dopo il verdetto del tribunale di milano

Lo scontro fra i soci Tim slitta al 4 maggio. Ecco che cosa succederà

di Antonella Olivieri


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(Ansa)

3' di lettura

È un’ordinanza che farà giurisprudenza quella del giudice del Tribunale di Milano Elena Riva Crugnola che ha accolto il ricorso d’urgenza di Tim/Vivendi contro la delibera del collegio sindacale che riammetteva all’ordine del giorno di oggi revoca e nomina di sei amministratori, come richiesto da Elliott. La conseguenza è che la conta tra Elliott e Vivendi è rinviata al 4 maggio, quando si dovrà rinnovare l’interno cda. Si sfideranno due sole liste, entrambe di maggioranza, ciascuna con dieci candidati: chi vince avrà dieci posti in consiglio, chi perde cinque. Assogestioni resterà alla finestra, avendo rinunciato a presentare una sua lista per non dividere il fronte del mercato, e a farne di spese di fatto saranno i cinque consiglieri di minoranza del board attuale, che non potranno essere riconfermati.

Ma andiamo con ordine. La sintesi della tappa in Tribunale è la seguente. Dopo un’udienza durata cinque ore, il giudice con «accoglimento totale» del ricorso ha sospeso la delibera del collegio sindacale, ritenendo che le dimissioni presentate da otto consiglieri in quota Vivendi non sono «abusive» e che quindi il consiglio è da considerare decaduto e deve essere rinnovato, come da statuto, col meccanismo del voto di lista. Il commento “tecnico” è dell’avvocato Ferdinando Emanuele che col collega Giuseppe Scassellati dello studio Cleary Gottlieb ha seguito Vivendi. Vivendi è stata assitita anche da Filippo Modulo, Andrea Bernava e Silvio Martuccelli di Chiomenti. Per Tim invece hanno seguito il ricorso Andrea Zoppini, Francesco Gatti e Carlo Pavesi di Gatti-Pavesi-Bianchi. «È la prima sentenza in Italia che afferma che anche le delibere del collegio sindacale possono essere impugnate se esprimono potere gestorio - sottolinea Emanuele - Il rifiuto a integrare l’ordine del giorno non è stata inerzia del consiglio, bensì oggetto di una valutazione che ha portato alla decisione di convocare l’assemblea per il rinnovo del cda col meccanismo del voto di lista. Le dimissioni dei consiglieri non sono abusive e vale il principio simul stabunt simul cadunt e quindi si fa riferimento all’articolo 9.10 dello statuto Tim».

Un peso l’ha avuta anche la posizione “centrista” dell’ad Amos Genish e del vice-presidente Franco Bernabè (assitito, per Tim, da Alberto Toffoletto) che in udienza - ha richiamato l’attenzione sul fatto che - per dirla con le parole del giudice - «la conflittualità innescata è potenzialmente produttiva di danni all’ente, la cui struttura richiede coesione: per questo motivo è indispensabile una pronuncia chiarificatrice del Tribunale». Se si fosse andati alla revoca parziale, sicuramente i legali dei francesi avrebbero impugnato le delibere dell’assemblea di oggi. Non ci sarebbe più stato il tempo di sconvocare l’assemblea del 4 maggio, ma si sarebbe potuto aggirare l’ostacolo se il nuovo presidente, in linea con quanto dichiarato dal fondo Usa, avesse stabilito che l’adunanza era da considerarsi superflua dato che il cda era già stato ricostituito. Di fatto la decisione di Elena Riva Crugnola è la soluzione che minimizza i rischi di strascico contenzioso che del tutto, probabilmente, non saranno comunque eliminati.

Ora Vivendi guadagna una chance di recuperare terreno e qualche giorno in più per organizzare la difesa. All’assemblea di oggi era attesa un’affluenza record del 68%: in queste condizioni sarebbe stato difficile per i francesi, pur partendo dal 23,94%, ottenere i dieci punti in più per arrivare alla maggioranza. Il vantaggio è che, con quanti si sono prenotati a partecipare, Vivendi ha modo di sapere con chi è chiamata a confrontarsi. E può sperare che il 4 maggio l’onda d’urto del mercato perda un po’ di vigore. Il fondo attivista di Paul Singer fa la scommessa opposta: «È solo democrazia ritardata, non democrazia negata - ha dichiarato infatti ieri a botta calda - Gli azionisti di Tim avranno comunque l'opportunità di esprimere la loro volontà nell'assemblea straordinaria del 4 maggio».

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