I nuovi programmi di sviluppo

Lo scalo di Grottaglie-Taranto diventa anche polo per aerei cargo

È la seconda mission dello scalo pugliese dopo quella di spazioporto per i voli suborbitali e di infrastruttura per testare i droni

di Domenico Palmiotti

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3' di lettura

L'aeroporto di Grottaglie-Taranto diventa polo logistico integrato per il trasporto merci. È la seconda mission dello scalo pugliese dopo quella di spazioporto per i voli suborbitali e di infrastruttura per testare i droni. Con quest'ulteriore progetto, il sito di Grottaglie-Taranto risponde al Piano nazionale degli aeroporti che lo classifica scalo di interesse nazionale destinato a svolgere funzioni di piattaforma logistica integrata a supporto della ricerca e dello sviluppo industriale. Lo spazioporto, invece, è stato riconosciuto dall'Enac e dagli altri organismi già da alcuni anni.

Nel trasporto cargo a Grottaglie-Taranto, la società Gesfa investirà 3,5 milioni di euro. Gesfa è sull'area da circa 10 anni al servizio di Boeing. Nello stabilimento Leonardo di Grottaglie si costruiscono due sezioni della fusoliera del 787, anche se ora l'attività è ferma, che poi vengono imbarcate per gli Stati Uniti. La società dispone sia delle autorizzazioni di Enac che delle attrezzature per l'attività cargo. Ad investimento ultimato, l'aeroporto avrà un'infrastruttura capace di gestire un cargo wide body (esempio il B747) alla volta, sia in arrivo che in partenza. Questo progetto è stato presentato nel 2021 da Gesfa ad Aeroporti di Puglia, società di gestione della Regione Puglia.

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Celle frigo e catena del freddo

Il polo integrato, i cui lavori partiranno a gennaio 2022, sarà attrezzato anche con celle frigo e punterà allo sviluppo dei servizi connessi alla “catena del freddo” e di voli full cargo (solo merci) con collegamenti anche diretti con le aree fonte/destinazione dei traffici cargo. Stefano Cavicchia, managing director di Gesfa, ha dichiarato che “nel 2022 contiamo di completare l'investimento, che sarà comunque graduale e flessibile, e di definire alcune partnership con altri soggetti interessati alla crescita dello scalo merci”. “A regime - ha aggiunto - il polo logistico disporrà di un magazzino per temporanea custodia e garantirà tutte le operazioni necessarie per permettere alle merci di transitare in sicurezza garantendo la conservazione della qualità richiesta”.

La nuova infrastruttura sarà a servizio della Zona economica speciale ionica (porto di Taranto più Basilicata), della Zona franca doganale (porto di Taranto), nonchè del sistema pugliese, lucano e meridionale. Secondo Aeroporti di Puglia, “ciò determinerà la possibilità di beneficiare delle agevolazioni economiche e procedurali previste per l'insediamento delle imprese, cogliendo le opportunità derivanti dal posizionamento strategico dell'area tarantina nell'ambito dei traffici che dall'Estremo Oriente devono raggiungere il Nord Europa”. Il tutto, secondo AdP, si aggancia allo sviluppo della BRI (Belt & Road Initiative) e della cosiddetta “Via della Seta”. A regime, infatti, saranno attivati collegamenti diretti con Cina, Russia, Stati Uniti, oltre che collegamenti con hub cargo internazionali: Liegi, Dubai, Istanbul, Doha, Parigi Orly.

Perchè si è puntato sulla specificità

Per Antonio Maria Vasile, vice presidente di Aeroporti di Puglia, “la realizzazione del polo logistico nell'aeroporto di Grottaglie-Taranto va incontro alle richieste di sviluppo del territorio avanzate nel corso di questi mesi dal mondo imprenditoriale, non solo pugliese”. Secondo Alessandro Delli Noci, assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, con quest'investimento si fa dell'aeroporto “una piattaforma logistica integrata a supporto della ricerca e dello sviluppo industriale”. È evidente che il polo cargo rafforza la specificità dell'aeroporto di Grottaglie-Taranto. Essere, tra spazioporto, cargo e sostegno all'industria aeronautica, qualcosa di diverso rispetto agli aeroporti di Bari e Brindisi, anch'essi gestiti da AdP, che sono invece essenzialmente passeggeri con i voli di linea. Ha dichiarato di recente Pierluigi Di Palma, presidente Enac: “La strada dei voli civili a Grottaglie esclude lo spazioporto. Noi abbiamo l'idea che Grottaglie-Taranto sia l'infrastruttura da dedicare a queste nuove frontiere”. Mentre per Giuseppe Acierno, presidente del Distretto tecnologico aerospaziale (Dta), “è stato giusto immaginare negli ultimi dieci anni che la Puglia non fosse solo costruzioni aeronautiche ma anche altro, potesse essere più competitiva, legata a tecnologie innovative che avrebbero generato un mercato. Che in questo caso ancora non c'è. Ma droni e trasporto spaziale commerciale arriveranno, é inevitabile, e quando arriveranno, chi è già posizionato, forse avrà l'opportunità di fare qualcosa in più”. Secondo il governatore regionale pugliese Michele Emiliano, nel complesso “stiamo camminando su una cosa infinitamente più rilevante, e duratura di impatto, rispetto ai voli di linea, che dalla pandemia sono usciti fisicamente trasformati”.

Gli investimenti per lo spazioporto

Aeroporti di Puglia ha già investito a Grottaglie-Taranto 21 milioni in opere, piazzali, la nuova piattaforma uffici, il sistema di depurazione delle acque e il loro recupero, il sistema di cabina elettrica, la ristrutturazione dell'ex hangar Atitech. Ve ne sono ora da impiegare altri 9 per l'aerostazione dello spazioporto. A ciò, infine, si aggiunga che a sostegno dell'aerospazio la Regione Puglia ha messo in campo misure che hanno generato investimenti per 400 milioni tra sostegno ai due distretti, tecnologico e produttivo, e interventi per lo spazioporto.

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