Interventi

Lo shock di immagine e di domanda del trasporto pubblico

Occorre sfruttare Next Generarion EU per completare le infrastrutture della mobilità, e sulla base di questo ridisegnare la regolazione degli spostamenti di persone e merci.

di Alfredo de Girolamo

(Imagoeconomica)

3' di lettura

Il settore dei trasporti è fra i più colpiti dagli effetti della pandemia, e al tempo stesso è un settore che ne uscirà radicalmente trasformato. L'occasione è grande, occorre approfittare di questo scossone per progettare un nuovo e più moderno modo di far spostare persone e merci, e per questo il Recovery Plan è uno strumento fondamentale.

Il trasporto pubblico ha subito uno shock nella percezione diffusa della sua sicurezza in fase pandemica. Il rischio è che gli effetti di questa sfiducia durino nel tempo, spingendo le persone ad un uso inappropriato del mezzo privato – ritenuto più sicuro – con effetti drammatici su inquinamento, congestione e salute. Occorrerà quindi gestire questa transizione, scoraggiando l'uso dei mezzi privati e rilanciando un'immagine sicura di bus, tramvie e treni.

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Ma il trasporto pubblico sta subendo anche uno shock sul lato della domanda. Lo smart working e lo scaglionamento degli accessi a scuola, sono destinati a durare nel tempo e a produrre significative modifiche nel comportamento degli utenti, destinati a modificare gli schemi di offerta dei gestori. Si tratta, come ha ricordato recentemente l'ex presidente dell'Autorità dei Trasporti Andrea Camanzi, di una vera “rivoluzione copernicana”, destinata a trasformare un settore industriale storicamente costruito in modo rigido sul lato offerta (di autobus, tram e treni), quindi molto “hardware”, in un settore elastico, “software”, che si adegua ad una domanda variegata e mutevole. Una trasformazione che coinvolgerà non solo i player industriali classici ma anche i regolatori, le amministrazioni pubbliche, gli utenti, i datori di lavoro (mobility manager), le scuole. Coinvolgerà l'organizzazione delle città (control room, smart parking, infomobilità). Attiverà nuovi operatori (mobilità dolce, sharing, elettrico). Questo pezzo di rivoluzione copernicana sarà supportato dalla transizione digitale, che la pandemia ha al tempo stesso attivato e reso indispensabile.

Resta però il fatto che l'Italia registra un ritardo infrastrutturale nel settore dei trasporti collettivi. Poche metropolitane, poche tramvie, treni regionali ancora di “serie B”, bus antiquati, postazioni di ricarica elettrica insufficienti. Aeroporti scollegati dalle città, porti senza ferrovie. Sistema di parcheggi inadeguato. Mentre adeguiamo “il software” non possiamo permetterci di non completare “l'hardware” con un Piano di investimenti importante che ci porti a standard europei. In questo senso sembra andare la bozza di PNRR, che mobilita risorse importanti per la mobilità sostenibile.

Il settore dei trasporti pubblici e della mobilità dolce è di per sé un settore green, per l'alternativa che offre a sistemi inquinanti, inefficienti e che occupano suolo. È quindi uno degli attori fondamentali della green economy e di quella transizione ecologica perno delle strategie europee e nazionali.

Molto resta da fare per percorrere questa transizione in Italia: l'uso dei veicoli privati è di gran lunga quello prevalente per gli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola.

L'inquinamento atmosferico delle città è il principale problema ambientale che abbiamo, con il suo drammatico corollario di oltre 50mila morti premature l'anno. Secondo gli ultimi dati raccolti dall' Agenzia europea per l'ambiente siamo il primo paese dell'Ue per morti premature da biossido di azoto (NO2) e nel gruppo di quelli che sforano sistematicamente i limiti di legge per i principali inquinanti atmosferici.

Occorre sfruttare Next Generarion EU per completare le infrastrutture della mobilità, e sulla base di questo ridisegnare la regolazione degli spostamenti di persone e merci, dando risposte moderne ad una domanda in continua trasformazione e sfruttando l'innovazione digitale.

Questo significa considerare il trasporto pubblico un settore strategico per il Paese, di serie A, non solo per l'Alta Velocità ma per tutta la rete di servizio. Ne va anche della nostra salute.

(@degirolamoa)

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