gap uomini-donne negli assegni

Dal monitoraggio Inps emerge un consistente numero di pensioni anticipate per i lavoratori (79.935 per 2.104 euro medi) basate sugli anni di contributi e un basso numero di pensioni ai superstiti.

Per le lavoratrici le pensioni anticipate sono quelle con importi più elevati: in tutto 44.204 assegni nel primo semestre 2021 da 1.609 euro in media. A livello numerico nel flusso di pensioni liquidate prevalgono i trattamenti alle lavoratrici: 215.124 contro i 174.800 liquidati agli uomini. Ma sulla pesantezza degli assegni il rapporto s'inverte: 931 euro quello medio delle donne mentre i lavoratori arrivano a 1.429 euro.


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