Lavoro

Lo smart working e l’occupazione che verrà

In Ricerca&Lavoro l'Inapp sottolinea il ruolo della ricerca pubblica nell'elaborare previsioni e strategie in uno scenario senza precedenti

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In Ricerca&Lavoro l'Inapp sottolinea il ruolo della ricerca pubblica nell'elaborare previsioni e strategie in uno scenario senza precedenti


2' di lettura

“Il futuro non è più quello di una volta” è un aforisma paradossale ed efficace. Ha il pregio di descrivere lo stato dell'arte nel mondo attuale, e nel mondo del lavoro in particolare, in un momento di cambiamenti profondi e di non facile lettura, in cui l'unica certezza è che, rispetto a prima del Covid-19, elaborare previsioni è diventato decisamente più complicato.

Per capire come ci si orienta in questa fase, l'Inapp mette a disposizione gli strumenti preziosi della ricerca pubblica, la sua produzione scientifica al servizio dei decisori e della collettività. Con l'emergenza Coronavirus, l'Istituto nazionale per l'analisi delle politiche pubbliche ha infatti orientato il proprio impegno e la propria attività nella ricerca di evidenze, studi e indagini utili a elaborare previsioni, strategie e soluzioni per affrontare scenari senza precedenti.

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Smart working e lavoro di domani

La pubblicazione Ricerca&Lavoro è una vetrina per raccontare in quali ambiti opera l'Istituto. Ampio risalto viene dato alle ricerche che riguardano il mondo del lavoro, a partire da un tema che ha guadagnato la ribalta negli ultimi mesi: lo smart working e la sua collocazione nel lavoro di domani.

Ricerca&Lavoro, il report di Inapp

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L'Inapp disambigua il significato di questo termine ormai inflazionato eppure spesso usato a sproposito, svariate volte confuso con il telelavoro. Oltre a precisarne la caratteristiche, l'Istituto mette in guardia dai possibili effetti collaterali del lavoro che verrà con un paper intitolato ‘Gli effetti indesiderabili dello smart working sulla disuguaglianza dei redditi in Italia'. Altra attività di interpretazione delle dinamiche occupazionali è l'Atlante del lavoro e delle qualificazioni, una mappatura dettagliata che studia la composizione delle professioni attuali per prefigurare le direttrici di cambiamento.

La valutazione delle politiche pubbliche

Un aspetto centrale dell'attività dell'Inapp, spiega il presidente Sebastiano Fadda nel suo intervento, “è relativo alla valutazione delle politiche. Come tutti sanno, la cultura della “valutazione” è poco sviluppata nel nostro Paese e molto spesso incappa nella trappola della burocratizzazione, affidandosi a adempimenti meramente formali e a parametri valutativi inappropriati se non addirittura fuorvianti. L'analisi delle politiche pubbliche che l'Inapp ha la missione di compiere abbraccia anche l'aspetto di una loro corretta valutazione riferita sia alla dimensione ex ante (per stimarne i prevedibili effetti), sia alla dimensione ex post (sotto il profilo dell'efficacia e dell'efficienza)”.

Opportunità per i giovani

In Ricerca&Lavoro viene infine dato risalto all'attività che l'Istituto compie a sostegno della formazione e della mobilità dei giovani con Erasmus+ Vet (Vocational education and training): si tratta dell'ambito istruzione e formazione professionale del Programma europeo per l'istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport. I dati sulle candidature mostrano che la pandemia non ha spento la voglia dei ragazzi di viaggiare e di misurarsi con esperienze umane e professionali all'estero.

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