Innovazione

Lo Sherbeth festival diventa delivery del gelato artigianale

La pandemia ha spinto il festival siciliano a trovare nuove modalità

di Nino Amadore

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Uno dei gelati presentati

La pandemia ha spinto il festival siciliano a trovare nuove modalità


2' di lettura

Spedire in tutto il mondo il gelato artigianale mantenendo inalterata freschezza e qualità. È la nuova frontiera del settore che ha avviato una sperimentazione che potrebbe portare esiti inaspettati per questo settore. L’occasione è stata fornita dallo Sherbeth, il festival internazionale che quest’anno, causa Covid-19, è stato proposta con una formula più virtuale. Ma la pandemia e la difficoltà dei gelatieri a essere presenti ha spinto tutti a trovare o a consolidare formule innovative soprattutto per far arrivare a Palermo i gelati dei 24 gelatieri che hanno partecipato al premio Procopio Francesco Cutò. «Di solito - spiega Antonio Cappadonia, maestro gelatiere palermitano, uno dei quattro direttori tecnici del premio - i gelati vengono preparati sul momento e quindi degustati dalla giuria in condizioni normali. Quest’anno, invece, abbiamo dovuto fare di necessità virtù e quindi ogni gelatiere ha spedito per tempo il suo prodotto». Facile immaginare, anche per i profani, le implicazioni soprattutto in termini di freschezza del prodotto e dunque di mantenimento della qualità considerato che, in questi casi, si tende a un uso di materie prime particolari e non trattate. «Quest’anno - dicono Davide Alamia e Piergiorgio Martorana organizzatori dell’evento con l’agenzia AdMeridien - abbiamo proposto Sherbeth Experience: per due mesi estivi in 50 gelaterie selezionate in tutto il mondo è stata data la possibilità di vivere l’esperienza dei gelati creati dai gelatieri che hanno partecipato a Sherbeth. All’interno dell'area shop del nostro sito è stato possibile acquistare la card Sherbeth per avere accesso al percorso degustativo della gelateria più vicina». Una formula diversa che ha aperto nuove possibilità commerciali e ha di fatto, forse inconsapevolmente persino per gli organizzatori, trasformato Sherbeth in un brand globale del gelato artigianale non solo italiano. «Seguendo il “protocollo Sherbeth” - spiega Arnaldo Conforto componente della commissione tecnica - un cittadino di Londra, Los Angeles o Tokyo potrà ricevere comodamente a casa l’oro Lucano di Luigi Buonansegna, per provare che sapore ha un gelato artigianale “campione del mondo” di questa edizione, o il sorbetto all’arancia rossa con menta fresca, pepe selvatico del Madagascar e grue di cacao di Luca Marenco, o ancora lo Stracciapepe di Natascia Grilli, il gelato ai capperi di Gargnano con cioccolato bianco profumato al limone di Andrea Florili, giusto per citare i tre maestri gelatieri che si sono piazzati al secondo posto del concorso». Di fatto un ulteriore salto di qualità. «Per il nostro settore si tratta di un’autentica rivoluzione che apre a prospettive inimmaginabili fino a ieri – dice ancora Cappadonia – penso non solo alla possibilità di inviare in giro per il mondo il mio gelato, ma alla possibilità di poter proporre nella mia gelateria i gusti straordinari prodotti dai miei colleghi italiani, inglesi, giapponesi, americani ed altrettanto i miei colleghi potranno fare con il mio gelato, abbattendo i costi di spedizione con quantitativi importanti, destinati alla vendita al pubblico, e creando una community internazionale del gelato artigianale».

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