la platea di tuttolavoro 2017

Lo smart working piace alle grandi aziende

di Enrico Bronzo

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2' di lettura

Persone soddisfatte dalla giornata Tuttolavoro 2017, organizzata dal Sole 24 Ore presso la propria sede. Abbiamo sentito cinque professionisti per capire più in dettaglio quali sono le problematiche più sentite relative al mercato del lavoro.

Ecco quindi Federico Fornasoli, consulente specializzato in diritto del lavoro in PricewaterhouseCoopers: «Abbiamo trovato interessanti i dati sul mercato del lavoro con gli scenari sui settori che aprono e che chiudono. Dall’estate 2015 con il decreto 81 sono arrivate le abrogazioni e nuove formule contrattuali, con inevitabili riflessi sul mercato del lavoro. Tutto quello che invece riguarda l’industria 4.0 è ancora aria fritta mentre è interessante tutto ciò che riguarda la contrattazione di secondo livello. Vedi il caso Fiat, di cui si parlato oggi, con interessanti ripercussioni sul welfare aziendale».

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Silvia Stavelli, invece, dell’ufficio legale di Gi group, fa capire quanto sia «difficile lavorare senza quella certezza normativa e quella coerenza giurisprudenziale che un operatore del diritto si attende». Quindi in Italia «spesso le leggi sono indefinite, con lacune interpretative, e la giurisprudenza è mancante». Quindi si continua a operare nella legalità ma anche il recente dietrofront sui voucher ha lasciato un vuoto evitabile per gli operatori.

Altre voci arrivano da operatori di grandi aziende come Eni e e Tecnimont. Nel primo caso Yulia Chernysheva - parte dell’ufficio in cui vengono gestiti coloro che vengono a lavorare in Italia - ha trovato molto interessante tutto ciò che riguarda lo smart working. È infatti partito solo da pochi giorni un progetto pilota che nelle intenzioni del gruppo di San Donato milanese è destinato a essere esteso a molti lavoratori, dato la sua diffusione già presente in molte altre grandi aziende.

Da Tecnimont Luca Franzetti, attivo nell’amministrazione del personale, parla di un mercato del lavoro dinamico e la necessità di tenersi aggiornati sulle novità riguardanti le tutele crescenti. Ben visto in azienda è lo strumento dello smart working. Inoltre «avendo personale proveniente dall’estero - spiega - siamo obbligati a conoscere le varie forme di tutela a livello internazionale, nell’ambito delle strategie di attrazione di talenti». Così come menziona l’ irrigidimento del mercato del lavoro interno da quando sono uscite le nuove regole sul licenziamento.

Infine, tra le tante persone interessate dalla giornata di studio sul lavoro Tuttolavoro 2017, parla un avvocato - che vuole restare anonimo, il quale si occupa anche di mercato del lavoro - che lancia una sorta di appello perché ritiene che qualsiasi cosa riguardante le politiche del lavoro dovrebbe andare di pari passo con le politiche di sostegno del made in Italy. «Quindi - dice - ci si concentri anche e soprattutto sui dazi e sulle politiche tributarie a favore sui prodotti italiani, se si vuole veramente per sostenere il lavoro». Anche in questo caso viene citata la Fiat ma per dire che mentre francesi e tedeschi comprano prodotti nazionali i nostri connazionali preferiscono in troppi casi le Bmw alla Giulia.

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