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Lo smart working mette in crisi le mense? Camst rilancia con nuovi format

Il dg Villa anticipa le strategie per il futuro: «Pronti a candidarci per il banqueting delle Olimpiadi Milano Cortina e a lanciare locali per famiglie e giovani»

di Luisanna Benfatto

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Mense: Camst ha perso il 30% del fatturato nel 2020

Il dg Villa anticipa le strategie per il futuro: «Pronti a candidarci per il banqueting delle Olimpiadi Milano Cortina e a lanciare locali per famiglie e giovani»


3' di lettura

«Con il Covid siamo passati a distribuire nelle mense aziendali da mille a 80 pasti al giorno. Chiudiamo il 2020 con un -30% sul business complessivo ma con ricadute differenziate nei diversi segmenti nei quali operiamo». Come si fa fronte a un dato così drammatico? «Con un piano strategico forte. Il vaccino e la voglia di socialità faranno il resto».

Così risponde Danilo Villa, direttore generale di Camst, azienda di Villanova di Castenaso (Bologna) nata nel 1945 che serve 130mila pasti all’anno grazie al lavoro di mille chef e opera del settore della ristorazione per scuole (40%), strutture sanitarie (20%) e ristorazione per le aziende, banqueting e catene commerciali (20%). Nel 2016 ha però diversificato le aree di business con l’ingresso nel facility management: cleaning, manutenzione e cantieristica soprattutto per ambienti a contaminazione controllata per l’industria farmaceutica, cosmetica, elettronica, alimentare.

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«Il gruppo, con oltre 16mila dipendenti e che nel 2019 ha registrato un fatturato aggregato di 785 milioni di euro e un utile di oltre 8 milioni, è solido. Il nostro obiettivo è guardare oltre la pandemia grazie a un piano di rilancio quinquennale che presenteremo a gennaio». Nessun arretramento, ribadisce Villa, ma molti progetti per gli anni futuri: «Questa crisi è un grande spartiacque. Dopo l’incidente Coronavirus che ha lasciato sul campo diverse realtà imprenditoriali è entrata la safety car. Dal 2021 noi riprendiamo la corsa su tre filoni: sostenibilità, territorio e salute».

Senza azioni concrete nel campo della sostenibilità, continua Villa, è impossibile operare sia in Italia che all’estero dove il gruppo ha acquisito negli anni imprese in Spagna, Danimarca e Germania e, a settembre, ha aperto una nuova sede in Svizzera. Per questo Camst ha appena chiuso il primo bilancio di sostenibilità e siglato un accordo con il gruppo Hera per riciclare il rifiuto organico prodotto nei punti di ristorazione in biometano e compost, raccogliere gli oli vegetali esausti per la produzione di biodiesel e realizzare punti per la ricarica elettrica dei veicoli. Non ultimi l’impegno per trovare materiali da utilizzare in alternativa alla plastica monouso e il lavoro su progetti di riciclo.

«Anche sul piano della salute a tavola stiamo lavorando per portare più valore e consapevolezza attraverso pasti equilibrati fatti con materie prime freschissime e tanta ricerca e sviluppo che applichiamo alle 43 cucine centralizzate sparse su tutto il territorio nazionale». A questo servono le consulenze con esperti, l’apporto dell’Università di Bologna soprattutto per la logistica e Bocconi, il sostegno alle startup dell’incubatore Agrofoodbic e gli investimenti tecnologici per la produzione di pasti in atmosfera modificata e sottovuoto e menu ad hoc per i pazienti disfagici ospiti delle rsa.

Ma se il lavoro negli ospedali non si è mai fermato e quello nella scuola è stato intermittente, a subire una radicale mutazione è stato quello nelle mense aziendali. Per questi clienti Camst ha realizzato un pacchetto completo che prevede app per la prenotazione e distribuzione di lunch box da recapitare nei locker refrigerati o a casa. «Le nostre soluzioni sono modulari e flessibili - aggiunge Villa - poiché se prima del Covid erano 500mila i lavoratori in smart working ora sono tra i 6-8 milioni e nel giro di 2 anni diventeranno la metà. Dovremmo essere sempre pronti ad affrontare le esigenze mutate di consumo fuori e dentro casa. Il 40% dei dipendenti infatti non tornerà più in sede o lo farà a giorni alterni».

Tra i progetti dei prossimi anni c’è l’obiettivo di aggiudicarsi l’appalto per il banqueting delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 e il lancio di nuovi format per la ristorazione che si aggiungono ai 150 locali già in portafoglio: Tavolamica, Gustavo e Magnosfera. Il target sarà però diverso, famiglie e giovani professionisti. Il debutto è previsto a breve da Bologna, città dove tutto è cominciato 75 anni fa. «Siamo molto fieri della nostra bolognesità anche se nel frattempo il nostro gruppo si è evoluto in una realtà multibusiness europea che ha voglia di continuare a crescere aggregando altre imprese. L’appetito per le cose buone e sane non ci è mai mancato» conclude il manager.

Per approfondire

Mense aziendali addio: il futuro è lo smart locker, un frigo per gli ordini dei lavoratori

https://www.ilsole24ore.com/art/mense-aziendali-addio-futuro-e-smart-locker-frigo-gli-ordini-lavoratori-ADF6rgq

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    Luisanna BenfattoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: francese, portoghese, inglese

    Argomenti: food, travel, lifestyle, startup, tecnologia, social media, digital e data jounalism

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