L’analisi

Lo smart working non elimina le flotte

di Gianprimo Quagliano

(Adobe Stock)

2' di lettura

E se improvvisamente scoppiasse la pace nella guerra con il Covid, che impatto vi sarebbe sulla mobilità aziendale? I due principali fenomeni emersi in questa dannata emergenza sono lo smart working e la possibilità di sostituire gli incontri online a quelli in presenza. Il lavoro a domicilio negli anni 60 e 70 del secolo scorso era bersaglio di fortissime contestazioni da parte dei sindacati che lo consideravano un sfruttamento odioso soprattutto per le donne che, in particolare nelle campagne, facevano capi di maglieria o altri prodotti utilizzando macchine proprie o fornite dai committenti, rubando tempo al riposo e sfruttando le pause nelle molteplici occupazioni: dalla cura della casa a quella dei figli, ai lavori agricoli. Certo oggi siamo molto lontano da questa realtà, ma soprattutto per le donne lo smart working rischia di essere una situazione che le confina ancora di più tra le mura domestiche con orari dilatati o addirittura senza orari. Vedremo come andrà a finire, ma già da ora si può dire che la fortuna dello smart working potrebbe essere effimera perché per i lavoratori potrebbe essere tutt’altro che smart e per le aziende il rendimento del lavoro nelle mura domestiche potrebbe essere insoddisfacente. In ogni caso, nella misura in cui lo smart working sopravviverà, vi sarà un calo di spostamenti casa lavoro con benefici economici e ambientali.

L’altra questione riguarda l’impatto sull’uso delle auto aziendali della possibilità di incontrarsi online. A dire la verità questa possibilità c'era anche prima. Le call conferenze audio e video si facevano da decenni e nei casi previsti dalla legge le discussioni e le decisioni che si prendono negli incontri virtuali audio o audio e video, hanno valore legale.

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Nell’attività quotidiana di dirigenti, quadri, venditori ed altre figure aziendali, le nuove piattaforme online possono ridurre effettivamente l’utilizzo delle auto del parco? Un certo impatto vi sarà, ma vi sono attività, e sono quelle che generano la maggior parte degli spostamenti, in cui la presenza fisica è decisiva come, ad esempio, nella vendita e nell’assistenza. Inoltre, le auto del parco aziendale vengono date anche in benefit ai dipendenti che possono usarle per le loro necessità private.

In sintesi, se il Covid lascerà una traccia sull’impiego di auto aziendali sarà una traccia lieve e quindi, parafrasando Hemingway, potremmo concludere “lunga la vita felice dell’auto aziendale”.

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