TELECOM

Lo scontro Vivendi-Elliott si sposta davanti al giudice

di Antonella Olivieri

(REUTERS)

2' di lettura

Sembrava un telefilm americano, dice chi ci è stato. Più legali dentro - pare una quarantina - che giornalisti fuori dalla porta. Più di tre ore è durata l’udienza davanti al giudice del Tribunale di Milano Elena Riva Crugnola per decidere sul ricorso d’urgenza di Tim e Vivendi contro la decisione dei sindaci di riammettere al voto revoca e nomina di sei amministratori richieste dal fondo Elliott. Dentro c’erano anche consiglieri e sindaci, fuori i leader sindacali che chiedevano chiarezza sulle prospettive industriali di Telecom.

Presente anche l’avvocato Sergio Erede per Elliott, che ha chiesto di costituirsi nel procedimento, mentre gli avvocati di Vivendi hanno opposto eccezione. Fatto sta che la discussione c’è stata e che sul tavolo del giudice è piovuta una memoria di 200 pagine. Tanto per dire che il livello di litigiosità è alle stelle. Il vice-presidente Telecom Franco Bernabè, che aveva sollecitato il ricorso per avere chiarezza sui punti all’ordine del giorno dell’assemblea di martedì prossimo, ha provato a spiegare che una contesa tra un socio che ha quasi il 24% e altri azionisti di peso ha già avuto l’effetto di bloccare l’azienda e continuerà a produrre danni se non si troverà una soluzione. Ma al momento nessuno sembra disposto a deporre le armi.

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Nella sostanza il responso è atteso per lunedì, alla vigilia dell’assemblea che dovrà anche confermare la cooptazione dell’ad Amos Genish, approvare il bilancio, approvare (fino a quando valga è da vedere) il piano di incentivazione al top management mediante conferimento di azioni a titolo gratuito e rinnovare il collegio sindacale.

Elena Riva Crugnola si è presa il week end per riflettere. In qualsiasi caso il responso non potrà essere risolutivo. Se si votassero i due punti Elliott, comunque il 4 maggio si rivoterà per il rinnovo integrale del consiglio. Nessuno si è esposto sulla durata del mandato del cda eventualmente rimpastato il 24. E difficilmente lo farà il giudice, visto che la convocazione dell’assemblea del 4 maggio non risulta essere stata impugnata da alcuno. Il consiglio parzialmente rinnovato potrebbe revocare l’adunanza, ritenendola superflua? Tra i giuristi c’è chi osserva che è possibile in astretto, ma non dentro il periodo di convocazione dei 40 giorni che, dopo il 24 aprile, saranno già quasi tutti trascorsi.

Nel caso in cui il ricorso Tim-Vivendi fosse accolto si andrebbe invece direttamente al 4 maggio, ma i francesi probabilmente finirebbero comunque in minoranza, con cinque amministratori di cui due non indipendenti - Arnaud de Puyfontaine e Amos Genish - e tre indipendenti - Marella Moretti, Michele Valensise e Giuseppina Capaldo.

In teoria il giudice potrebbe anche non riconoscere l’urgenza, subordinando la convalida delle delibere dell’assemblea alla decisione nel merito, ma lo scenario sembra il meno probabile, non foss’altro perchè aumenterebbe ancora di più la confusione.

Da segnalare infine che dopo i proxy advisor - compatti nel sostenere le istanze di Elliott in entrambe le assemblee - anche i piccoli azionisti Asati hanno dichiarato che si schiereranno per il fondo attivista.

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